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Luana D’Orazio, la titolare dell’azienda: “Mi occuperò di suo figlio, era una compagna di lavoro”

Luana Coppini, titolare dell’azienda nella provincia di Prato dove è morta Luana D’Orazio: “Intendo esprimere il mio dolore attraverso l’impegno per la famiglia di Luana e il suo piccolo”. La procura di Prato ha aperto un’inchiesta sulla morte della giovane operaia e ha iscritto due persone nel registro degli indagati. Sabato l’autopsia.
A cura di Susanna Picone
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"Il dramma che stiamo vivendo ci colpisce profondamente e di fronte a tutto questo è difficile trovare le parole, ma voglio far sapere che intendo esprimere il mio dolore attraverso l'impegno per la famiglia di Luana e il suo piccolo. Impegno che voglio tradurre in atti concreti da subito in ogni contesto e sede”: a parlare è Luana Coppini, titolare dell'azienda dove è morta Luana D’Orazio, operaia ventiduenne già mamma di un bambino di 5 anni. La titolare dell’azienda tessile in provincia di Prato, a Oste di Montemurlo, parla della giovane vittima come di “una compagna di lavoro”. “Non mi sottrarrò ai miei doveri né al confronto nelle sedi appropriate anche per capire come possa essere avvenuto questo dramma”, dice ancora aggiungendo: “Alle macchine lavoro anch'io", mio figlio e mio marito”, è quindi "la solidarietà anche di una compagna di lavoro”. Luana D’Orazio lavorava da circa un anno in quella azienda tessile ed è morta il 3 maggio finendo dentro l'ingranaggio dell’orditoio. La giovane vittima viveva a Pistoia insieme ai genitori e al fratello. La magistratura ha disposto l’autopsia che sarà effettuata sabato.

L'incidente sul lavoro e le indagini

Dopo l’incidente sul lavoro la procura di Prato ha aperto una inchiesta e ha iscritto due persone nel registro degli indagati. Le iscrizioni sarebbero legate agli accertamenti tecnici che si stanno concentrando sulla valutazione del funzionamento dei dispositivi di sicurezza del macchinario tessile, un orditoio, in cui è rimasta incastrata l’operaia. Alcuni colleghi che erano presenti il giorno dell’incidente sono già stati ascoltati dagli investigatori. Secondo una prima ricostruzione, Luana D’Orazio sarebbe rimasta impigliata nel rullo del macchinario a cui stava lavorando venendo poi trascinata. Accanto a lei c'era un collega in quel momento girato di spalle: quando si è voltato ha visto quello che era successo ma ha detto di "non aver udito grida di aiuto".

Morta in fabbrica, indagini sulla fotocellula

"Siamo al lavoro per capire se e cosa non abbia funzionato nel macchinario, compresa la fotocellula di sicurezza. Abbiamo ricevuto i rilievi e nelle prossime ore nomineremo dei periti per gli accertamenti tecnici sui documenti raccolti dalla polizia giudiziaria”, ha detto il procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi.

Sabato l'autopsia, forse i funerali lunedì

Sarà effettuata sabato all'ospedale di Pistoia l'autopsia sul corpo di Luana D'Orazio. I funerali, invece, dovrebbero svolgersi con tutta probabilità lunedì pomeriggio, nella piccola chiesa di Spedalino Asnelli, la frazione vicina a Le Querci (Pistoia) dove la giovane viveva con la famiglia. Lo hanno annunciato la madre dell'operaia, Emma Marrazzo e il patrocinatore stragiudiziale della famiglia Andrea Rubini, spiegando che il ministro del lavoro, Andrea Orlando, avrebbe annunciato la volontà di essere presente alle esequie.

Il figlio della giovane operaia ha saputo che la mamma è morta

La mamma della giovane vittima, intanto, ha detto di aver detto al nipotino – figlio di Luana – che la mamma non c'è più. Al bambino è stato spiegato, nei modi appropriati e su consiglio del pediatra, cosa è successo alla madre. "Il delicato compito – spiega la nonna Emma – è toccato alla mia migliore amica, che gli ha spiegato, come si può fare con un bambino di quell'età, che la sua mamma non tornerà, che è volata in cielo".

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