AGGIORNAMENTO: È in stato d'arresto l'automobilista che la notte del 5 gennaio ha provocato l'incidente con sei morti in valle Aurina, a Lutago, in Alto Adige. La notizia è stata divulgata dall'Ansa, che l'ha appresa da fonti investigative. L'accusa è di omicidio stradale e lesioni stradali. All'uomo, che è stato portato in carcere a Bolzano, sono state contestate anche le lesioni gravissime. Si tratta di un 28enne della zona, che sarebbe risultato positivo all'alcoltest, con un tasso alcolemico quattro volte i limiti.

Il bilancio è pesantissimo: 6 morti e 11 feriti. L'incidente è avvenuto in Valle Aurina (Bolzano) poco dopo l'una di notte. Secondo una prima ricostruzione un'auto ha investito a forte velocità alcune persone che erano ferme sul ciglio della strada. Sul posto sono giunti i soccorritori che hanno trasportato i feriti in ospedale. Nulla da fare per le sei vittime: sono tutti giovani, 16 turisti di nazionalità tedesca e una ragazza italiana, di età compresa tra i 20 e i 25 anni.

Ci sarebbero anche quattro feriti gravi. Tra loro ci sarebbero anche due altoatesini e una donna che è stata trasferita d'urgenza di notte con l'elicottero del Aiut Alpin alla clinica universitaria di Innsbruck, in Austria. Dopo aver passato la serata in un locale, verso le 1.15, la comitiva era appena scesa a Lutago da un pullman turistico per raggiungere a piedi l'albergo nel quale alloggiavano i giovani, quando il gruppo è stato centrato dall'automobile. I sei giovani sono morti sul colpo.

Sono 160 i soccorritori intervenuti. I vigili del fuoco hanno allestito sulla strada un tendone per le prime cure dei feriti che poi sono stati trasportati con le ambulanze negli ospedali di Brunico, Bressanone e Bolzano.

"Il nuovo anno inizia con una tragedia", ha detto il governatore altoatesino Arno Kompatscher che a Lutago ha partecipato alla conferenza stampa sull'incidente stradale. Dei sopravvissuti si stanno occupando degli psicologi. Trattandosi di una comitiva molto grande, complessivamente un'ottantina di persone, è stata istituita una hotline che fornisce informazioni ai parenti in Germania. "In questo triste momento siamo vicini alle vittime e ai loro parenti", ha ribadito Kompatscher.

Per Piergiorgio Assumma, presidente dell'Osservatorio nazionale vittime omicidi stradali (Onvos) "spesso si sottovalutano gli effetti dell'alcol così come quello della droga. Al momento dobbiamo restare in attesa delle determinazioni della magistratura. Le piste di indagini potrebbero far emergere che non si è trattato di un omicidio colposo. La guida in stato di ebbrezza, la guida sotto effetto di droga o l'uso del cellulare alla guida, insieme all'alta velocità, sono e restano i comportamenti più pericolosi in assoluto".