Aurelia Laurenti, la donna di 32 anni uccisa dal compagno Giuseppe Forciniti nella loro abitazione di Roveredo in Piano (Pordenone), è stata colpita da almeno 20 coltellate. È quanto emerso dall'autopsia effettuata sul cadavere della giovane donna, mamma di due bambini piccoli. "La vittima è stata colpita da una ventina di fendenti inferti con il coltello, ma ci sono anche altre piccole escoriazioni su tutto il corpo", ha detto all'Ansa il procuratore di Pordenone, Raffaele Tito, riferendosi appunto all'esito dell'autopsia sulla salma della vittima del femminicidio di Roveredo. L'esame autoptico, che si sta svolgendo alla presenza del perito nominato dal Tribunale e da quelli indicati da Procura e difesa, è complesso e ancora in corso.

Autopsia ha evidenziato molta violenza da parte dell'aggressore

Il procuratore si è soffermato sulla violenza dell'aggressione. "Numerosi fendenti – ha precisato Tito – sono stati assestati con notevole forza: quasi tutti i colpi sono andati a segno al viso e al collo della vittima". E ancora, ha aggiunto il procuratore di Pordenone: "L'esame ha evidenziato molta violenza da parte dell'aggressore: una violenza ripetuta e i colpi mortali sono più di uno".

Indagini sull'arma del delitto

Non ci sono invece novità in merito all'analisi dell'arma del delitto, un coltello da cucina: nei prossimi giorni sarà conferito un incarico tecnico a un perito per esaminare l'oggetto e cercare eventuali tracce di Dna da parte della vittima. La difesa di Giuseppe Forciniti, affidata all'avvocato Ernesto De Toni, aveva affermato di essere persuasa di poter dimostrare che il coltello in camera non lo avesse portato il suo assistito. L'omicidio di Aurelia Laurenti a Roveredo in Piano risale al 27 novembre scorso: l'indagato si è presentato in Questura con le mani ancora sporche di sangue dopo aver ucciso la compagna. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato.