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Caso Bibbiano, news sull'inchiesta Angeli e Demoni

Caso Bibbiano, cosa è successo: gli arresti, l’inchiesta Angeli e Demoni e l’assoluzione di Claudio Foti

Il caso Bibbiano scoppiò nel 2019, nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’. I servizi sociali della Val D’Enza vennero accusati di aver falsificato diverse relazioni per riuscire ad allontanare alcuni bambini dalle famiglie e darli in affido ad amici e conoscenti. Di recente, lo psicoterapeuta Claudio Foti, coinvolto nel caso, è stato assolto in terzo grado. Il processo è ancora in corso per 17 imputati.
A cura di Eleonora Panseri
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Il caso Bibbiano scoppiò nel 2019, a seguito dell'inchiesta della Procura di Reggio Emilia, partita nel 2018, denominata ‘Angeli e Demoni' e volta a verificare l'operato della rete di servizi sociali della Val D’Enza. Questi erano stati accusati di aver falsificato più relazioni per riuscire ad allontanare diversi bambini dalle loro famiglie e darli in affido ad amici e conoscenti.

I minori venivano poi seguiti sempre a Bibbiano, in una struttura pubblica per minori vittime di abusi denominata "La Cura", data in gestione alla Onlus "Hansel & Gretel" e fondata dallo psicoterapeuta Claudio Foti.

Il 27 giugno 2019 24 persone furono iscritte nel registro degli indagati e il giudice per le indagini preliminari Luca Ramponi emanò misure cautelari per 16 di loro, amministratori, assistenti sociali e psicoterapeuti.

Tra questi c'era anche Foti che mercoledì 10 aprile 2024 è stato assolto in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Per 17 altri imputati, che hanno scelto il rito ordinario, il processo è tuttora in corso.

Claudio Foti (Twitter)
Claudio Foti (Twitter)

L'apertura dell'inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi

L’inchiesta “Angeli e Demoni” della procura di Reggio Emilia era stata avviata nell’estate del 2018 quando era stato notato un aumento significativo di segnalazioni di abusi sessuali su minori nei due anni precedenti. Le indagini riguardarono in particolare i servizi sociali dei Comuni della Val D’Enza.

L’ipotesi su cui iniziarono a indagare gli inquirenti era che, attraverso la falsificazione di documenti e pressioni psicologiche, i servizi sociali riuscissero a convincere i minori a denunciare abusi mai subiti da parte dei proprio genitori, così da poter procedere all’affido. La Procura era convinta che nel circuito fosse coinvolta la Onlus Hansel e Gretel, a cui venivano affidati i minori.

L’inchiesta si basava su due ipotesi di reato. Il primo riguardava le modalità di assegnazione da parte del comune dell’incarico alla comunità Hansel e Gretel, per accertare se ci fosse stato un uso improprio dei fondi pubblici. Dall’altra parte, c'erano invece le sedute di psicoterapia dei minori e i metodi utilizzati per verificare i presunti abusi.

Le indagini sulle confessioni dei bambini

Il lavoro degli investigatori si concentrò, tra le altre cose, sulle confessioni dei presunti abusi fatte dai bambini. Dalle intercettazioni emersero quelle che furono poi definite "significative induzioni, suggestioni, contaminazioni e, in alcuni casi, una vera e propria attività preparatoria in vista di ‘ascolti' in sede giudiziaria".

Anche disegni innocenti venivano falsificati attraverso la mirata aggiunta di dettagli a carattere sessuale. Le case dei minori nei report erano anche descritte come fatiscenti, pur non essendolo, e pure gli stati emotivi dei piccoli riportati non sarebbero stati corrispondenti al vero. Una delle assistenti sociali indagate nell’inchiesta Angeli e Demoni confessò: "È vero, ho falsificato quelle relazioni, ma l’ho fatto a causa delle pressioni che subivo dai miei superiori".

