Come sarà l'estate del 2021? Secondo il virologo e professore Fabrizio Pregliasco, potremo godere di un clima più sereno grazie alla campagna vaccinale che sembra aver ingranato la giusta marcia. Probabile un 20, 30% di vaccinati che potrebbero rallentare sensibilmente la curva di contagio, complice il bel tempo che permetterà alle persone di stare all'aperto. Il virologo ne ha parlato durante la live di Fanpage.it.

Le parole di Pregliasco

"Sono ottimista per quanto riguarda la prossima estate – ha dichiarato il virologo durante la live su Youtube di Fanpage.it -. Bisogna però andarci con i piedi di piombo: se raggiungeremo buoni livelli di vaccinazioni, con le somministrazioni del siero per i più fragili, avremo risultati positivi che ci permetteranno di essere un po' più sereni. Lo abbiamo visto con i dati tra gli 80enni, così come quelli per gli operatori sanitari e le Rsa. Qui in particolare il 40% delle persone sono vaccinate e non vi sono più stati focolai. Abbiamo visto dati promettenti anche in Gran Bretagna, dove si delinea sempre di più la fine del tunnel. La prossima estate dovrebbe permetterci di avere una convivenza più civile con il virus, ma è importante non fare un libera tutti eccessivo come la scorsa estate". Difficile dopo un anno di maratone tra chiusure e aperture. Certo, come conferma il virologo, il nuovo galateo del Covid dovrà essere rispettato. "Vedremo sull'obbligatorietà della mascherina – dice ancora Pregliasco – il suo utilizzo è stato un elemento importante per rallentare la diffusione. Infatti l'influenza e le infezioni respiratorie hanno fatto appena capolino con le mascherine, questo è indice dell'efficacia di questi dispositivi

Le previsioni per il prossimo autunno

I creatori di Pfizer hanno previsto che alcuni Paesi potranno vedere alle loro spalle la pandemia già dal prossimo autunno. Cosa possiamo aspettarci con l'arrivo delle varianti? Secondo il virologo, un modello dell'Iss ha paventato un ritorno alla normalità dai 7 ai 13 mesi. Il virologo Pregliasco spiega che tutto è legato al successo di alcuni parametri della vaccinazione. "Le categorie più fragili dovranno vaccinarsi ancora, fare dei richiami – spiega – non ci libereremo del virus. Otterremo una convivenza non pericolosa, si spiega. Dovremmo organizzarci: tutto dipende da quante persone si vaccineranno, dall'immunità dei più fragili e ci auspichiamo anche punti di produzione per i vaccini in Italia. La formula Rna, poi, sarà ovviamente uno spunto per la produzione anche in altri ambiti. Dopo la realizzazione dei vaccini anti-Covid, la tecnologia è allo studio anche per malattie come i tumori".

La questione AstraZeneca

Sulle paure dovute ad AstraZeneca, Pregliasco rassicura: "I numeri legati ai dati tromboembolici sono simili anche per Pfizer. AstraZeneca è stato vittima di una comunicazione errata. Partiva svantaggiata già con la comunicazione dovuta all'efficacia del vaccino, che invece è molto valida con l'82% sui casi importanti. Se dati del genere fossero emersi anche per Pfizer, ci sarebbe stato il panico. Alcune persone sono molto spaventate ed è difficile convincerle a vaccinarsi. Diverse persone non si sono presentate, però la campagna sta riprendendo a buoni ritmi. Potremmo fare di più, ma se ci arrivano poche dosi, facciamo quello che possiamo. I nostri dati attestano circa 200mila vaccinazioni al giorno. Questo potrebbe causare qualche ritardo sull'efficacia, ma non compromette il successo della campagna. Ci guardiamo in cagnesco tra stati e regioni, ma alla fine ci uniformeremo anche sui vaccini".

Passaporto vaccinale

Secondo il virologo si tratta di un elemento facilitante che chiama alla responsabilità. Ognuno di noi ha la responsabilità di accelerare il ritorno alla vita normale secondo Pregliasco. Serve attestare di aver conseguito il vaccino così come serve provare la propria storia clinica con un tampone o con una storia di test sierologici.