Prostituzione minorile, detenzione di materiale pedopornografico, tentata estorsione. Con queste accuse sono stati arrestati in Calabria un uomo e una donna di 73 anni. Nello specifico, l’uomo è accusato di prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico ai danni di due sorelle minorenni. La donna, nonna delle vittime al corrente degli abusi, si sarebbe resa responsabile di tentata estorsione. I due anziani sono finiti ai domiciliari a seguito di un provvedimento emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della Procura del capoluogo regionale ed eseguito dagli agenti del Commissariato di Paola.

Il tentativo di suicidio di una delle vittime

L'indagine della Polizia, diretta dal sostituto procuratore di Catanzaro Saverio Sapia, con il coordinamento del Procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del Procuratore Capo Nicola Gratteri, è scattata nel settembre dello scorso anno dopo il tentativo di suicidio di una delle ragazzine coinvolte avvenuto nei pressi della Stazione ferroviaria di Paola. A quanto emerso, la ragazza avrebbe tentato di uccidersi esasperata dalle voci sul suo conto messe in giro da alcune coetanee e riguardanti presunti rapporti sessuali con anziani. I servizi sociali si sono occupati del caso e poi è partita l'indagine da cui è emerso che l’anziano ora arrestato avrebbe compiuto atti sessuali a pagamento con la minore e anche con la sorella più piccola. Abusi che si svolgevano dietro il corrispettivo di soldi o di regalie varie di modesta entità che andavano dalle poche decine di euro, alle sigarette e ai vestiti sino a generi alimentari di prima necessità. Grazie a intercettazioni telefoniche, pedinamenti e perquisizioni sono stati raccolti riscontri sulle modalità degli incontri tra l’uomo e le minori. Il 73enne avrebbe indotto le sue vittime anche a realizzare alcuni scatti intimi, per poi farseli inviare sul cellulare – realizzando così il reato di produzione di materiale pedopornografico – oltre a chiedere alla madre delle minori di poter avere fotografie che ritraessero anche una terza figlia, di soli 5 anni.

La nonna delle vittime al corrente degli abusi

Poi è emerso che la nonna convivente delle ragazzine abusate, venuta al corrente dei fatti, non solo non avrebbe impedito gli incontri ma avrebbe anche pensato di realizzare un vero e proprio tentativo di estorsione ai danni del coetaneo. La nonna delle vittime, stando a quanto emerso, avrebbe chiesto soldi per fare finta di nulla e non aggravare la sua posizione e poi, di fronte alla reazione dell'anziano, lo avrebbe minacciato di aggravare la sua testimonianza qualora non gli avesse fornito il denaro richiesto. Peraltro, il ruolo della nonna nel corso delle indagini si è caratterizzato sempre per una forte ambiguità, avendo spesso accompagnato la nipote più piccola agli incontri con l’indagato, che si concludevano quasi sempre con la consegna di sigarette e generi alimentari di prima necessità che l'uomo elargiva a entrambe. La ragazza ancora minorenne coinvolta, insieme alla sorella più piccola, sono state affidate alle cure di una Casa-famiglia.