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Caso Bibbiano, news sull'inchiesta Angeli e Demoni

Caso Bibbiano, Foti assolto in Appello da ogni accusa: “Giustizia dopo anni di gogna”

La Corte di Appello di Bologna oggi ha ribaltato la sentenza di primo grado assolvendo lo psicoterapeuta Claudio Foti da tutte le accuse relative al caso Bibbiano e ai presunti affidi illeciti di minori della Val d’Enza denunciati dall’inchiesta Angeli e Demoni.
A cura di Antonio Palma
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Claudio Foti (Twitter)
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Lo psicoterapeuta Claudio Foti è stato assolto in Appello per il caso Bibbiano e la vicenda dei presunti affidi illeciti di minori della Val d’Enza. La Corte di Appello di Bologna oggi ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva invece visto la condanna del Foti a quattro anni di carcere relativamente a due imputazioni.

I giudici del processo di secondo grado invece hanno completamente ribaltato la precedente sentenza, assolvendo lo psicoterapeuta da tutte le accuse. Foti è stato assolto per non aver commesso il fatto relativamente al reato di abuso di ufficio e perché il fatto non sussiste per il reato di lesioni dolose gravi ai danni di una sua paziente minorenne all'epoca dei fatti. In quest'ultimo caso Foti era accusato di un presunto utilizzo “improprio” della Emdr, la cosiddetta macchina dei ricordi con la quale, secondo l'accusa, avrebbe generato falsi ricordi nella minore inducendo in lei una “grandissima sofferenza e un fortissimo disagio”. Confermata anche l'assoluzione dall'accusa di frode processuale che era già caduto in primo grado durante il processo svolto con rito abbreviato  davanti al Gup di Reggio Emilia.

"Hanno vinto la verità e la giustizia, dopo quattro anni di gogna. Si è incrinato il teorema accusatorio” sono state le prime parole del psicoterapeuta gestore della Onlus Hansel e Gretel accusata di essere al centro dei presunti affidi illeciti sugli affidi dei bimbi a Bibbiano, denunciati dall’inchiesta Angeli e Demoni in merito alle attività dei servizi sociali della Val d'Enza. “Claudio Foti è stato riscattato di quattro anni di umiliazione e persecuzioni come uomo e come psicoterapeuta”, ha commentato invece il suo avvocato dopo la sentenza di assoluzione.

La Procura dal suo canto ha già promesso il ricorso in Cassazione dopo aver letto le motivazioni della sentenza del Tribunale del capoluogo emiliano. "La Procura generale leggerà le motivazioni della sentenza e all'esito valuterà se sussistono spazi per un ricorso in Cassazione. Sottolineo la piena sinergia tra la Procura di Reggio Emilia e la Procura generale. Ho applicato convintamente la dottoressa Valentina Salvi all'ufficio” ha dichiarato infatti il procuratore generale reggente di Bologna, Lucia Musti, dopo l'assoluzione di Foti. “I colleghi Massimiliano Rossi e Valentina Salvi hanno lavorato in armonia con correttezza e professionalità”, ha aggiunto il Procuratore.

Nonostante le ferme convinzioni dei pm, Foti si è sempre professato innocente, "Io con gli affidi non c'entro nulla. Ho dedicato 40 anni della mia vita all'ascolto attento e rispettoso di bambini e di ragazzi" ha sempre detto Foti che, dopo il processo di primo grado, aveva affermato: "Abbiamo consegnato 15 videoregistrazioni. Io credo che qualsiasi persona che si approcci senza pregiudizi all'analisi di quelle registrazioni, verificherà un atteggiamento assolutamente opposto a quello necessario e sufficiente per potermi condannare per lesioni. Che esista un ‘metodo Foti' che abbia provocato grande sofferenza a mio parere sarà smentita da un'analisi rigorosa di quelle registrazioni".

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