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Maxi invasione di cavallette in Sardegna. L'isola, ed in particolare la provincia di Nuoro, è da giorni alle prese con milioni di insetti che stanno minacciando i campi della Valle del Tirso divorando tutto ciò che trovano sul loro cammino, foraggio, grano, erba medica e quanto altro, come testimoniano video e foto condivisi sui social network da coltivatori ormai disperati, alle prese anche con la crisi generata dall'emergenza Coronavirus. Per questo Coldiretti Nuoro e Ogliastra hanno lanciato l'ennesimo allarme invitando gli assessori regionali all'Agricoltura e all'Ambiente, Gabriella Murgia e Gianni Lampis, a visitare i territori distrutti dall'insetto "per verificare di persona questa invasione che tanti danni sta causando alle aziende agricole del territorio".

Per evitare che la devastazione sia completa, alcuni agricoltori sono stati costretti ad anticipare il raccolto, raccogliendo il foraggio nei campi destinati alle provviste di orzo o trasformando in balle di fieno coltivazioni di fave. E c'è anche chi ha già raccolto lattughe, finocchi, cavoli e patate per circa 10mila euro, donando tutto alla Caritas di Nuoro, prima dell'arrivo delle cavallette, favorito dall'eccezionale caldo degli ultimi mesi. Secondo il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Leonardo Salis, "il problema delle cavallette, nonostante tutto il lavoro che abbiamo svolto lo scorso anno, è stato sottovalutato. Eppure in Sardegna le conosciamo bene. Quest'anno, come del resto avvisato lo scorso anno, sono molte di più e stanno in ginocchio un centinaio di aziende agricole. I danni sono ingenti e colpiscono soprattutto le imprese che hanno investito in campagna, che coltivano e custodiscono il territorio ".

Il fenomeno, infatti, non è nuovo. L'ultima segnalazione risale circa ad un anno fa. Tra le cause principali dell'invasione ci sono l’inverno particolarmente mite che ci siamo lasciati alle spalle e la scarsità di pioggia di questo periodi. Sin qui, spiegano gli esperti, il 2020 si sta classificando come uno tra gli anni più caldi in assoluto sin dal 1800, con temperature superiori di 1,52 gradi rispetto alla media. Questi fattori, insieme, hanno permesso di scatenare la furia delle cavallette, in quello che viene definito “uno sviluppo anomalo di questo insetto con invasioni bibliche che, ricordano quelle del passato”, dice Coldiretti. Fenomeni simili sono pericolosi, in quanto causano gravissimi danni alle campagne ma possono raggiungere anche le città. "È fondamentale intervenire celermente anche perché – ha aggiunto Alessandro Serra, sempre di Coldiretti – questa è una calamità che si aggiunge ad altre calamità e che arriva nell'anno horribilis del Covid".