Bagno di folla e tanta commozione per l'ultimo saluto a Deborah Ballesio. I funerali si sono svolti questa mattina a Biestro, frazione del Comune di Pallare, vicino Savona, nella chiesa di S. Margherita. La donna di 39 anni era stata freddata lo scorso sabato a colpi di pistola dall'ex marito Domenico Massari, nel ristorante Aquario di via Nizza, nel comune ligure. Vicino al feretro,  la mamma Flora, il compagno Luca, il fratello Giovanni, oltre ai parenti e gli amici più cari.

L'omelia del prete durante il funerale

"Questa vita che ci ha legati a Gesù nessuno potrà mai potrà portarcela via. Ed è quello che siamo qui oggi a chiedere per Deborah – ha detto durante la funzione, nella chiesa di Santa Margherita, padre Bartolomeo Monge – era un'amica, l'ho conosciuta per diversi anni. Lei ha lasciato un segno positivo nella vita delle persone, che va al di là di questa fine tragica". Alle esequie ha preso parte anche il giornalista e critico Edoardo Raspelli, amico di Deborah, che ha letto un suo ricordo in chiesa. Dopo i funerali la salma è stata accompagnata in processione al vicino cimitero di Biestro.

Le memorie della vittima in un libro

Successivamente Edoardo Raspelli, noto critico gastronomico, giornalista nonché amico della vittima, ha letto l’introduzione del libro col quale Deborah intendeva raccontare l’incubo in cui l’ex marito l’aveva costretta a vivere ormai da anni: “La conoscevo da anni – ha detto Raspelli – L’incubo è iniziato quando lui ha iniziato a minacciarla dal carcere. Quando ci vedevamo lei era serena, aveva preso lezioni di autodifesa, si era messa a lavorare in un tiro a segno a Carrù. Con me non ha mai parlato di soldi”. Raspelli, che ha sottoposto il caso di Deborah all’attenzione del ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, ha poi annunciato la propria intenzione di “indagare sul mancato porto d’armi per difesa personale”.

L'omicidio di Deborah Ballesio

Deborah Ballesio è stata uccisa dai sei colpi d'arma da fuoco, come stabilito dall’autopsia, uno dei quali l'ha centrata anche alla testa, e probabilmente le è stato fatale. Inutili si sono rivelati i soccorsi. Massari dopo una fuga durata circa 24 ore, si era poi costituito presso il carcere di Sanremo dopo aver sparato ancora. Tre colpi in aria per ‘attirare l'attenzione' degli agenti della polizia penitenziaria. Ieri il gip di Imperia ne ha convalidato l’arresto. “Ha chiesto di restare in carcere a Sanremo – spiega il suo legale, l’avvocato Manuela Patetta, all’uscita del Palazzo di Giustizia -dove si sente al sicuro”.