Ex poliziotta tiene in casa per 3 anni il corpo della madre a Muggia, il parroco: “Vivevano in simbiosi”

"È stata affidata a un Centro di salute mentale, dove era in carico da tempo ma con risultati alterni. Rifiutava le cure, ora non però c'è altra soluzione. È stata con me 3 giorni, da sabato sera fino a martedì mattina, se non ricordo male. Anche oggi sono stato a trovarla perché non possiamo abbandonarla, qui sul territorio non ha legami".
A parlare a Fanpage.it è don Andrea Destradi, il parroco di Muggia (Trieste) a cui nei giorni scorsi è stata affidata per un breve periodo la donna di 57 anni che teneva in casa il corpo mummificato della madre. La donna sarebbe morta nel novembre 2022, come raccontato dalla figlia.
A scoprire il cadavere nel pomeriggio di sabato 11 aprile sono stati i Carabinieri che, dopo essere entrati nell'abitazione dove la 57enne, ex poliziotta affetta da problemi psichici, viveva con l'anziana, hanno rinvenuto la salma in una camera da letto, coperta da un cumulo di vestiti.
Agli investigatori avrebbe detto: "L’ho trovata morta, non sapevo che fare. Non riuscivo a staccarmi da lei'‘, frasi confermate anche dal parroco.
"Inutile dire che ci troviamo di fronte a una situazione di grande fragilità. – aggiunge ancora – Madre e figlia avevano un rapporto simbiotico. Qui in paese ci conosciamo un po' tutti e tanti possono dire che la signora era scostante da un punto di vista sociale, era difficilmente avvicinabile".
"Le persone si erano accorte della situazione, ma non sono riuscite a fare rete attorno a lei e prevenire quanto accaduto. – prosegue – L'elemento che ha scatenato tutta la vicenda però non lo so".
A quanto si apprende, i militari sarebbero intervenuti a seguito di una segnalazione arrivata dai vicini che avrebbero notato l'assenza dell'anziana in paese. La Procura di Trieste ha disposto l'autopsia e il test tossicologico per stabilire data e cause del decesso.
La figlia è stata denunciata per occultamento di cadavere e per truffa aggravata ai danni dello Stato, perché avrebbe continuato a percepire la pensione della madre dopo la morte dell'anziana. A don Andrea chiediamo cosa pensa di questa seconda ipotesi di reato.
"Oggi mi ha detto di aver lasciato scadere tutti i documenti perché è come se quel giorno, quando è tornata a casa e ha trovato la mamma morta, la vita fosse finita anche per lei. È entrata in una sorta di limbo e disinteresse sociale. Non credo che dalle indagini verrà fuori chissà quale piano criminale".
"Ora la magistratura dovrà fare tutti i passaggi necessari, ma credo che poi, come comunità e istituzioni, dovremo ridare a questa donna una prospettiva di vita, piuttosto che metterla alla gogna per aver fatto questo gesto. – conclude – Ciò che sto cercando di fare è aiutare a non dipingerla come un mostro perché non lo è".