I livelli di diossina e pcb riscontrati nelle immediate vicinanze della scuola Deledda di Taranto sono di 45 nanogrammi per chilo, cioè oltre quattro volte il limite consentito dalla legge, di 10 nanogrammi. Per questa ragione i papà e le mamme degli alunni iscritti all'istituto comprensivo del rione Tamburi, comprendente anche la scuola Vico e la De Carolis, hanno deciso ieri mattina di forzare i cancelli e dare inizio a un'occupazione simbolica permanente. A motivare la protesta delle famiglie sono stati i dati rilevati il 7 giugno dall'Arpa Puglia nelle indagini dei terreni superficiali delle barriere artificiali erette negli anni '70 per dividere le case del quartiere dall'acciaieria dell'allora Italsider, poi Ilva e oggi Arcelor Mittal.

"La nostra permanenza sarà ad oltranza fino a quando chi di competenza non verrà a portare risposte concrete, certe e verificabili rispetto all'inizio del nuovo anno scolastico che ad ora è completamente incerto. Ribadiamo assolutamente che non vogliamo spostare i nostri figli e le nostre figlie presso istituti che si trovano al di fuori dei Tamburi perché pretendiamo di vivere e restare liberamente nel nostro quartiere", hanno scritto i genitori in una nota. Nei pressi della scuola sorgono delle montagnette contenenti metalli pesanti, scarti di produzione dell'acciaieria e fanghi altamente inquinanti e pericolosi per la salute soprattutto di chi vive e frequenta abitualmente le zone vicine. Proprio per questo il sindaco Rinaldo Melucci aveva ordinato la chiusura delle scuole e lo spostamento del personale e degli alunni in alte sedi, in attesa dei nuovi risultati, arrivati la scorsa settimana.

"Il primo cittadino ha richiesto formalmente al prefetto – si legge in una nota del Comune – di riconvocare a stretto giro le autorità aventi titolo sulla complessa vicenda, al fine di valutare compiutamente l'esito delle citate analisi, comprendere la fattibilità della eventuale messa in sicurezza delle collinette, ragionare dunque della rimodulazione degli ulteriori interventi con risorse pubbliche previsti in quei plessi ed in fine stabilire se questi ultimi possano essere regolarmente aperti per l'inizio del prossimo anno scolastico".