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“Diceva ‘o sei mia o di nessuno’ e minacciava di darmi fuoco: non dimenticherò mai il suo sguardo”

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, 105esima donna uccisa nel 2023, Fanpage.it apre uno spazio per le lettrici e i lettori per condividere le loro testimonianze. Se sei vittima di stalking o violenza chiama il numero 1522 – gratuito e attivo 24h su 24h.
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A cura di Redazione
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Giulia Cecchettin è la 105esima donna uccisa nel 2023. La 82esima in ambito familiare. Un dramma in seguito al quale la famiglia di Giulia, col papà Gino e la sorella Elena, hanno chiesto di “far nascere qualcosa perché non accada più”, di “fare rumore” e di denunciare, sempre.

Se avete voglia di condividere le vostre testimonianze, Fanpage.it è aperto a voi. Scriveteci a segnalazioni@fanpage.it o cliccando qui. Se sei vittima di stalking o violenza chiama il numero 1522 – gratuito e attivo 24h su 24h. Pubblichiamo di seguito una delle testimonianze arrivate alla nostra redazione.

La lettera a Fanpage.it

Avevo 14 anni quando mi innamorai di un ragazzo più grande di me, per 4 anni è stato come vivere in una favola. Ero piccola e quindi i miei genitori mi limitavano nelle uscite con lui o con le amiche e ho capito col tempo che per lui era una situazione piacevole. Diventata maggiorenne, avevo più libertà di uscire e iniziai a comprendere davvero com'era.

Era spesso aggressivo, mi mentiva, uno schiaffo su una mia risposta non gradita e poi un "mi dispiace", un "perdonami", "ecco ti ho fatto un regalo". Mi umiliava, mi lasciava per strada, mi urlava contro e quando dava di matto alzava le man.

Ero innamorata follemente tanto da pensare che ero io quella sbagliata, ma da lì è iniziato il mio calvario. Mi perseguitava, mi minacciava, diceva "o sei mia o di nessun altro", "fai schifo", minacciava di darmi fuoco come era accaduto in quei giorni  a un’altra ragazza. Non ne potevo più.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso fu l’ultima violenza fuori casa mia mentre rientravo: mani alla gola, mi sollevò da terra e caricò un pugno. Non dimenticherò mai il suo sguardo. All’improvviso tornò in sé, mi lascio cadere e io scappai via chiedendo aiuto.

Oggi sono qui a raccontarlo perché sono "fortunata". Più fortunata di Giulia e di altre centinaia di donne. Sono passati oltre 10 anni e mi sento ancora quelle mani e quello sguardo addosso. Denunciate! Parlate!

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