"Voglio chiarire il fatto che noi escludiamo l'ipotesi che Viviana si sia suicidata anche per elementi che ci vengono dagli ultimi controlli, cioè che non ci sono tracce di sangue su pilone, né tracce di Viviana". A dirlo l'avvocato Claudio Mondello legale di Daniele Mondello marito di Viviana Parisi e padre di Gioele entrambi scomparsi e poi trovati morti nelle campagne di Caronia. "Dagli elementi in nostro possesso, dunque – prosegue Mondello – non si può in nessun modo avvalorare l'ipotesi che si sia gettata o sia scivolata salendo sul pilone".

Intanto, dalle testimonianze raccolte dalla polizia emergono nuovi dettagli sulla vicenda che ha sconvolto la Sicilia e l'Italia intera. "Stavamo percorrendo la galleria con un furgone, sulla corsia di destra della Palermo Messina – racconta un operaio che ha assistito all'incidente nella quale è rimasta coinvolta Viviana – improvvisamente abbiamo sentito lo stridio di una frenata proveniente dal lato posteriore ed immediatamente dopo un urto, sul nostro sportello anteriore. Un’Opel Corsa ci è venuta contro. Ho perso il controllo del mezzo, mentre l’auto andava avanti, sbandava, e poi si è fermata cinquanta metri dopo”.

Alla guida della Opel Corsa c’era la Dj, nel sedile posteriore, su un seggiolino, il piccolo Gioele. Era il 3 agosto, dopo l'incidente Viviana scavalcò il guardrail dell’autostrada e scomparve nel nulla. I verbali di quelle dichiarazioni sono riportati da Repubblica. Cinque giorni dopo, il corpo della donna fu ritrovato ai piedi di un traliccio. suicidata. Il 18 agosto, un volontario trovò invece i resti del bambino. E’ ancora un giallo la fine del piccolo Gioele:

“E’ stato un urto violento – ha raccontato alla polizia l’autista del furgone, impiegato di una ditta che fa lavori per l’Enel – tanto che ho sbandato, ho urtato più volte il marciapiede di destra, i pneumatici sono scoppiati e il vetro del finestrino accanto a me si è frantumato in mille pezzi, lo sportello anteriore ha riportato parecchi danni per l’impatto dell’auto”. I testimoni parlano di una “collisione”: “Il mio collega che era alla guida ha sbandato – racconta l’altro operaio – ha sbattuto contro la galleria e poi si è fermato all’improvviso. La Opel invece ha continuato la sua corsa e si è fermata a dieci, quindici metri dalla fine galleria”.