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Delitto di Garlasco, il Garante sanziona Le Iene e Zona Bianca: “Lesa la dignità di Chiara Poggi”

Stabilita una sanzione di quasi 60mila euro a RTI per la trasmissione delle immagini del corpo senza vita di Chiara Poggi nei programmi Le Iene e Zona Bianca. Disposto anche il divieto assoluto di ulteriore diffusione di tali scatti: per il Garante si è trattato di “morbosa spettacolarizzazione”.
Chiara Poggi e Alberto Stasi. Immagine modificata con ausilio di IA.
Chiara Poggi e Alberto Stasi. Immagine modificata con ausilio di IA.

Dopo aver accolto i reclami presentati dai genitori di Chiara Poggi, il Garante ha comminato una sanzione di 59.606 euro a RTI per la trasmissione di immagini cruente del corpo senza vita della giovane nei programmi Le Iene e Zona Bianca – vicenda di cui la redazione di Fanpage.it si è occupata a più riprese nel corso degli ultimi mesi, seguendo le evoluzioni dell'inchiesta con dirette e contributi tecnici di legali e consulenti delle parti. Disposto anche il divieto assoluto di ulteriore diffusione di tali scatti. Per l'Autorità si è trattato di una "morbosa spettacolarizzazione" priva del requisito di essenzialità dell'informazione.

Le puntate finite sotto accusa

Il provvedimento del Garante nasce a seguito di due formali reclami presentati dai genitori di Chiara, Giuseppe Poggi e Rita Preda. Attraverso i loro legali, i familiari avevano denunciato la trasmissione di dettagli espliciti del cadavere della figlia, ritenendo che la loro proiezione sul piccolo schermo avesse travalicato qualsiasi esigenza di informare il pubblico. Nel mirino dell'Autorità sono finite due specifiche puntate andate in onda nel 2025, in un periodo in cui il delitto era tornato ad occupare i palinsesti televisivi in relazione all'inchiesta che aveva visto coinvolto Andrea Sempio. La prima sanzione riguarda lo speciale de Le Iene dal titolo "Inside, delitto di Garlasco, caso riaperto", trasmesso il 30 marzo 2025, in cui venivano mostrate inquadrature del corpo della ragazza "imbrattata di copiose macchie di sangue". La seconda riguarda invece la puntata di Zona Bianca del 9 luglio 2025, durante la quale sono stati mostrati dettagli relativi a "una ferita e dei lividi" sulla gamba della vittima.

La decisione del Garante: "Nessun valore informativo, solo spettacolarizzazione"

Nella sua decisione, l'Autorità presieduta da Pasquale Stanzione ha evidenziato come la visione di questi particolari non risulti in alcun modo giustificata dall'interesse pubblico. Come sottolineato dal Garante, mostrare i dettagli del sangue e delle ferite "nulla aggiunge alle notizie sulla vicenda, né risulta indispensabile a descrivere i modi particolari con cui si sono svolti i fatti o a qualificarne i protagonisti". In questo caso l'attenzione mediatica sarebbe andata "ben oltre l'esercizio del diritto e dovere di cronaca, degradando verso una ‘continua e morbosa spettacolarizzazione'".

Le sanzioni economiche

In base a quanto stabilito dall'Autorità, RTI S.p.A. dovrà pagare una sanzione totale di 59.606 euro. La cifra è stata così ripartita: 51.091 euro per la violazione commessa durante la puntata de Le Iene e 8.515 euro per quella contestata al programma Zona Bianca. Contestualmente, il Garante ha confermato l'obbligo di cancellazione e il divieto assoluto di riproporre le immagini del corpo di Chiara Poggi.

Il legale dei Poggi: "Pronte altre azioni contro una tv e un settimanale"

La decisione dell'Autorità è stata accolta con soddisfazione dalla famiglia Poggi. "Siamo pienamente concordi con il Garante: la pubblicazione di immagini così crude del cadavere della vittima può essere giustificata, in base al principio della essenzialità, solo quando le immagini sono assolutamente indispensabili per illustrare al pubblico un vero elemento investigativo nuovo, che invece non c'era", ha dichiarato all'Adnkronos l'avvocato Vinicio Longo, il legale che ha curato i due reclami presentati da papà Giuseppe e mamma Rita. La battaglia legale della famiglia, tuttavia, non si ferma qui: i genitori di Chiara hanno già presentato altri due reclami, attualmente al vaglio del Garante della Privacy, nei confronti di un'altra trasmissione televisiva e di un settimanale per le stesse violazioni.

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