Loredana Ferrara uccisa a Vignale Monferrato, il fratello: “L’ex mi preoccupava, dissi ai parenti di fare qualcosa”

"A me Loredana non aveva mai parlato di minacce, però lui mi preoccupava". A parlare è Roberto Ferrara, il fratello di Loredana Ferrara, la 53enne uccisa a coltellate pochi giorni fa, lunedì 20 aprile, in strada a Vignale Monferrato (Alessandria). Per il delitto è stato arrestato l'ex convivente della donna, Silvio Gambetta, 57 anni.
Il delitto è avvenuto intorno alle 18.30 in via Manzoni, nel centro del paese. Secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe stata raggiunta da una coltellata alla gola, risultata fatale.
L’aggressione si è consumata davanti a diversi testimoni, sotto choc per la violenza improvvisa. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma per Loredana Ferrara non c’è stato nulla da fare. La donna era mamma di una figlia.
Poco dopo l’omicidio, i Carabinieri hanno fermato Gambetta. Il 57enne è conosciuto nella zona come appassionato e campione locale di running, con migliaia di gare disputate e numerose vittorie nel podismo piemontese. Proprio la corsa era una delle passioni condivise con la vittima: i due avrebbero partecipato insieme a diverse gare nell’area alessandrina.
"Mi ero permesso di dire alla madre e alla sorella di lui di fare qualcosa, magari di rivolgersi a degli specialisti. – aggiunge ancora il fratello della vittima parlando con La Repubblica – Gliel'ho urlato anche l'altra sera, dopo che Silvio l'ha uccisa: ‘Avete visto? Non mi avete dato retta ed ecco quello che è successo'".
"Si erano allontanati perché lei non resisteva più – ha detto ancora il fratello -. Ma non c'era nulla che facesse pensare a un omicidio, anche se lui dava l'impressione di avere dei problemi seri".
L'ex marito della vittima: "È un violento e lo sapevano tutti"
"È un violento. E lo sapevano tutti", conferma, parlando con La Stampa l'ex marito di Loredana Ferrara, Fabrizio Novikov, originario di Vercelli e da tempo residente a Peschiera del Garda (Verona), dove lavora come promotore turistico.
Su Facebook, sotto una foto di Silvio Gambetta ha scritto: "Assassino. La pagherai cara. Hai distrutto la felicità. Dietro di te c'era solo odio e nessuno ha parlato, nessuno ha voluto dire che eri un mostro. Ma io so tutto, so chi sei e la pagherai".
L'uomo era rimasto in buoni rapporti con l'ex moglie, nonostante la separazione, dopo un matrimonio iniziato nel 2005, soprattutto grazie alla figlia, oggi 20enne, che vive con lui a Verona per motivi di studio.
"Avevo parlato al telefono con Loredana tre giorni fa. Mi era sembrata serena perché da sei mesi era andata via da casa. Era fuggita da quell'uomo violento. Io e Greta le avevamo chiesto di trasferirsi qui da noi", racconta ancora.
Poi ricorda la volta in cui lo aveva contattato al telefono perché impaurita: "Era il periodo di Natale, era scappata dopo che Silvio l'aveva minacciata con un coltello". Loredana non lo aveva mai denunciato, l'ex marito invece sì, per lesioni, nel 2009.
"Stavo portando Greta da sua mamma quando lui mi è venuto incontro e mi ha aggredito, rompendomi un dito. Io ho reagito. Poi sia io sia lui avevamo ritirato la querela". riferisce.
Gli amici di Loredana: "Gambetta era come dottor Jekyll e mister Hyde"
"Mi aveva chiesto di trovarle un altro appartamento perché lui era impazzito, urlava e la minacciava", ha raccontato invece Paolo Spada, agente immobiliare e amico della donna uccisa, riferendosi al periodo in cui Loredana era scappata dall'ex compagno.
"Ho pensato subito a loro quando lunedì sono uscite le prime notizie – prosegue -. Ricordo la chiamata con Loredana il 24 novembre e l'aiuto che le ho dato per trasferirsi".
"Silvio si era presentato anche lì, aveva iniziato a urlare e una vicina era andata a suonare per assicurarsi che fosse tutto a posto. In tanti abbiamo detto a Loredana di denunciare, ma non credo che l'abbia mai fatto, per paura o per vergogna".
"All'inizio si era spaventata tanto, poi sembrava che la situazione fosse migliorata – racconta ancora una collaboratrice di Spada, Roberta Moro -. Silvio sembrava una persona tranquilla, ma era come dottor Jekyll e mister Hyde: in tanti mi hanno parlato del suo carattere competitivo, non accettava di perdere quando correva".
Proseguono le indagini, perquisito e sequestrato l'appartamento del 57enne
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Vercelli. Il sostituto procuratore Francesco Condomitti ha raggiunto il paese nella serata di lunedì, poco dopo le 21, per un sopralluogo e per avviare le prime attività investigative. Sono in corso accertamenti per ricostruire il rapporto tra i due, la fine della relazione e i segnali di tensione precedenti.
Ieri intanto i Carabinieri di Casale Monferrato, coordinati dalla procura di Vercelli, hanno perquisito e sequestrato l'appartamento di Gambetta, a pochi metri dal luogo del delitto, e raccolto le deposizioni dei familiari di entrambi.