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11 Luglio 2022
18:05

Grembiuli gialli e parità di genere, il preside: “Pillon non ha capito nulla: legga la circolare”

Il dirigente scolastico Alessandro Paone difende la scelta dei grembiuli gialli per i bambini dell’asilo per insegnare la parità di genere: “Chi critica questa scelta, come il senatore Pillon, dimostra di non aver letto la circolare e compreso le nostre intenzioni”
A cura di Chiara Ammendola
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"Chi critica questa scelta dimostra di non aver letto la circolare… o di essere contro la parità di genere", risponde così Alessandro Paone, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Salutati-Cavalcanti di Borgo a Buggiano, in provincia di Pistoia, a chi ha puntato il dito contro la sua decisione di introdurre a partire dal prossimo il grembiule giallo all'asilo per tutti, in sostituzione dei classici azzurri per i bambini e rosa per le bambine. A Fanpage.it, Paone ha spiegato il motivo alla base di questa decisione che ha tra i suoi detrattori il senatore Pillon.

“La scelta dei grembiulini gialli nasce per rimuovere questo dualismo imposto ai bambini e alle bambine che si basa sul concetto per cui si è rappresentati da un colore piuttosto che da un altro, cosa che non sarebbe in sé un problema, se non fosse per il fatto che legati a quei due colori ci sono una serie di stereotipi che poi restano cuciti addosso ai bambini – le parole del dirigente scolastico – quello che deve essere chiaro è che la scuola non fa ideologia, segue le linee guida del Ministero, non fa scelte politiche. Nella circolare io ho spiegato molto bene le motivazioni di fondo, ma Pillon non credo l'abbia letta, credo invece che abbia scritto quel post solo per sentito dire: se noi parliamo di parità di diritti nessuno, nemmeno Pillon, potrebbe essere contrario a una cosa del genere”.

Grembiuli gialli all'isolo per la parità di genere: si aspettava tutte queste critiche la sua decisione?
Vorrei spiegare una cosa importante: il ministero dell'Istruzione spinge le scuole in questa direzione, ovvero quella di affrontare la questione della parità di genere. La scelta dei grembiulini gialli, approvata dal collegio docente, nasce per rimuovere questo dualismo imposto ai bambini e alle bambine che si basa sul concetto per cui si è rappresentati da un colore piuttosto che da un altro, cosa che non sarebbe in sé un problema, se non fosse per il fatto che legati a quei due colori ci sono una serie di stereotipi che poi restano cuciti addosso ai bambini. Nessuno ce l'ha col colore rosa o con l'azzurro, il punto è che non possiamo fare finta di non sapere che dietro quei colori ci sono dei preconcetti che condizionano la crescita dei bambini.

Alessandro Paone (foto Fanpage.it)
Alessandro Paone (foto Fanpage.it)

La scelta contribuirà secondo lei a rimuovere questi preconcetti nei bambini?
I bambini a quell'età non percepiscono la differenza tra loro, è una cosa indotta da noi adulti. Le linee guida ci dicono che i bambini nella pre adolescenza iniziano a caratterizzarsi in un'identità di genere, ma prima degli 11 anni è qualcosa che creiamo noi. La comunità educante forma i bambini in un certo modo e non c'è niente di male, ma è importante che queste scelte non si leghino a idee che possano condizionare la libera scelta dei bambini e delle bambine. Il motivo che ci ha spinto a prendere questa decisione è la parità, ovvero dare pari opportunità a bambini e bambine.

Noi perseguiamo la personalizzazione: ogni bambino è un individuo a sé. Non è la nostra idea pensare di omologare tutto a una sola identità, ma nella loro diversità i bambini e le bambine devono crescere sapendo che hanno pari diritti: non è che se uno è fatto in un modo deve avere meno diritti di un altro, e questo vale per il colore della pelle, per la religione e per qualsiasi altra cosa. Abbiamo tutti gli stessi diritti, questo ce lo dice la nostra Costituzione e ce lo dicono anche le linee guida del Ministero.

Il senatore Pillon ha detto di "lasciar fuori i bambini dalle scemenze ideologiche"
Quello che deve essere chiaro è che la scuola non fa ideologia, segue le linee guida del Ministero, non fa scelte politiche e qualora lo facesse sbaglierebbe. Nella circolare io ho spiegato molto bene le motivazioni di fondo, e tra queste non vi è alcun riferimento alle accuse che ha mosso Pillon parlando tra l'altro di "scemenze ideologiche". Pillon non credo abbia letto la circolare, ma credo invece che abbia scritto quel post solo per sentito dire: se noi parliamo di parità di diritti nessuno, nemmeno Pillon, potrebbe essere contrario a una cosa del genere.

I genitori come hanno reagito rispetto a questa scelta? 
Abbiamo sentito sia le famiglie che il consiglio d'istituto e, come anche nel collegio docenti, c'è una parte che non è d'accordo ma solo perché avrebbe voluto ad esempio la scelta multicolor che ha fatto una mia collega, dirigente scolastica di un istituto primario a Pescia, che ha scelto grembiulini tutti colorati e non tutti gialli come i nostri. Quando qualche genitore si è opposto è perché non ha letto la circolare, come nel caso di Pillon, ma nessuno ha sollevato la non giustezza della parità di diritti che promuoviamo. Parità di diritti non vuol dire omologazione.

Consiglierebbe i grembiulini gialli ad altre scuole?
Qualsiasi iniziativa che vada nella direzione di rendere chiaro che sessi diversi hanno gli stessi diritti, va benissimo. Si può discutere se la nostra scelta sia efficace ma l'idea di fondo non può essere messa in discussione. L'unico messaggio che deve passare è che l'iniziativa è a favore della parità di diritti: non ha nulla a che fare con l'omologazione. Il collegio dei docenti ha deliberato su una scelta didattica che è stata ritenuta la migliore nell'ottica degli studenti.

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