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Cuba, ora gli USA accusano Raul Castro di omicidio. L’Avana: “È un circo per giustificare una guerra”

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato per omicidio e cospirazione finalizzata all’uccisione di cittadini americani Raul Castro, il 94enne ex presidente cubano e fratello di Fidel Castro.
Raul Castro
Raul Castro

Non bastava il blocco in vigore dal 1962, né il suo drammatico aggravarsi degli ultimi mesi che ha provocato continui blackout e il collasso pressoché totale del sistema energetico di Cuba. A tutto ciò si deve aggiungere una novità degli ultimi giorni: il Dipartimento di Giustizia ha infatti incriminato per omicidio e cospirazione finalizzata all'uccisione di cittadini americani Raul Castro, il 94enne ex presidente cubano e fratello di Fidel Castro.

L'accusa nasce dall'abbattimento di due aerei dell'organizzazione di esuli Brothers to the Rescue vicino alle coste dell'isola. "Vogliamo che affronti la giustizia qui. C'è un mandato d'arresto e ci aspettiamo che si presenti volontariamente o per altre vie", ha detto il ministro della giustizia americano ad interim Todd Blanche. In caso di condanna, alcuni degli imputati rischiano la pena dell'ergastolo, mentre Castro – che il prossimo 3 giugno compirà 95 anni – rischia fino a cinque anni di carcere.

"Il tentativo di incriminazione è un'azione politica priva di fondamento giuridico", ha commentato il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel. "È un circo che stanno allestendo per giustificare un'aggressione militare contro Cuba", ha aggiunto l'ambasciatore di Cuba presso l'Onu Ernesto Soberon Guzman con il New York Times.

Raul Castro ed Ernesto Che Guevara
Raul Castro ed Ernesto Che Guevara

Anche il viceministro degli Esteri cubano, Carlos Fernández de Cossío, ha respinto con fermezza le accuse mosse dagli Stati Uniti contro Raúl Castro Ruz. Il diplomatico ha definito le tesi americane infondate, prive di qualsiasi base legale, politica o morale, e le ha denunciate come un "atto vile" che si inserisce nell'aggressiva escalation di Washington volta a screditare la Rivoluzione cubana e i suoi leader. Intervenuto al programma televisivo Mesa Redonda, il funzionario ha dichiarato che la falsa accusa presentata da Washington "dovrebbe essere vista come parte della crescente e aggressiva escalation che abbiamo osservato quest'anno da parte degli Stati Uniti contro Cuba".

Il diplomatico ha ricordato che l'abbattimento dei due piccoli aerei che avevano violato lo spazio aereo cubano nel 1996 fu di esclusiva responsabilità del governo statunitense spiegando che, tra il 1994 e il 1996, ci furono decine di incursioni da parte dell'organizzazione Brothers to the Rescue e che Cuba avvertì per ben 25 volte, attraverso i canali diplomatici, del pericolo esistente, chiedendo il ritiro delle licenze di pilotaggio.

Sia la Casa Bianca che il Dipartimento di Stato e le agenzie di sicurezza statunitensi dunque sapevano in anticipo che le incursioni avrebbero provocato una reazione difensiva da parte di Cuba. Il viceministro degli Esteri – intervistato da Telesur Tv – ha citato documenti declassificati provenienti dall'Archivio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, attraverso i quali Washington riconosceva la violazione del diritto internazionale, il pericolo derivante dalle provocazioni da parte dell'organizzazione con sede in Florida e la probabilità che Cuba, dopo anni di pazienza e tolleranza, avrebbe esercitato il proprio diritto a difendere il proprio territorio.

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