Mascherine e gel disinfettante continuano ad essere prodotti molto richiesti per la paura del contagio da coronavirus, ma difficili da reperire. Al punto da diventare merce che va letteralmente a ruba. E così i furti di Amuchina e mascherine monouso di protezione delle vie respiratorie continuano a moltiplicarsi anche negli ospedali italiani, da Torino a Bari, passando da Roma.

Da quando si è registrato il primo caso di contagio in Italia, a Codogno, le lodigiano, ormai una settimana fa, è esplosa la psicosi, e si è verificato un vero e proprio assalto alle farmacie. Come conseguenza i prezzi di questi prodotti, nelle vendite online, sono schizzati alle stelle, arrivando anche a costare 5mila euro. Sebbene nelle indicazioni del ministero della Salute ci sia scritto chiaramente che le mascherine vanno usate solo in presenza di sintomi o se si accudiscono persone che stanno male. Per evitare un aumento smodato dei prezzi è intervenuta anche l'Antitrust, inviando una richiesta di informazioni alle principali piattaforme online in riferimento alle modalità di commercializzazione.

L'intervento, spiega una nota di ieri dell'Antitrust, è scaturito da numerose segnalazioni da parte di consumatori e associazioni i quali lamentavano, da un lato, la presenza di claim relativi all'asserita efficacia dei suddetti prodotti in termini di protezione e/o di contrasto nei confronti del coronavirus e, dall'altro, l'ingiustificato e consistente aumento dei prezzi dei medesimi prodotti registrato negli ultimi giorni.

Le imprese coinvolte dovranno comunicare entro tre giorni quali misure hanno posto in essere per eliminare slogan pubblicitari che possano ingannare i consumatori sull'efficacia dei prodotti per evitare/curare le patologie da Covid-19 e quali misure abbiano adottato al fine di evitare ingiustificati e sproporzionati aumenti di prezzo.

Questa iniziativa si aggiunge a quella di diverse Procure d'Italia e a quella del governo, che ha presentato una bozza di decreto con la finalità di intervenire contro queste speculazioni. Anche Federfarma ha lanciato un avvertimento: "Nel rispetto dell'impegno dell'intera comunità delle farmacie – ha spiegato il sindacato in una nota -, Federfarma comunica che ha dato disposizioni alle proprie organizzazioni territoriali di intervenire legalmente per reprimere ogni forma che, seppur per casi isolati, si presentasse come speculativa sulla vendita di prodotti e presidi che in questo periodo sono oggetto di richieste straordinarie, come le mascherine protettive e i prodotti disinfettanti".

L'ultimo furto, come riporta ‘il Fatto Quotidiano' si è verificato all'ospedale di Lavagna, in Liguria, dove sono state sottratte sia le mascherine che i gel disinfettanti. La direttrice generale della Asl4 Chiavarese Bruna Rebagliati ha denunciato l'accaduto: "Andremo in fondo alla vicenda perché non si può speculare in questo modo su dispositivi sanitari così importanti". Un caso simile è avvenuto all'ospedale Sant’Anna di Torino, dove sono state rubate dieci mascherine nella zona del pre-triage del pronto soccorso. E ancora altro furto è stato registrato a Como, dove di notte qualcuno ha trafugato da un armadio le mascherine destinate a medici, infermieri e assistenti.

Casi analoghi ad Arezzo, dove è sono state rubate dal reparto di radiologia due scatole contenenti le mascherine per la protezione del viso. Il primario del reparto Giovanni Iannelli ha già denunciato il fatto. In Umbria all'ospedale di Branca, tra Gubbio e Gualdo Tadino, è stato portato via un altro scatolone contenente mascherine protettive.

Anche a Bari, dove al momento non c'è stato nessun caso di contagio: all’interno dell'ospedale oncologico sono state rubate 500 mascherine con filtro, destinate ai medici e a tutti gli operatori sanitari. Il furto è avvenuto all’interno della farmacia ospedaliera e la direzione dell’ospedale ha sporto denuncia.