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“Ho ingoiato la lametta”, detenuto portato in ospedale scappa dall’ambulanza: bloccato dopo caccia all’uomo

La fuga è avvenuta in pochi attimi proprio nel momento in cui l’ambulanza è arrivata al pronto soccorso. L’uomo è sceso e si è dileguato: dopo un’ operazione di ricerca durata alcune ore, però, il detenuto è stato rintracciato e arrestato a breve distanza dall’ospedale.
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Rocambolesca evasione dal carcere di Trapani nella mattinata di oggi domenica 12 luglio 2026. Un detenuto che aveva segnalato un malore è scappato dall'ambulanza che lo aveva portato in ospedale facendo perdere le sue tracce nei dintorni del pronto soccorso del nosocomio siciliano dove però è stato poi rintracciato e arrestato.

Secondo quanto ricostruito finora, nelle scorse ore l'uomo aveva riferito di aver ingerito una lametta mentre era rinchiuso nella casa circondariale «Pietro Cerulli» di Trapani e per questo era stato disposto il suo accompagnamento in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale cittadino per gli accertamenti sanitari del caso. Appena arrivati al pronto soccorso, però, l'uomo avrebbe approfittato di un momento di distrazione degli agenti di custodia che seguivano l'ambulanza e dei sanitari che lo accompagnavano e si è dileguato nei dintorni dell’ospedale «Sant'Antonio Abate».

Tutto sarebbe avvenuto in pochi attimi proprio nel momento in cui l'ambulanza è arrivata al pronto soccorso e i sanitari sono scesi per informare i colleghi e accompagnare all'interno il detenuto.  Sfruttando le fasi di accesso all'area di emergenza del nosocomio, l'uomo è fuggito e poco dopo infatti, all'apertura del portellone nel mezzo di soccorso, si è scoperto che l'uomo era scappato.

L'allarme è stato immediato e ha fatto scattare una massiccia operazione di ricerca da parte della polizia penitenziaria in tutta la zona dell'ospedale che si è conclusa nel pomeriggio di oggi quando l'uomo, un italiano detenuto nel reparto Adriatico del penitenziario trapanese, è stato rintracciato e arrestato dalla stessa polizia penitenziaria. Della sua fuga erano  state informate anche le altre forze dell'ordine che hanno partecipando alla ricerca insieme ad altri agenti della penitenziaria richiamati in servizio appositamente. Alla fine il detenuto è stato individuato in via Europa, a breve distanza dall'ospedale.

"Tutto lascia pensare ad una simulazione di malessere finalizzata ad ottenere il trasferimento fuori dal carcere" denuncia il Segretario Generale del sindacato SAPPE Donato Capece, aggiungendo: "Sono in corso gli accertamenti del caso, ma l'episodio appare emblematico dei rischi derivanti dai cosiddetti ricoveri a vista e dalle frequenti traduzioni di detenuti presso strutture sanitarie esterne".

Il sindacato di polizia penitenziaria rimarca ancora una volta le difficoltà che gli agenti di custodia devono affrontare quotidianamente per mancanza di personale e per le strutture sovraffollate. "Continua infatti il ricorso sistematico a visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari presso ospedali e strutture esterne al carcere, con il conseguente massiccio impiego di personale di scorta. Personale che viene sottratto ai servizi ordinari degli istituti, già alle prese con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una situazione detentiva sempre più complessa". "Ribadiamo una posizione che sosteniamo da anni: è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali. Occorrono soluzioni nuove che garantiscano contemporaneamente il diritto alla salute dei detenuti e adeguati livelli di sicurezza, evitando di sottrarre ogni giorno preziose risorse operative al sistema penitenziario" conclude il segretario del Sappe.

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