È morto Daniele Compatangelo, il giornalista della telefonata a Trump che ha innescato scontro con Meloni aveva 50 anni

È morto a 50 anni Daniele Compatangelo, il giornalista di La7 corrispondente da Washington recentemente salito alla ribalta per la telefonata a Donald Trump che è stata all’origine dello scontro tra il leader americano e Giorgia Meloni. La madre, intervistata da Ansa, ha confermato che la scomparsa sarebbe da attribuire a un malore. Il suo corpo senza vita sarebbe stato ritrovato all’interno della sua abitazione. A dare la notizia della scomparsa alla famiglia è stata l’ambasciata italiana a Washington, dopo essere stata informata dalle forze dell’ordine. Secondo quanto emerso fino a questo momento, sul corpo non sarebbero stati ritrovati segni di violenza. Nato a Savona ma cresciuto a Torino, si era trasferito da tempo negli Stati Uniti.
Sono numerosi i giornali per i quali aveva lavorato nei suoi 25 anni di carriera: era stato corrispondente dalla Casa Bianca per LA7, Sky Tg24 e Tv2000. Nel 2008 aveva cominciato a collaborare con il Secolo XIX e nel 2011 il documentario da lui realizzato, The Los Angeles Breakdown, aveva ricevuto la menzione d’onore durante la 53esima edizione del Southern California Journalism Awards di Los Angeles. Collaborava inoltre nel ruolo di analista politico con il canale mediorientale Shams TV e con American Pulse.
Recentemente, per LA7, Compatangelo aveva firmato due scoop di rilevanza internazionale. Il primo, trasmesso durante il programma Omnibus, rivelava il pensiero di Trump a proposito del supporto che il G7 avrebbe dato agli Stati Uniti durante la guerra in Iran. Il secondo, trasmesso a L’aria che tira, aveva reso note le durissime parole utilizzate da Trump nei confronti della premier italiana Meloni. “Mi ha implorato di fare una foto con lei. La voleva così tanto… L’avrei anche non fatta. Mi ha fatto pena”, aveva dichiarato il presidente degli Stati Uniti.