È stata confermata la condanna a trenta anni di carcere per Antonio Luca Priolo, l’uomo di ventisette anni che il 6 ottobre del 2015 ha ucciso a coltellate la sua ex compagna, Giordana Di Stefano. La giovane donna, che aveva appena venti anni ed era mamma di una bambina avuta proprio con Priolo, fu massacrata con quarantotto coltellate a Nicolosi, nella provincia di Catania. La decisione della Corte di Cassazione di confermare la sentenza dei giudici della terza sezione della Corte d'Assise d'Appello di Catania è arrivata in serata. Anche il pg Roberta Maria Barberini, al termine della requisitoria davanti ai giudici della prima Sezione penale, aveva chiesto di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di Luca Priolo. La sentenza di primo grado per l’omicidio a Nicolosi di Giordana Di Stefano era stata emessa il 7 novembre del 2017 a conclusione del processo con rito abbreviato; poi lo scorso gennaio i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Catania avevano confermato la condanna a 30 anni di carcere. Condanna che adesso diventa definitiva. I genitori, la sorella e la figlia di Giordana che porta il nome della madre e non più quello del padre sono stati assistiti dall'avvocato Ignazio Danzuso. Ai familiari è stato riconosciuto il risarcimento del danno.

Giordana uccisa in auto, poi la fuga in treno dell'assassino – Quella maledetta notte di ottobre di quattro anni fa Giordana Di Stefano fu uccisa a coltellate nella sua auto. Dopo il delitto Priolo salì su un treno per Milano dove fu rintracciato dai carabinieri prima di poterne prendere un altro in partenza per la Svizzera. I carabinieri lo trovarono grazie a un sms inviato dallo stesso giovane a suo padre. L’assassino di Giordana ha poi confessato il delitto sostenendo di avere agito d'impulso e non in maniera premeditata.