Definitive le condanne di Gabriele Defilippi e Roberto Obert, ritenuti l'assassino e il complice nel delitto della povera Gloria Rosboch, la professoressa uccisa nel 2016 nel Torinese. La Cassazione ha respinto i ricorsi della difesa di Obert e Defilippi confermando rispettivamente, le condanne a 18 e 30 anni di reclusione, come deciso in appello. "Omicidio barbaro, tremendo e cinico, commesso con lucidità e freddezza" recita la sentenza. Il legale della famiglia: "Genitori distrutti". Assolta dall'accusa di complicità in omicidio, in un altro procedimento penale, l'infermiera Caterina Abbattista, la mamma del Defilippi, che però è stata condannata per truffa proprio.

L'impianto accusatorio si è retto sulle prove contro Defilippi, allora diciottenne di cui la professoressa si era invaghita e sulla confessione di Obert, con cui il ragazzo aveva avuto una relazione sessuale. Obert, all'epoca 54enne era stato coinvolto da Gabriele Defilippi nel delitto che avrebbe dovuto mettere a tacere la professoressa dopo una truffa ai suoi danni. Dopo averla convinta di essersi innamorato di lei e averle promesso che presto avrebbero iniziato una nuova vita insieme, Defilippi era riuscito ad ottenere dalla donna un prestito di quasi 200mila euro: i risparmi di una vita. Gloria Rosbosch li aveva consegnati al ragazzo per alcuni investimenti che avrebbero riguardato la loro nuova vita, ma quando si era resa conto che si era trattato di un raggiro, avrebbe preteso la restituzione della somma.

Proprio allora Defilippi avrebbe deciso, in modo ‘cinico, lucido e freddo" di eliminarla. La professoressa è stata strangolata in auto, mentre viaggiava con Obert e Defilippi, diretta a quello che credeva un appuntamento chiarificatore. Era il 13  gennaio 2016.  Il corpo venne ritrovato un mese dopo, il 19 febbraio, in una discarica abbandonata nei boschi di Rivara.