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1 Dicembre 2011
17:51

Le spese folli di Augusto Minzolini (con i soldi della Rai)

Continua la “bufera” che ha coinvolto il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Su di lui grava l’accusa di peculato sulla quale martedì prossimo si esprimerà il gup. Secondo quanto si legge dal rapporto della Guardia di Finanza il direttore ha speso fino a 1500 euro in soli 5 giorni con la carta aziendale.
A cura di Susanna Picone
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Il “giorno del giudizio” per Augusto Minzolini sarà martedì 6 dicembre quando, in merito alla questione delle spese effettuate con la carta di credito aziendale, il giudice per le udienze preliminari potrebbe decidere il rinvio a giudizio per l’attuale direttore del Tg1. “Giorno del giudizio” perché, se si dovesse dare il via libera al processo, Minzolini si troverebbe in una situazione piuttosto “scomoda”.

Per il procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna il direttore ha “peccato” di peculato mentre il Nucleo di polizia tributaria parla addirittura di truffa aggravata, un reato che si sconta con la reclusione da 1 a 5 anni.

1500 euro in 5 giorni: i "prestiti" della Rai a Minzolini

Secondo quanto si legge da Repubblica il punto è che il direttore è riuscito a spendere, nel periodo che va dal 28 luglio 2009 al 30 novembre 2010 (quando scoppia lo scandalo e la Rai ritira la carta di Minzolini), la cifra di ben 74.636,90 euro: soldi “prestati” dall’azienda e utilizzati per pagare vari viaggi e cene (anche per due) in giro per il mondo. Soldi che Minzolini ha anche, come più volte ribadito dallo stesso direttore (che ha spesso parlato di qualche “incomprensione” sulla vicenda), restituito in “comode rate”: la Rai ha riavuto 65.341,33 euro, 2000 dei quali sono stati trattenuti sullo stipendio del direttore di febbraio 2011, 63.330,76 con assegni versati fino allo scorso giugno.

La restituzione, in ogni caso, non cambia niente e non alleggerisce certo la sua posizione: come ha precisato la polizia tributaria, ai fini del reato, infatti, “è irrilevante la successiva avvenuta restituzione in cassa della somma”. Anche perché nel rapporto redatto dalla Guardia di Finanza si viene a conoscenza di ulteriori dettagli sulle spese folli del direttorissimo che difficilmente possono essere valutate e archiviate come un “equivoco senza importanza”.

Tra le mete preferite da Minzolini compaiono Cortina, Dubai, Londra, Monaco, Il Cairo, Capri, Ischia e altre ancora. Per 12 volte negli hotel più lussuosi il direttore poi avrebbe pagato addirittura per due (non conosciamo l’identità del suo accompagnatore) e, quel che è comparso dalla lettura delle carte, parla anche di un’ipotesi di truffa aggravata. Secondo le Fiamme gialle Minzolini in alcuni casi avrebbe anche ottenuto un doppio rimborso: quello registrato per la carta di credito e quello a forfait. Il direttore in pratica pagava con il denaro della Rai ma chiedeva anche il rimborso della diaria.

La replica di Minzolini

Nemmeno alla luce di questi particolari inediti Minzolini sembra però intenzionato ad “arrendersi”: “Tutte le mie trasferte sono state autorizzate dalla Rai”, il direttore ha infatti commentato l’informativa della Finanza e si è soffermato su alcuni dei suoi numerosi viaggi provando a dare qualche “spiegazione in merito”. “A Cortina sono andato per un confronto con Enrico Mentana nell’ambito della rassegna Cortina incontra; a Marrakech per il festival del cinema invitato dal governo marocchino; a Capri per incontrare un noto imprenditore”.

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