La madre di Sempio in Psichiatria dopo il tentato suicidio. Cataliotti: “Da settimane è travolta dall’odio”

È ricoverata nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Vigevano Daniela Ferrari, la madre 66enne di Andrea Sempio. La donna è arrivata d'urgenza il 17 giugno nel reparto di Rianimazione in overdose di farmaci provocata da un tentativo di suicidio, come hanno spiegato gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti.
Il ricovero in psichiatria è una prassi consueta nei casi di autolesionismo. Dalle ultime notizie apprese da Fanpage.it, la donna dopo una serie di lavande gastriche sarebbe fuori pericolo. L'azienda non rilascia dichiarazioni sulla paziente per tutelare la privacy della paziente.
Non si arresta invece l'ondata di odio social che da settimane si sta abbattendo sulla famiglia Sempio-Ferrari, come spiegato dall'avvocato Cataliotti: "Da settimane è travolta dall'odio". Al centro dei commenti che circolano sul web ci sono soprattutto le indiscrezioni relative alla presunta relazione extraconiugale della donna e il ruolo che questa avrebbe avuto nella produzione dell'ormai famoso scontrino di Vigevano.
Il figlio di Ferrari, Andrea Sempio, è indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Per quel delitto è stato arrestato e condannato dopo una complessa vicenda processuale Alberto Stasi, fidanzato della giovane all'epoca. Le nuove indagini aperte quasi vent'anni dopo, però, hanno individuato in Sempio, amico del fratello di Chiara, il presunto colpevole. In questa vicenda il misterioso scontrino del parcheggio presentato da Sempio come alibi giocherebbe un ruolo importante che avrebbe influito sul gesto della madre di lui.
L'odio social contro la madre di Andrea Sempio
Gli avvocati di Sempio hanno deciso confermare il tentativo di suicidio per arginare gli insulti che la donna ha continuato a ricevere sui social anche dopo la notizia del suo ricovero. Non è la prima volta che accade.
La morbosità dell'opinione pubblica nei confronti del "caso di Garlasco" è più alta che mai. Dopo l'attenzione che per anni si è concentrata sul fidanzato di Chiara Poggi e sul rapporto tra i due, oggi il focus è tutto su Sempio, sui suoi monologhi in auto e sull'ossessione che avrebbe sviluppato per la sorella dell'amico.
Nel calderone social nel quale è finita la sua vita sono caduti anche i genitori e le vicende familiari, personalissime, che li riguardano. A pagarne il prezzo più alto è stata proprio la madre Daniela Ferrari. Sarebbe stata proprio la donna a conservare quello scontrino per un anno per poi darlo al figlio al momento della sua convocazione davanti agli inquirenti. Questo gesto ha portato all'emersione di una presunta relazione extraconiugale con un pompiere di Vigevano. Un vero e proprio gossip finito tra le pagine di cronaca nera che negli anni non ha fatto altro che accendere l'attenzione sulla donna.
"Chiedo a tutti gli utenti di preservare la tranquillità di questa donna che non merita di essere travolta dall'odio come purtroppo è avvenuto in questa settimana come ho potuto constatare", aveva detto l'avvocato Cataliotti alla trasmissione Cinque Minuti poco dopo il ricovero.
Una valanga di insulti però ha continuato a riversarsi su Ferrari attraverso commenti offensivi sulla sua vita e sulla sua persona. Già basterebbero per minarne la salute mentale, ma a questi si aggiunge poi il rimorso, come emerge dagli stessi atti dell'inchiesta su Andrea Sempio.
"Con quello scontrino gli ho rovinato la vita"
Le pagine della nuova inchiesta di Garlasco riportano un'intercettazione ambientale tra i genitori di Sempio nella quale emerge tutto il rimorso della donna. Secondo la prima ricostruzione, sarebbe stata lei a conservare lo scontrino del parcheggio dove Sempio avrebbe lasciato la macchina il giorno della morte di Chiara Poggi per recarsi nella libreria (chiusa) del paese.
Lo avrebbe conservato per precauzione, nata dalla sua esperienza lavorativa: "Negli anni '86-87 ho lavorato in un carcere di massima sicurezza come vigilatrice penitenziaria e le detenute, quando ti parlavano dei loro guai giudiziari, dicevano di pararsi il fondoschiena qualunque cosa succeda. La cosa più ovvia che mi è venuta in mente, magari anche sbagliando, è stata quella di conservare lo scontrino: l'ho preso io, l'ho messo in una busta di plastica e l'ho messo in un cassetto", aveva dichiarato Ferrari in un'intervista tv.
Una seconda ricostruzione – quella che collocherebbe Sempio a Garlasco e non a Vigevano nel giorno del delitto – vuole che sia stata la donna a fare lo scontrino. Secondo questa versione, Avrebbe frequentato spesso la cittadina perché lì viveva l'uomo con il quale aveva una relazione, e quel 13 agosto avrebbe ottenuto lo scontrino in questo modo.
In ogni caso, le intercettazioni più recenti svelano che è ancora fonte di un profondo dolore. Negli atti si legge che Ferrari, piangendo, dice al marito: “È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino… Gli ho rovinato la vita all’Andrea”. Il marito a quel punto la invita a stare tranquilla affermando che quel pezzo di carta è essenziale perché "dimostra che il ragazzo era a casa e poi è andato in giro”.