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Caso Giacomo Bongiorni, oggi il funerale a Massa. Il vescovo: “Era un giusto, alla comunità chiedo il perdono”

Si è tenuto quest’oggi, sabato 18 aprile, il funerale di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a botte a Massa da un gruppo di ragazzini. Nel frattempo, le indagini puntano alla ricostruzione dell’aggressione.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Oggi Massa si è fermata per dare l'ultimo saluto a Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nella notte tra sabato 11 e domenica 12 aprilea botte da un gruppo di giovanissimi. I funerali si sono tenuti in Duomo e sono stati celebrati dal vescovo Mario Vaccari.

Il 47enne è stato aggredito e ucciso sotto gli occhi del figlio e della compagna dopo una lite del gruppetto con il consuocero della vittima. Secondo l'autopsia, fatta sul corpo di Bongiorni, il 47enne avrebberiportato gravi lesioni alla testa in seguito alle violente percosse con un disassamento della mandibola e una grave emorragia.

Durante i funerali, il vescovo ha chiesto alla folla presente per ricordare Bongiorni di tenere a mente che "perdono e riconciliazione" sono fondamentali per riparare il tessuto sociale lacerato. "Non lo chiedo alla famiglia di Giacomo, non è questo il luogo e il momento. Lui era un uomo giusto, le colpe individuali hanno il loro corso davanti alla giustizia. Parlo di qualcosa di diverso e importante – ha spiegato -, di perdono e riconciliazione per riparare il tessuto sociale che si è lacerato. La capacità di una comunità di non lasciarsi trascinare e distruggere dall'odio, di non dividere la città in fazioni contrapposte. In questi giorni ho sentito tanta rabbia e parole che dividono, invece di unire".

La zia di Bongiorni ha letto una lettera dedicata al nipote, facendo poi risuonare le note della loro canzone "Sempre e per sempre" di Francesco De Gregori. Dopo la benedizione del vescovo, il feretro è stato portato fuori dagli amici del 47enne, seguito dal lungo applauso della città.

La ricostruzione dell'aggressione e la verità dell'autopsia

In questi giorni, i primi dettagli emersi dall'autopsia e le ricostruzioni arrivate in seguito alle indagini dei carabinieri hanno permesso di poter delineare una prima dinamica dei fatti. Subito dopo il pestaggio, uno dei ragazzi ascoltati dai carabinieri, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, avrebbe detto: "Quel vecchiaccio di m*rda se l'è meritato", riferendosi alle botte che avevano appena ucciso Bongiorni sotto gli occhi del figlio.

A ucciderlo sarebbero stati i colpi inferti dallo studente 17enne arrestato nei giorni scorsi, ex campione di boxe. Tra i due, come testimoniano le immagini delle telecamere, ci sarebbe stata una lotta con la conseguente fuga del 47enne dal giovane atleta. Su di lui si sono però avventati subito Eduard Alin, 19 anni, un altro 17enne e un giovane 15enne.

Con calci e pugni in pieno viso, all'1.40 Bongiorni è stato dichiarato morto. Agli atti ci sono diverse testimonianze: la prima è quella della compagna del 47enne, che ha raccontato di essere uscita con Bongiorni, il figlio e suo fratello Gabriele. Dopo aver accompagnato il bambino a mangiare, il gruppo si è imbattuto nei giovani che stavano infrangendo le bottiglie di vetro. In quel frangente, il cognato di Bongiorni li ha ripresi, invitandoli a raccogliere i cocci. A quel punto, secondo la donna, per una ragione che non sarebbe riuscita a spiegare agli inquirenti, il 47enne si è avvicinato a uno dei ragazzi rimproverati e così sarebbe scoppiata la violenta colluttazione.

Il racconto dei ragazzi coinvolti

Secondo i ragazzi coinvolti, invece, il 17enne ex campione di boxe avrebbe dato per sbaglio una spallata a un amico al quale sarebbe scivolata la birra. I due uomini li avrebbero invitati a raccogliere i cocci della bottiglia e loro avrebbero eseguito ma poi, dopo un po', Bongiorni sarebbe tornato indietro con il cellulare dicendo: "I fenomeni non mi piacciono". Riferendosi poi al 17enne, lo avrebbe invitato a riferire a lui le lamentele borbottate a bassa voce poco prima.

Dopo un botta e risposta, Bongiorni gli si sarebbe avvicinato al volto, seguendolo subito dopo che l'ex boxeur si era allontanato. A quel punto, sempre secondo quanto da loro raccontato, Bongiorni avrebbe sferrato una testata alla mascella del 17enne, facendo partire la rissa.

Le diverse versioni dei testimoni sentiti dai carabinieri

Alcune persone sentite dopo i fatti, hanno raccontato di aver visto i due uomini avvicinarsi ai ragazzini per chiedere  loro di raccogliere i cocci di vetro, poi lo scontro si sarebbe acceso. Nessuno avrebbe visto la presunta testata del 47enne al 17enne. Solo una donna ha raccontato di aver visto l'aggressione fisica partire da Bongiorni.

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