Le accuse a carico di Claudio Foti e la condanna

Nei confronti di Foti, il titolare dello studio torinese Hansel e Gretel di Moncalieri, specializzato nella gestione degli abusi su minori e accusato con gli altri di aver fatto parte di questa presunta organizzazione, nel 2019 venne emessa la misura dell'interdizione dell'attività professionale.

Il Tribunale di Reggio Emilia sosteneva all'epoca che il professionista avrebbe alterato lo stato psicologico ed emotivo di una minore a lui affidata per le cure psicologiche e che l'avrebbe indotta nel "convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio". In questo modo avrebbe radicato in lei il rifiuto di incontrare il genitore che quindi è stato dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale dal tribunale per i Minorenni nel 2017.

Nel 2019 lo psicoterapeuta era stato processato con rito abbreviato e condannato in primo grado a 4 anni di carcere per abuso d’ufficio e lesioni. La Procura emiliana aveva chiesto 6 anni per i primi due reati e per frode processuale, accusa poi caduta. A giugno 2022 Foti era stato invece assolto in appello con le formule “per non avere commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste”.

Le testimonianza dei genitori ai quali hanno tolto i figli

Il caso divenne fin da subito mediatico e politico e furono tanti i genitori coinvolti nel caso che raccontarono la loro esperienza. Come Stefania e Marco, una coppia di Reggio Emilia, che per mesi non avevano avuto notizie delle figlia, portata via dagli assistenti sociali.

“Non so dove l’hanno portata, se è in una comunità o affidata a un’altra famiglia. Non abbiamo notizie, il dolore è immenso”, aveva raccontato la donna in un'intervista. In un altro caso, riconducibile all'inchiesta ‘Angeli e Demoni', un uomo condannato a sei anni e tre mesi per presunti abusi sessuali sulla figlia della compagna venne assolto in appello con formula piena.

Il ruolo del sindaco Andrea Carletti

Andrea Carletti (Facebook).
Andrea Carletti (Facebook).

Tra le 24 persone iscritte nel registro degli indagati, anche il sindaco di Bibbiano, il democratico Andrea Carletti. Per il primo cittadino erano stati disposti gli arresti domiciliari ed era stato accusato di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico (da quest'ultima accusa è stato prosciolto e rinviato a giudizio per la prima).

Secondo i magistrati, il sindaco aveva affidato alcuni spazi comunali all’associazione indagata nell’inchiesta in maniera non regolare, senza tuttavia essere coinvolto nella questione relativa ai presunti abusi. Nell'agosto 2019 i domiciliari erano stati revocati e sostituiti con l'obbligo di dimora. Poi a dicembre la Corte di Cassazione aveva deciso di revocare anche quest'ultima misura.

L'opinione pubblica e il mondo della politica sul caso Bibbiano

Il caso ha diviso l'opinione pubblica ed è diventato terreno di scontro politico in quegli anni. I leader dei partiti di centrodestra, l'attuale premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini, attaccarono spesso il Partito democratico e la giunta di centrosinistra della regione guidata da Stefano Bonaccini. A Lega e Fratelli d’Italia si unì anche il Movimento 5 Stelle.

Il Pd è stato per molto tempo definito il “partito di Bibbiano” e ci fu una lunga campagna in cui lo slogan principale era ‘Parlateci di Bibbiano'. Meloni si fece fotografare davanti al cartello che indicava l’ingresso di Bibbiano, reggendo un foglio su cui era scritto: ‘Siamo stati primi ad arrivare. Saremo gli ultimi ad andarcene!', mentre Luigi Di Maio, leader allora del M5S, disse che non si sarebbe mai alleato ‘con il partito di Bibbiano'.

Le ultime notizie sul caso Bibbiano: Foti assolto

Mercoledì 10 aprile 2024 la Cassazione ha confermato la sentenza d'appello per Claudio Foti dichiarando inammissibili i ricorsi nell'ambito del caso Bibbiano. E così è diventata definitiva l'assoluzione dello psicoterapeuta, che era stato coinvolto nella vicenda.

Sono ancora 17 gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, tra questi c'è anche il sindaco Andrea Carletti, per i quali il processo è tuttora in corso.

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