Il picco dei contagi è alle spalle, ma non accennano ancora a diminuire i pazienti ricoverati in terapia intensiva e ciò sta compromettendo l'assistenza sanitaria di migliaia di pazienti non affetti da Covid. A spiegarlo, in un'intervista rilasciata a Fanpage.it, il professor Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia dei Lincei e tra i fisici italiani più stimati nel mondo, scienziato che fin dall’inizio dell'emergenza sanitaria si è dedicato allo studio dei dati e dell'andamento del contagi dell’epidemia di Sars Cov 2. L'abbiamo intervistato per fare il punto della situazione e provare a prevedere quando, oltre alle infezioni, diminuirà la pressione sugli ospedali e il numero di morti. Per finire abbiamo parlato dei vaccini e della scommessa più importante: quella di riuscire a somministrare 500mila dosi al giorno e tenere il passo con le forniture che – se verranno rispettati i contratti – arriveranno a partire dai prossimi giorni.

Parisi: "Di questo passo dimezzeremo i contagi tra due mesi"

Professore, abbiamo raggiunto e superato il picco dei contagi della terza ondata?
Sì, osservando la media settimanale dei casi il picco è stato raggiunto giovedì scorso e ora la curva è finalmente in discesa.

Una buona notizia…
Sì, che i casi non stiano aumentando è un'ottima notizia, ma non è il caso di esultare. La tendenza infatti è di un calo settimanale delle infezioni del 10%, quindi molto lento. Di questo passo serviranno due mesi per dimezzare i contagi. Evidentemente non stiamo ancora vedendo gli effetti delle ultime zone rosse introdotte dal Governo, spero che arrivino però nel giro di qualche giorno.

Come spiega questa diminuzione così lenta delle infezioni?
La terza ondata è cominciata a partire da un numero di infezioni già molto alto ereditato dalla seconda ondata. In queste condizioni è molto difficile effettuare un'indagine epidemiologica accurata, né sappiamo con precisione quanti sono gli addetti che si stanno occupando del tracciamento, di conseguenza il virus ha potuto diffondersi con una certa facilità, complice anche la maggior contagiosità della variante inglese.

È possibile recuperare il terreno perso sul tracciamento?
Si tratta infatti di un lavoro enorme: va individuato il malato, poi rintracciati tutti i suoi contatti e chiamati per accertarsi del loro stato di salute. Ogni paziente richiede come minimo un giorno di lavoro per rintracciare 30/50 persone. Provi a farlo, con più di ventimila contagi al giorno. D'altro canto lo stesso Istituto Superiore di Sanità era stato chiaro: le forze disponibili sarebbero bastate per non più di 5mila casi al giorno, un quarto di quelli attuali. A Wuhan, in Cina, dopo la scoperta del virus mobilitarono 1.800 team da 5 persone per effettuare un'indagine epidemiologica a tappeto.

Terapie intensive sature, a rischio l'assistenza ai pazienti non Covid

Foto di repertorio
in foto: Foto di repertorio

I contagi stanno diminuendo, ma la stessa cosa non avviene con l'occupazione delle terapie intensive…
No, quel dato sta aumentando ancora di circa il 10% alla settimana e in diverse regioni la soglia massima di occupazione (del 30%, ndr) è stata di gran lunga superata: dove ciò accade ci sono seri problemi a garantire assistenza sanitaria ai pazienti che non hanno il Covid, perché ovviamente tutte le altre malattie non sono scomparse. È difficile, in queste condizioni, stabilire con precisione quando i reparti di terapia intensiva cominceranno a svuotarsi, ma credo che ciò potrebbe avvenire intorno ai primi giorni di aprile in concomitanza con un picco dei decessi, che potrebbero arrivare a 500 al giorno, spero non oltre, ma dipenderà anche dalla maggiore letalità della variante inglese. In queste condizioni sarebbe folle riaprire tutto dopo Pasqua, anche se naturalmente spero che alcune restrizioni possano essere allentate. Dipenderà da come andranno le cose la prossima settimana…

Vaccini: "Presto saremo inondati da Pfizer"

Il piano vaccini del Governo aggiornato al 3 marzo
in foto: Il piano vaccini del Governo aggiornato al 3 marzo

Tra non poche difficoltà sta proseguendo la campagna vaccinale. Come giudica quanto fatto finora?
Alcune regioni si stanno comportando meglio di altre, ma tutto sommato credo che si stia tenendo il passo rispetto ai vaccini consegnati visto che, su 9.911.100, ne sono state somministrate 86.7%. Adesso però viene il bello…

Cosa intende?
Stando a quanto annunciato presto dovremmo essere inondati di dosi di vaccini Pfizer: se verrà rispettato il contratto entro la fine di marzo dovrebbero arrivare circa 4,5 milioni di dosi, poi da aprile a giugno altre 21 milioni, ovvero 7 milioni al mese. Considerando anche i vaccini di Johnson & Johnson, Moderna e AstraZeneca presto dovremo essere in grado di aumentare la nostra capacità di somministrare vaccini a 400mila, poi a 500mila al giorno. Servirà un grande sforzo logistico e organizzativo. Sono ottimista.