In queste ore si discute di coprifuoco e rimozione delle mascherine all'aperto per le prossime settimane. Per quanto riguarda la prima misura restrittiva, la Cabina di Regia si riunirà durante la prossima settimana. Il limite alla circolazione, quindi, non sarà modificato il 17 maggio come ci si aspettava. Probabilmente bisognerà attendere ancora un'altra settimana. Per far cadere l'obbligo di mascherina all'aperto,  invece, bisognerà raggiungere la soglia dei 30milioni di vaccinati nel nostro Paese. " Penso che fosse necessario aspettare ancora 2 o 3 settimane prima di dare il via alle riaperture – spiega Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Azienda ospedaliera di Padova durante l'appuntamento live di oggi 12 maggio sul canale Youtube di Fanpage.it -. La diminuzione dei casi è in questo momento effetto del mese e mezzo di zona rossa. Per vedere gli effetti della campagna vaccinale sulla popolazione bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Per il momento bisogna capire come interpretare il calo dei nuovi positivi: siamo arrivati a circa 25milioni di dosi di vaccino somministrate. Sono circa 7 milioni le persone che hanno ricevuto doppia inoculazione. La prima dose offre una percentuale di protezione del 70%. Questo significa che abbiamo un 40% della popolazione italiana immunizzata. Il dato fa ben sperare. Tuttavia credo sia ancora prematuro parlare di rimozione delle restrizioni. Abbiamo scelto di correre un rischio calcolato".

Previsioni per l'estate

Si prospetta, quindi, un'estate più serena con un maggior numero di vaccinati e un calo fisiologico dei nuovi contagi. "Se continuiamo a seguire questi ritmi, entro fine giugno dovremmo aver immunizzato circa 20 milioni di persone – spiega l'esperto -. Saremo quindi in una situazione di relativa tranquillità. Sull'allungamento dei tempi per effettuare il secondo richiamo di Pfizer e Moderna le valutazioni da fare sono diverse: a livello individuale una sola dose garantisce minore protezione. Se molte persone ricevono anche solo un'inoculazione, i numeri totali di immunizzati aumentano. Sono numeri però che non garantiscono copertura totale. Bisogna quindi valutare se interessa una crescita della protezione su larga scala o se interessa una protezione totale, magari meno estesa in un primo momento per i singoli individui". Su quello che ci aspetta dopo l'estate, Crisanti palesa i dubbi della comunità scientifica. "Penso che possa esserci un nuovo punto critico verso ottobre. Questo solo perché non sappiamo quanto dura la protezione dovuta alle vaccinazioni. Ci sarà da porsi il problema di richiami aggiornati alle varianti. Per evitare però di andare incontro a una nuova vaccinazione di massa, vale la pena investire seriamente sul contact tracing: se i numeri saranno bassi, allora il tracciamento potrà garantirci il controllo della situazione".