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Rai avvia le verifiche interne sul caso Ranucci, lui replica: “Sono tranquillissimo”

La Rai attiva la Commissione per il Codice Etico sul caso Ranucci: sotto esame fonti e metodo di Report. Il conduttore replica: “Sono tranquillissimo, è un attacco al giornalismo libero”.
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Viale Mazzini muove un passo formale sul caso che da settimane agita il servizio pubblico. La Rai ha disposto l'avvio di verifiche interne sulla vicenda che riguarda Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, affidando gli accertamenti alla Commissione per il Codice Etico. Il conduttore non arretra e respinge ogni ombra: "Sono tranquillissimo".

La nota diffusa dall'ufficio stampa parla di approfondimenti avviati nel rispetto delle procedure interne e dei principi di correttezza e imparzialità. A occuparsene sarà la Commissione per il Codice Etico – il comitato che vigila sul rispetto del codice aziendale – che nei prossimi giorni condurrà le attività istruttorie su impulso dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi.

Nel testo la Rai richiama le linee guida dell'Ebu e il Contratto di Servizio, che impongono al servizio pubblico criteri "netti e chiari" sul giornalismo d'inchiesta: imparzialità, indipendenza, accuratezza, verifica rigorosa delle fonti e loro corretta gestione. Un elenco che non muove accuse esplicite, ma delimita il terreno degli accertamenti. L'attivazione, scrive l'azienda, è "un atto dovuto" a tutela della Rai, delle persone coinvolte e del servizio pubblico.

Verifica interna, non audit: perché conta

Il dettaglio tecnico non è secondario. Viale Mazzini ha scelto la verifica interna e non l'audit, procedura più penetrante che avrebbe richiesto l'autorizzazione della Procura e rischiato di sovrapporsi all'inchiesta giudiziaria in corso. Lo strumento, però, resta sul tavolo: fonti aziendali non escludono che un audit possa arrivare in un secondo momento, qualora emergano elementi che lo rendano necessario. Le stesse fonti precisano che, al momento, non risulterebbe disposto alcun accertamento mirato sul singolo Ranucci.

La replica di Ranucci: "È un attacco al giornalismo libero"

Il conduttore di Report difende metodo e squadra. "Sono tranquillissimo. Report ha già passato vari audit anche su come venivano trattate le fonti, vedi i casi Autogrill e Tosi. Vagliati anche precedentemente dai tribunali di tutta Italia", dichiara all'Ansa. Poi rivendica il lavoro della redazione: "Report è la trasmissione più premiata della storia: merita rispetto, perché dietro c'è un lavoro pazzesco di squadra, il rigore, la fatica e rischi per l'incolumità". E alza il tono: "La narrazione di alcuni giornali su Report è vergognosa. E chi non si rende conto che questo è un attacco a quegli ultimi presidi di giornalismo libero e indipendente, è miope".

Su Facebook l'affondo diventa politico: "Apprendo dalle Agenzie che la Rai ha avviato, dopo la richiesta dei giorni scorsi da parte del ministro Urso, verifiche sulle fonti e sulla correttezza delle nostre inchieste". Per il giornalista c'è un cortocircuito alla radice della vicenda: "È paradossale che la richiesta di Urso sia nata da informazioni false riportate da alcuni giornali".

Sullo sfondo resta l'inchiesta giudiziaria, che procede in parallelo agli accertamenti aziendali. Nei prossimi giorni la Commissione per il Codice Etico dovrà chiarire se, nella gestione delle fonti e nel metodo di lavoro, siano stati rispettati i principi del servizio pubblico. Ranucci, intanto, promette battaglia.

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