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Lucca, slogan sessista per pubblicizzare una catena di palestre, i titolari si difendono: “Una goliardata”

Polemica a Lucca per uno slogan sessista in un annuncio pubblicitario per le iscrizioni in una catena di palestre. La difesa del marketing: “Era solo goliardia”
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A cura di Gabriella Mazzeo
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A Lucca, il cartellone pubblicitario di una palestra  è finito nell'occhio del ciclone per suo messaggio sessista. La catena di palestre lucchese aveva lanciato infatti una campagna pubblicitaria sui social per favorire le iscrizioni per la fine del 2023 e l'inizio del 2024 e nella grafica diffusa online si vedono cinque ragazze dietro un cartellone recante uno slogan che suggerisce la gratuità dell'iscrizione nel mese di novembre. 

La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Tirreno. La campagna promozionale riguarda una catena di palestre presente in tutta Italia,  da Milano fino a Napoli. In Toscana ha sedi a Firenze, Grosseto, Siena e Lucca, dove l'annuncio ha attirato l'attenzione della comunità e delle autorità locali. L'advertising ha in breve tempo suscitato malcontento e polemiche, ma i titolari della catena hanno risposto al malumore definendo quel "la diamo gratis" una "goliardata".

Il marketing delle palestre, secondo il quotidiano, è affidato a un team di cui fa parte anche l'imprenditore Angelo Briziarelli che ha risposto alle domande sulla campagna pubblicitaria. "Nasce come provocazione – ha sottolineato – ma non è possibile che venga letta come un'offesa alle donne che coprono il 60% della nostra clientela. Non la riteniamo offensiva o denigratoria. La nostra campagna è stata apprezzata dai followers e da migliaia di persone che hanno visto lo spot. Solo una ventina hanno puntato il dito contro l'annuncio".

Successivamente, Briziarelli conclude: "Hanno fatto polemica come fanno su tutto". La questione però sembra ben più ampia di quanto sostiene Briziarelli. Secondo Francesca Menconi, che a Carrara dirige il centro antiviolenza del Cif, pubblicità simili sono "l'alba della violenza fisica". "La violenza verbale – ha affermato – è l'inizio di quella fisica. Difficile stabilire il limite tra goliardia, di una frase o di un gesto, e di come queste cose vengano interpretate da chi le riceve. Sarebbe ora di finirla con i doppi sensi, le allusioni machiste e le provocazioni gratuite".

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