C’è chi voleva diventare un medico, chi un architetto, chi aveva la passione per il pallone e il sogno di diventare un calciatore. Un sogno spazzato via nella notte tra il 4 e il 5 gennaio dall’impatto con l’Audi TT guidata da Stefan Lechner. Il terrificante incidente avvenuto in valle Aurina, a Lutago, in Alto Adige, ha fatto sei vittime. Tutti molto giovani, di nazionalità tedesca. “Volevano solo trascorrere una serata spensierata ma sono stati uccisi da qualcuno che sfrecciava sotto l’effetto dell’alcol” ha commentato Armin Laschet, governatore della Westfalia, la regione da cui proveniva la maggior parte dei ragazzi. Non è chiaro quanto si conoscessero tra loro perché alloggiavano in alberghi diversi e non tutti avevano i documenti in tasca. Di certo avevano passato la serata in un locale ed erano appena scesi Lutago, in provincia di Bolzano, da un pullman turistico per raggiungere a piedi l'albergo nel quale alloggiavano i giovani: proprio in quel momento è arrivata l'auto che ha centrato in pieno il gruppo.  Lechner viaggiava a 100 all’ora: il 27enne di Chienes aveva un tasso alcolemico molto elevato, pari a 1,97 grammi/litro.

Chi sono i sei ragazzi morti nella strage in Valle Aurina

Tra le vittime c’è Rita Felicitas Vetter, studentessa in medicina. Attualmente, come riporta il Corsera, si stava specializzando alla Mitwohnzentrale di Amburgo. “Il mio studio richiede molto impegno e a volte scompaio tra i libri. Ma altrimenti mi piace cucinare insieme, uscire la sera per bere una birra o un buon bicchiere di vino” scrive sul suo blog personale. Julian Vlam sognava di fare il calciatore. Giocava come centrocampista al Tsv Siegen, formazione che milita nel campionato interregionale tedesco. Assai stimato dai compagni che ne ricordano le doti dentro e fuori dal campo: “Dava sempre il massimo: anche quando entrava dalla panchina. Una presenza preziosa la sua: quest’anno aveva già segnato due gol”. Anche Julius Valentin Uhlig, di Colonia, aveva la passione per i calcio. Tifoso del Fortuna Köln, era iscritto al gruppo ultras degli squali. Studiava architettura e avrebbe voluto seguire le orme del padre, docente universitario tra i massimi esperti del movimento Bauhaus. Si sa invece meno delle altre tre vittime Katarina Majic di Wuppertal, tranne che aveva frequentato una scuola tecnica, così come di Rita Bennecke di Remschied e di Philipp Schulte che 23 anni li avrebbe compiuti solo tra pochi giorni.