Sei mesi di reclusione a testa ma con pena sospesa oltre a un anno di interdizione dalla professione medica. È questa la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Lucca nei confronti dei tre medici dell’ospedale San Luca  della cittadina toscana accusati di aver asportato a un loro paziente il rene sano invece di quello malato. La vicenda è quella dellimprenditore Guido Dal Porto, oggi 59enne, che nell’aprile 2016, colpito da tumore al rene, si era rivolto ai professionisti del campo per le cure necessarie. Per lui fu disposta l'asportazione dell'organo coinvolto ma, una volta in sala operatoria, arrivò l'assurdo errore: i medici asportarono via il rene sano invece di quello malato. Per quell'episodio di malasanità erano stati chiamati in giudizio i due chirurghi che materialmente hanno eseguito l'operazione e la radiologa che aveva refertato la tac commettendo, secondo l'accusa, un errore nel trascrivere il lato esatto dell'organo da rimuovere.

Per loro, tutti accusati del reato di lesioni personali gravissime, il pm aveva chiesto pene diverse. Nel dettaglio, l'accusa aveva proposto 5 mesi per la radiologa e 6 mesi per i due chirurghi. Il giudice Stefano Billet però ha deciso diversamente condannando tutti gli imputati a sei mesi. Nella stessa sentenza il giudice ha inoltre stabilito una provvisionale di 900mila euro per le parti civili: 600mila euro per l’imprenditore vittima dell'errore , Guido Dal Porto, e 100mila euro a testa per la moglie e ciascuno dei due figli dell'uomo. Anche in questo caso il risarcimento è stato minore si quello chiesto dalle parti civili.  I legali della famiglia Dal Porto, avevano presentato una richiesta di 1,8 milioni di euro di risarcimento danni ricordando che l'uomo oggi è invalido al 90 per cento. "Nessuno potrà ridarmi il mio rene né una vita normale ma finalmente è arrivata una sentenza che mette un punto fermo su questa vicenda" ha commentato a caldo Dal Porto uscendo dall’aula.