"Sono una persona normale, non ho mai avuto questa importanza. Ringrazio tutti, grazie per l'affetto e le preghiere". A parlare è proprio lei, Maria Antonietta Rositani, la mamma di Reggio Calabria bruciata dall'ex Ciro Russo e da quattro mesi in lotta costante per la sopravvivenza. Antonietta, che è ancora debole e riesce a parlare poco, si meraviglia ingenuamente dell'attenzione sulle sue condizioni di salute e su quanto le è accaduto. Politici e giornalisti hanno popolato le corsie dell'ospedale aspettando di sapere come stava e se ce l'avrebbe fatta.

Anche stamattina al Policlinico di Bari è iniziato un giorno difficile. Maria Antonietta è uscita dalla rianimazione per alcune ore per essere sottoposta un intervento chirurgico. Al comando c'era il dottor Giulio Maggio, chirurgo plastico specializzato in ustioni, ‘l'angelo' come lo chiama lei. L'intervento è riuscito e Antonietta è tornata della sua sala sterile.

"Sono mesi che di lei vedo solo il volto", dice il papà. È nascosta sotto le bende, non può muoversi e non oso immaginare le lesioni ha sotto quelle fasce. Ma è la mia bambina, è sempre la mia bambina". Antonietta è ricoverata nel Policlinico di Bari da quattro mesi, da quando è arrivata in fin di vita dopo l'aggressione del suo ex Ciro Russo, di Ercolano, che ha viaggiato dalla provincia di Napoli fino a Reggio per trovare la sua ex moglie e darle fuoco. Russo, che aveva giù eluso l'ordine di allontanamento, ha evaso i domiciliari per compiere il misfatto. Nel rogo dell'auto di Antonietta, al quale lei è sfuggita, c'è stata una vittima: il piccolo Diuk, il cagnolino di famiglia. Di lui e della sua amata mamma chiede ogni giorno William, il figlio di Antonietta. "Non so più cosa dirgli – si sfoga il papà di Antonietta – non ho più scuse, né favole da raccontagli".