"Uno si è pisciato addosso", "Hai presente Gomorra? Guarda è stato uguale", "dovevi vedere gli schiaffoni che gli ho dato", ma anche "ho fatto un'associazione a delinquere", "non arriveranno mai a noi": sono solo alcune delle intercettazioni ambientali riportate dalla Procura di Piacenza nell'inchiesta che si è conclusa con l'arresto di sei carabinieri (altri 4 sono indagati) per tortura, spaccio e estorsione. In un'altra occasione, uno dei militari aveva trovato una cimice nella sua auto sotto la sua auto personale e se l'era presa coi dipendenti di una carrozzeria dove si trovava la vettura: "Io li prendo per il collo, li attacco al muro e gli dico: ‘È entrato qualcuno qua dentro? Adesso me lo dici sennò ti spacco tutti i denti…"

 Un carabiniere arrestato: “A noi non arriveranno mai”

"…minchia adesso ti devo raccontare quello che ho combinato, ho fatto un'associazione a delinquere ragazzi! Che se va bene… ti butto dentro, nel senso a livello di guadagno… omissis … in poche parole abbiamo fatto una piramide: sopra ci stiamo io, tu e lui… ok? (omissis) noi non ci possono… a noi… siamo irraggiungibili, ok? A noi non ci deve cagare nessuno… (omissis)…". E' ciò che riferiva fieramente uno dei carabinieri finiti in manette a un collega che di lì a poco sarebbe entrato nell'associazione a delinquere formata dai militari. "Però Davide i contatti ce li ha tutti lui – spiegava -, quelli grossi! (omissis). Lui siccome è stato nella merda, e a Piacenza comunque conosce tutti gli spacciatori, abbiamo trovato un'altra persona che sta sotto di noi. Questa persona qua va tutti da questi gli spacciatori e gli dice ‘Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba vendi questa qua, altrimenti non lavori!'… e la roba gliela diamo noi! Poi lui… loro a su… a loro volta avranno i loro spacciatori… quindi è una catena che a noi arriveranno mai!! …omissis".

L'inchiesta e le accuse contro i carabinieri

Nell’ambito dell’operazione Odysseus sono stati arrestati sei carabinieri, cinque sono in carcere (Salvatore Cappellano, Angelo Esposito, Giacomo Falanga, Giuseppe Montella, Daniele Spagnolo) e uno ai domiciliari (il comandante della Levante Marco Orlando). Alcune delle accuse contestate sono: traffico di stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica, violenza privata, truffa ai danni dello Stato. I comportamenti illeciti nell’ambito del traffico di stupefacenti spaziano dall’approvvigionamento durante il lockdown, contatti con pusher di livello, attività di staffetta per conto degli spacciatori, attività di custodia e detenzione degli stupefacenti, spaccio per conto proprio.