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La mamma ha un raro tumore, a 21 anni Lisa le dona il midollo: “Il suo gesto d’amore le ha salvato la vita”

A Fanpage.it Fabrizio racconta la storia della sua famiglia. La moglie, affetta da un raro tumore, ha raggiunto la completa guarigione grazie al midollo donatole dalla figlia anni fa: “All’epoca aveva solo 21 anni, ma non ha avuto alcuna esitazione”.
Fabrizio insieme a Lisa ed Elena.
Fabrizio insieme a Lisa ed Elena.

La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative a storie che riguardano la donazione. Se anche voi ne avete una da raccontare, potete scriverci cliccando qui.

"Ho incontrato Elena a un concerto grazie a un'amica comune. In quell'occasione ho avuto la fortuna di imbattermi in questa ragazza dagli occhi verdi che mi hanno ammaliato fin da subito, penso si possa parlare di colpo di fulmine".

Così Fabrizio, 57 anni, inizia a raccontare a Fanpage.it la storia d'amore con sua moglie Elena. Vent'anni insieme segnati, fin dall'inizio della loro frequentazione, dalla presenza di una rara malattia, la mielofibrosi, un tumore del midollo osseo che altera la normale produzione delle cellule del sangue.

"Al nostro primo incontro, con una grande facilità e una tenerezza disarmante, lei mi dice che ha questa malattia e che non arriverà ai 50 anni. A quel punto, mi sono trovato di fronte a una scelta, se continuare a frequentarci o lasciare perdere. La sera del concerto mi aveva detto anche che aveva una bimba di 6 anni, Lisa", ricorda ancora.

La situazione è molto delicata, ma Fabrizio decide di non arrendersi e di continuare a stare con Elena, anche "per il modo in cui mi aveva raccontato e affrontava la sua malattia, come cresceva sua figlia. Mi colpirono il suo coraggio e la sua forza".

"All'inizio è stato difficile perché lei e Lisa erano un'unica entità, la bambina aveva 9 mesi quando Elena si è lasciata con il papà. Non mi sono perso d'animo e alla fine l'ho avuta vinta io, dopo un paio di anni sono riuscito a entrare in casa con loro", ci racconta ancora.

Fabrizio ed Elena.
Fabrizio ed Elena.

Intanto, il percorso di Elena prosegue: la donna continua a frequentare gli ospedali per tenere sotto controllo l'avanzamento della malattia. E a un certo punto, dopo diversi stadi, le viene comunicato che l'unica possibilità di salvezza è quella del trapianto di midollo.

"Elena, di comune accordo con il sottoscritto, ha deciso di intraprendere questo nuovo percorso. – ricorda Fabrizio – Sapendo che era molto complicato e che bisognava mettersi alla ricerca di un donatore perché i suoi familiari non avevano compatibilità. Dopo circa un anno l'ospedale ci dice che non c'è un donatore compatibile nel mondo".

È in quel momento che Lisa, la figlia di Elena, decide di donare il midollo alla sua mamma:  "Come tutti i figli, era compatibile al 50%, ma Elena non voleva coinvolgerla. – ci dice Fabrizio – Alla fine però non c'erano alternative. E durante un incontro in ospedale, nel quale i medici le avevano spiegato la situazione, Lisa ha risposto: ‘Lo faccio per la mia mamma'".

"Aveva solo 21 anni, ma senza esitazione ha deciso di fare una scelta importante. Una scelta d'amore, di cuore, ma non scontata. Salvare una vita non è una cosa da poco", aggiunge Fabrizio.

Iniziano i controlli per entrambe, mamma e figlia si mettono sulla strada per ricevere e donare il midollo. Qualche settimana dopo, avviene l'infusione. Elena nel frattempo viene ricoverata, inizia un ciclo di chemioterapia. "Si è dovuta rasare i capelli a zero, per una donna questo gesto è molto difficile. Me li sono rasati anche io, per amore", ricorda il marito.

L’incontro tra Elena, Lisa e Fabrizio dopo 90 giorni di isolamento.
L’incontro tra Elena, Lisa e Fabrizio dopo 90 giorni di isolamento.

Martedì 19 maggio, a cinque anni dal trapianto, per Elena è arrivata la completa guarigione. Elena e Fabrizio ora sono volontari Admo, Aido e Ail, vanno nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sulla tipizzazione.

"Dai 18 ai 35 anni, se godono di buona salute e pesano almeno 50 chili, possono entrare in una banca dati mondiale donando il sangue o facendo un tampone salivare. In questo modo possono salvare una vita come ha fatto Lisa per la sua mamma".

"È una cosa che ci gratifica molto, era giusto e doveroso che facessimo qualcosa per gli altri", sottolinea. Sulla storia della sua famiglia Fabrizio ha scritto anche un libro per diffondere maggiore consapevolezza sul tema della donazione.

Elena e Fabrizio durante un incontro con i ragazzi organizzato da Admo.
Elena e Fabrizio durante un incontro con i ragazzi organizzato da Admo.

"Penso che aiutare le persone, soprattutto i giovani, in una scelta come quella di salvare una vita è una cosa bellissima che ci teniamo a fare. – continua Fabrizio – Soprattutto perché dietro la donazione di midollo c'è ancora lo spauracchio del ricovero e dell'intervento, ma nella maggior parte dei casi oggi viene effettuato per via periferica".

"Si va in un centro trasfusionale, si rimane lì 3-4 ore e attraverso un meccanismo di separazione dal sangue vengono estratte le cellule staminali. – prosegue – Pochi giorni prima, se si viene ritenuti compatibili, si viene chiamati in ospedale, si fanno i controlli del caso e delle punture stimolanti. E il giorno della trasfusione vengono estratte le cellule".

Lisa oggi ha 28 anni e, dopo la donazione, non ha avuto alcun problema. "Ha salvato una vita, quella della sua mamma, e oggi siamo una famiglia unita grazie al suo gesto d'amore", dice Fabrizio.

"Ci tengo a far capire che si può fare davvero la differenza. In tante occasioni mi sono sentito impotente e la decisione di Lisa  mi ha davvero gratificato. – conclude – Voglio raccontare la nostra storia perché si può sempre fare qualcosa di concreto per gli altri. Così come una figlia ha salvato la vita a colei che gliel'ha data".

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