Dopo il terremoto di magnitudo 6.4 che ha devastato la Croazia e le scosse che hanno spaventato la costa adriatica italiana, Fanpage.it ha posto all'INGV alcune domande riguardanti la possibile correlazione tra i terremoti di Verona, quelli di Napoli e quelli croati con epicentro a Zagabria. Imputare le diverse scosse allo stesso fenomeno, secondo un sismologo dell'istituto, sarebbe praticamente impossibile.

Le scosse avvertite ieri a Verona e Napoli sono collegate a quelle Croate?

Sono oltre 300 km di distanza, sono sistemi di faglia completamente diversi e separati (un terremoto come quello croato è generato da una faglia di una trentina di km di lunghezza della catena Dinarica, quello di Verona forse un paio nelle falde sud-alpine sepolte sotto i depositi della pianura), due mondi geologici diversi.Quindi un collegamento diretto non può esserci.

Allora un particolare movimento delle zolle terrestri in questo periodo?

Esistono le interazioni tra le faglie. Le faglie "parlano" tra loro, comunicano attraverso dei trasferimenti di stress (sforzi), ossia una faglia che si muove con un forte terremoto perturba le condizioni di stress delle faglie vicine, questo è accertato; comunicano attraverso trasferimenti di fluidi: acqua, anidride carbonica principalmente nelle catene come l'Appennino o le Dinaridi. Queste interazioni però sono dimostrate e plausibili se le faglie sono vicine, qualche km o qualche decina.È molto difficile ipotizzare un trasferimento di stress o di fluidi da Zagabria a Verona, in tre ore, alla velocità di un'automobile.

E allora come possono essere collegate le due esperienze di Verona, Trieste e Croazia?

Sappiamo che ci sono decine di terremoti al giorno in Italia come in Croazia o in Grecia o in Turchia. Trovare delle correlazioni temporali tra due eventi o due sequenze è molto frequente, ma correlazione non vuol dire causalità (non casualità!).A meno che non si pensi a quella farfalla in Brasile che genera un tornado in Texas.Un'altra possibilità, si è detto, è che se una faglia si trova in condizioni critiche, ossia vicina alla rottura, potrebbe ricevere una minima perturbazione da un terremoto lontano. Qualche volta ciò è stato osservato per sistemi critici (geotermali) al passaggio delle onde sismiche di forti terremoti lontani.Ma a Verona le onde sismiche croate, anche quelle superficiali che arrivano per ultime e sono forti, sono passate un minuto o due dopo il tempo origine del terremoto, non tre ore dopo.Quindi, riassumendo questa parte, la correlazione temporale non può essere interpretata come rapporto di causa-effetto ( il terremoto croato ha provocato quello veneto) finché non c'è un modello in grado di spiegare come questo fenomeno possa essere avvenuto.