“Investimi con l’auto e dividiamo”, lei si rifiuta e l’inquilino la perseguita: condannato per stalking a Rimini

Immagine
Tutto era iniziato la scorsa estate quando alla donna è arrivata la strana richiesta dell’uomo, inquilino di un suo residence. Al rifiuto della 62enne, il condannato ha iniziato a perseguitare lei ma anche i clienti arrivando a smontare le ruote delle biciclette o spargendo sacchetti dell’immondizia nel giardino.

Perseguita da un suo conoscente semplicemente perché si era rifiutata di investirlo con l’auto e di mettere in scena una truffa ai danni dell’assicurazione. È quando capitato a una 62enne riminese che si è rivolta alle forze dell’ordine riuscendo a portare in tribunale l’uomo, un 52enne del posto che nelle scorse ore è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Rimini a un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di stalking.

Tutto era iniziato la scorsa estate quando alla donna è arrivata la strana richiesta dell’uomo, inquilino di un suo residence. Il 56enne aveva chiesto alla signora di investirlo con l’auto con lo scopo di incassare i soldi che avrebbe preso dall’assicurazione e con la promessa di dividere i proventi della truffa. Nonostante i ripetuti solleciti, la 62enne si era rifiutata categoricamente di assecondarlo e da qui era partita la vendetta dell’uomo con una vera e propria persecuzione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato infatti avrebbe messo in atto una serie di comportamenti persecutori con tanto di minacce per la donna, familiari e altri ospiti della struttura. La donna aveva subito denunciato i fatti ai carabinieri facendo partire le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio per il 56enne.

Numerosi gli episodi contestati, come minacce di “fare un omicidio” e di dare fuoco alla struttura e alla stessa donna col figlio. In diverse occasioni l’uomo ha spaventato anche gli ospiti del residence, arrivando a smontare le ruote delle biciclette elettriche, danneggiando le fioriere o spargendo sacchetti dell’immondizia nel giardino.

Intimidazione sempre più frequenti e violente che avevano costretto la donna a cambiare abitudini di vita per non farsi vedere e non incontrarlo. Per questo per il 56enne era partita anche la custodia cautelare in carcere, poi commutata negli arresti domiciliari. Portato a processo, l’indagato ha scelto il rito abbreviato davanti al Gup che lo ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, grazie allo sconto di pena di un terzo, e al pagamento di una provvisionale da 10mila euro come risarcimento alla vittima.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views