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L'omicidio di Elisa Claps

Elisa Claps, “rammarico e sconcerto” dell’Arcidiocesi per le proteste alla Chiesa della Trinità

Botta e risposta tra la famiglia di Elisa Claps e l’Arcidiocesi di Potenza dopo le proteste di ieri che hanno interrotto la celebrazione della messa nella Chiesa della Santissima Trinità, dove fu ritrovato il cadavere della ragazza scomparsa: “La libertà di manifestazione del pensiero e quella di riunione non possono mai trasmodare in offese, ingiurie, atti di sopraffazione della volontà e delle libertà altrui”.
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A cura di Ida Artiaco
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L'omicidio di Elisa Claps

Botta e risposta tra la famiglia di Elisa Claps e l'Arcidiocesi di Potenza dopo la manifestazione di ieri all'esterno della Chiesa della Santissima Trinità, dove la ragazza, all'epoca 16enne, scomparve il 12 settembre 1993 dopo aver incontrato Danilo Restivo e e dove fu trovata cadavere 17 anni più tardi nel sottotetto.

La risposta dell'Arcidiocesi di Potenza alle proteste

"L’Arcidiocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo esprime profondo rammarico e sconcerto per quanto accaduto ieri in occasione della Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Ligorio nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza", si legge in una nota a commento di quanto successo ieri, quando un centinaio di persone si sono riunite all'esterno della Chiesa interrompendo la messa, la seconda celebrata nell'edificio dopo quella del 2 novembre.

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"La libertà di manifestazione del pensiero e quella di riunione non possono mai trasmodare in offese, ingiurie, atti di sopraffazione della volontà e delle libertà altrui. La funzione religiosa è stata, tra l’altro, ininterrottamente disturbata da urla, canti, musiche ad alto volume, a dispetto delle dichiarazioni della vigilia, da parte degli organizzatori, che il presidio si sarebbe svolto ‘nel più religioso silenzio’. La Chiesa stigmatizza quegli atteggiamenti che si sono concretizzati anche in sputi all’indirizzo di chi ha preso parte alla funzione religiosa e non può tollerare altri comportamenti espressivi di odio, di violenza verbale e fisica e di derisione come quelli diretti all’indirizzo di quanti hanno partecipato alla Santa Messa e anche del Vescovo e dei sacerdoti", si legge ancora nel comunicato.

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Che si chiude così: "L’Arcidiocesi si interroga con amarezza a chi possa mai giovare questa continua contrapposizione da taluni alimentata ad arte e a fini speculativi che lacera la comunità civile e religiosa e conferma la propria volontà, mai venuta meno, di riprendere il dialogo con la famiglia Claps".

Le parole di Gildo Claps davanti alla chiesa della Santissima Trinità

A guidare il gruppo di manifestanti ieri c'era anche il fratello di Elisa, Gildo Claps. "In più occasioni, soprattutto in queste ultime settimane ho cercato il dialogo, però evidentemente c'è una chiusura totale nella curia potentina e purtroppo continuano con l'atteggiamento arrogante e supponente", ha detto l'uomo, che aveva espresso disappunto già nei giorni scorsi, all'indomani della celebrazione della prima messa, lo scorso 2 novembre, dalla riapertura della Chiesa, che era stata prima sequestrata dopo il ritrovamento del corpo di Elisa e poi chiusa per lavori di ristrutturazione.

"In un momento in cui milioni di persone seguendo la fiction Per Elisa (le ultime due puntate sono in programma su Rai 1 domani, martedì 7 novembre, ndr) hanno preso consapevolezza di quanto quella chiesa sia irrimediabilmente macchiata dal sangue e dalle menzogne che tra quelle mura si sono consumate, anziché il silenzio, come aveva peraltro indicato Papa Francesco, la Curia potentina sceglie ancora una volta la rimozione di quanto accaduto. Una preghiera la rivolgo io a quanti entreranno ad ascoltare le funzioni religiose: fermatevi a leggere la targa che celebra le virtù di Don Mimi Sabia e respirate a fondo il messaggio ipocrita che risuona in quella chiesa", aveva affermato in un comunicato.

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