L’impronta a pallini e il DNA sulle unghie di Chiara Poggi: su cosa si concentrano le ultime consulenze dei pm

Non una, ma bensì altre quattro consulenze stanno per essere depositate nel fascicolo sul delitto di Garlasco da parte della Procura di Pavia. I nuovi accertamenti sono stati commissionati dopo che lo scorso 7 maggio sono state chiuse le indagini e dopo che la difesa dell'indagato Andrea Sempio ha depositato i suoi accertamenti.
Eppure sembrava questione di pochi giorni e ci si aspettava che prima delle ferie estive i pm chiedessero (molto probabilmente) al giudice per le indagini preliminari un rinvio a giudizio per Sempio con l'accusa di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto del 2007. Invece, si è tornati a fare consulenze. E non una, altre quattro. Questi ultimissimi esami della Procura sono però "last minute" perché, essendo già chiuse le indagini, entro il 28 settembre i pm devono fare la loro richiesta al gip e, contando lo stop di agosto, i tempi non sono per nulla lunghi. Ma su cosa si stanno concentrando queste nuove consulenze (che ricordiamo sono comunque di parte)?
Due consulenze sulle impronte di scarpe
I magistrati stanno procedendo su più fronti. Ancora una volta in 19 anni si è tornati ad analizzare l’impronta a pallini insanguinata sul pavimento della villetta di Garlasco e che fin da subito gli investigatori attribuirono all'assassino. Questa impronta è stata identificata nella scarpa "marca Frau (codice 27U1) di taglia 42" attribuita poi ad Alberto Stasi nella sentenza di condanna in via definitiva. Ma tra le scarpe consegnate da Stasi questo tipo di modello non c'è.
Per la Procura di Pavia, nelle sue ultime indagini, questa impronta può essere attribuita anche ad Andrea Sempio: la consulenza dei mesi scorsi dell'antropologa forense Cristina Cattaneo ha sostenuto che l'indagato ha un piede di taglia 42-43 e quindi non numero 44 come Sempio aveva sostenuto. Ma anche in questo caso, e come riportano i carabinieri nella loro informativa, non si conoscono le scarpe a disposizione dell'indagato nell'agosto del 2007.
Dopo aver letto la consulenza della dottoressa Cattaneo, la difesa di Sempio aveva depositato i loro esami in cui dimostrerebbero che la larghezza del piede del loro assistito non coincide con quella dell'impronta. Ecco quindi che nelle ultime consulenze della Procura, i magistrati hanno richiesto all'antropologa Cattaneo di valutare nel dettaglio se le impronte sul pavimento sono compatibili o meno con il piede di Sempio.
La dottoressa però non si limiterà a questa impronta di scarpa, ma valuterà anche quell'altra posizionata sotto la traccia 33, ovvero quella di una mano sulla parete destra delle scale interne in cui è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi. Questa traccia 33, solo nelle ultime indagini, è stata attribuita ad Andrea Sempio: per gli investigatori potrebbe essersi appoggiato con il piede sul primo gradino e con la mano sulla parete per controllare un'ultima volta il corpo della vittima. Una versione che nega la difesa: sostiene che questa impronta palmare non sia attribuibile al loro assistito.
Resta il fatto che l'impronta a pallini è quella fondamentale perché è tra le poche attribuite, senza alcun dubbio, all'assassino: questo vuol dire che se la difesa o altri esami riuscissero a dimostrare la non compatibilità, allora tutto verrebbe archiviato.
In un'altra consulenza sempre su questa impronta di scarpa a pallini, la Procura di Pavia ha chiesto accertamenti ai consulenti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli: spetta a loro confermare o smentire se questa impronta corrisponda con le suole di una scarpa Frau numero 42.
La consulenza psichiatrica su Andrea Sempio
La Procura di Pavia a maggio aveva inoltre disposto una consulenza psichiatrica su Andrea Sempio. L'indagato però si è rifiutato di sottoporsi e quindi di incontrare il consulente. L'avvocato difensore Liborio Cataliotti aveva precisato: "Ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica. Ne abbiamo parlato come team. Perché noi crediamo che l'accertamento dei fatti e le prove dei fatti debbano presiedere a una valutazione personologica, a maggior ragione se riguarda eventuali ipotesi di patologie che potrebbero essere sbandierate all'opinione pubblica senza una responsabilità per il fatto. Prima il fatto e poi tutte le valutazioni del caso". Comunque la consulenza psichiatrica voluta dalla Procura si farà e si baserà sui documenti e sugli appunti di Andrea Sempio trovati a casa sua.
La consulenza sulle unghie di Chiara Poggi
E fino alla fine le indagini della Procura si concentrano, ancora una volta, su materiale genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi. A occuparsi del tema una seconda volta in poco tempo è sempre il genetista Carlo Previderé. I magistrati lo avevano chiamato quando la riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco non era ancora pubblica: dopo aver preso in mano la consulenza di Stasi che dimostrava la presenza del DNA di Andrea Sempio sulle unghie di Chiara Poggi, i pm avevano chiesto lo stesso esame a Previderé che confermò la versione dei legali del condannato.
In questi giorni è stato chiamato di nuovo a fare ulteriori approfondimenti. La nuova consulenza arriva dopo la perizia super partes della genetista Denise Albani che diede le sue conclusioni sul materiale genetico trovato sulle unghie della vittima: attribuì il cromosoma Y alla famiglia Sempio ma specificò che è impossibile avere un "rigore scientifico" per capire come e quando si è depositato sulla vittima. Ovvero, toccando un altro oggetto o durante un possibile tentativo di difesa di Chiara Poggi? Non si sa. Resta il fatto che esami su quel materiale genetico hanno aperto e chiuderanno le indagini della Procura.