“Siete incapaci”, maestra insultava bimbi delle elementari: svolgerà 6 mesi di lavori di pubblica utilità

"Non capite niente", "Siete incapaci", "Sei il peggiore della classe", "È inutile spiegartelo, tanto non ci arrivi". Sarebbero solo alcune delle frasi pronunciate da un'insegnante di una scuola elementare del Pescarese, condannata in primo grado a un anno e 6 mesi per maltrattamenti e di recente ammessa alla messa alla prova dalla Corte d'Appello dell'Aquila.
Stando a quanto ricostruito dalle indagini che hanno portato alla sentenza, gli alunni erano terrorizzati dai rimproveri della maestra. "Questa situazione provocava nei bambini stati di ansia nell'andare a scuola, crisi di pianto", ha spiegato a Fanpage.it Simona Fiorenza del Foro dell'Aquila che, insieme ai colleghi Federico Squartecchia e Mariangela Antonelli, entrambi del Foro di Pescara, ha rappresentato le parti civili.
La legale non nasconde la delusione rispetto alla decisione presa dalla Corte d'Appello: "Ci aspettavamo una conferma, anche se le sentenza si rispettano", aggiunge. Delusione manifestata anche dai genitori degli alunni. "Sono cose che i bambini si portano dietro, lasciano loro un brutto ricordo della scuola", aggiunge Fiorenza.
Le frasi della maestra, in molti casi gridate, erano stata riprese nelle intercettazioni video dei Carabinieri ed erano state riportate nella sentenza di primo grado. La Corte d'Appello però ha deciso di riqualificare i fatti come abuso dei mezzi di correzione, escludendo violenze fisiche ma riconoscendo una forma di pressione psicologica.
È stata accolta la sospensione del procedimento con messa alla prova, che era stata in precedenza rigettata. L'insegnante è stata difesa dagli avvocati Antonio Paolella ed Emilio Pingerna, soddisfatti della decisione della Corte d'Appello.
"Da un punto di vista tecnico, il processo è stato interessante, perché ci siamo confrontati su situazioni di confine tra metodi educativi e lo sconfinamento nel reato, come era stato contestato alla nostra cliente", ha spiegato Paolella, contattato telefonicamente da Fanpage.it.
Fin dall'inizio la difesa aveva sostenuto la tesi d'assoluzione, ma in fase di udienza preliminare e in primo grado la donna era stata condannata per maltrattamenti. In appello, nonostante la richiesta di conferma della Procura e delle parti civili, la Corte ha accolto le osservazioni dei legali della maestra.
La docente adesso dovrà svolgere 6 mesi di lavoro di pubblica utilità, prestando servizio presso una struttura assistenziale per 10 ore alla settimana. Inoltre, è stato disposto un risarcimento simbolico di mille euro per i tre dei minori coinvolti.
Se il percorso di reinserimento della maestra avrà esito positivo, il reato potrà essere dichiarato estinto. A ottobre ci sarà l'udienza per la verifica del percorso.