Le varianti del Coronavirus continuano a diffondersi rapidamente anche in Italia. L'ultima indagine rapida svolta all'Iss insieme con il ministero della Salute ha evidenziato la presenza sul territorio italiano della più "contagiosa" e diffusa tra le varianti, quella inglese, ne valuta la sua presenza almeno nell'88 per cento delle regioni. A questa prima fase di indagine ne seguirà un'altra necessaria a mappare l'intero territorio italiano e a individuare quali e in quali modalità siano presente le varianti del Covid-19. In attesa di conoscere i nuovi dati sulla diffusione del virus e su eventuali cambi di colore per le diverse regioni, così come indicato dall'Iss, al momento è questa la situazione nelle regioni italiane.

Alto Adige, Trentino e Veneto

A prevalere in Alto Adige dove i contagi sono aumentati in maniera tale da decidere per una stretta sulle misure e un lockdown almeno fino al 28 febbraio, è la cosiddetta variante sudafricana. Quattro i comune nei quali è stata individuata: Merano, Rifiano, San Pancrazio e Moso in Passiria. Mentre in Trentino è stato individuato un caso, il primo, di variante inglese, la stessa variante è presente in maniera predominante in Veneto: la percentuale al momento è del 17,7 per cento sul totale, in linea con il dato a livello nazionale. Nelle province di Padova e Venezia sono stati individuati due casi di variante brasiliana

Friuli Venezia Giulia e Piemonte

Se anche in Friuli Venezia Giulia è la variante inglese a essere stata individuata in almeno 17 casi su 267 campioni analizzati, a Trieste sarebbe stata riscontrata per la prima volta in un soggetto piuttosto giovane una ulteriore modificazione del virus, la "N439K", già rilevata negli Usa. In Piemonte invece i dati sono più preoccupanti: le segnalazioni sulla presenza di varianti si susseguono quotidianamente: l'ultima rilevazione parlava della presenza della variante inglese in una percentuale tra il 15 e il 20 sul totale.

Lombardia e Liguria

Anche la Lombardia si ritrova a fare i conti con le nuove varianti del Coronavirus. Ad oggi la variante inglese è quella individuata nella provincia di Brescia, prima nel comune di Corzano e poi in quello si Castrezzato, mentre all'ospedale di Chiari i casi sono tutti riconducibili alla stessa variante. Nel comune del Varesotto, al confine con la Svizzera, di Viggiù, sono stati individuati diversi casi di variante "scozzese" così come confermato anche dal governatore Fontana e dal suo consulente Bertolaso che ha parlato di variante della variante inglese. Ad oggi sono quattro i comuni della Regione posti in zona rossa: Viggiù, Bollate, Mede e Castrezzato. In Liguria invece la situazione sembra essere diversa: qui è stata isolata la variante sudafricana in una paziente di 25 anni rientrata dall'estero. Mentre quella inglese, così come spiegato dal governatore Toti, sarebbe presente nel 15 per cento del tamponi effettuati. Le provincia interessata è quella di Imperia.

Emilia-Romagna e Toscana

In Emilia-Romagna la percentuale di positività alla variante inglese è del 27, 9 sul totale dei tamponi effettuati e analizzati rispetto al primo studio, ma un secondo studio evidenzierebbe una percentuale nettamente in crescita che potrebbe sfiorare il 41 sul totale. I focolai sarebbero per lo più di tipo familiare secondo quanto spiegato da Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl di Bologna. In Toscana la situazione cambia leggermente, insieme alla variante inglese individuata in una percentuale dell'8,4 nei comuni di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, vi è anche quella brasiliana evidenziata nella provincia di Siena, in una scuola dove è stato riscontrato un piccolo focolaio.

Marche, Lazio e Umbria

Per quanto riguarda le Marche è nella provincia di Ancona che è stato individuato il ceppo inglese ormai già lo scorso dicembre, mentre nei giorni scorsi è stata riscontrata la stessa variante in alcune scuole di Tolentino e Pollenza (Macerata), e di Castelfidardo (Ancona). Una trentina i casi nella provincia di Roma se si passa al Lazio: il governatore Zingaretti si è detto preoccupato dai dati. Casi si variante inglese accertati anche nel Viterbese, al confine con l'Umbria, e a Rieti. Per il Lazio, non ci sono ancora dati che indichino una percentuale di circolazione di questa mutazione del virus, ma è ormai chiaro che anche nella regione questa variante sta circolando. In Umbria infine le varianti del coronavirus "circolanoin maniera diffusa su tutto il territorio": la Regione ha spiegato che sono stati analizzati i primi 77 campioni: 41 hanno un profilo genetico identificabile con la variante brasiliana e 22 con quella inglese.

Abruzzo, Molise e Basilicata

Delle regioni del Centro a preoccupare maggiormente è l'Abruzzo dove a predominare è la variante inglese: la provincia maggiormente colpita è quella di Pescara dove il 65 per cento dei nuovi contagi si deve proprio alla contagiosa variante. Per questo la stessa provincia insieme a quella di Chieti sono state messe in zona rossa dal 14 febbraio. In Molise a essere interessate sono le aree intorno a Campobasso e Isernia: è qui che sono stati individuati i diversi casi di variante inglese. In Basilicata invece sono quattro i casi riscontrati, almeno un mese fa, tuti nel comune di Corleto Perticara (Potenza).

Calabria, Sardegna e Sicilia

Se si guarda alle regioni del Sud invece in Calabria sarebbero due, al momento, le persone risultate positive alla variante inglese individuate nel Centro di accoglienza Cas di Longobardi, nel Cosentino. Mentre questa è la situazione nelle Isole maggiori: in Sardegna partiranno nei prossimi giorni una serie di test veloci per individuare le eventuali varianti del coronavirus. In Sicilia infine sono quattro i casi di variante inglese che sono stati individuati e isolati, tra gli altri, all'ospedale Garibaldi di Catania.