Un anziano di quasi ottanta anni è finito in carcere dopo svariate denunce accumulate negli ultimi mesi. L’uomo, infatti, a quanto pare non voleva proprio saperne di starsene a casa e così, nel giro di tre mesi, è evaso ben dodici volte dagli arresti domiciliari. Una serie di reati che hanno spinto il giudice a spedire l'evasore seriale in carcere, dove – vista l'età – sicuramente non resterà rinchiuso a lungo. L'anziano, originario della val Pusteria ma da tempo residente a Bolzano, doveva scontare una pena agli arresti domiciliari per una serie di reati contro il patrimonio. In passato aveva provato ad arrotondare la pensione come taccheggiatore. Gli erano stati concessi gli arresti domiciliari, come è prassi per un imputato classe 1940 accusato di reati contro il patrimonio, e il giudice aveva anche permesso all’anziano di uscire di casa per fare la spesa, andare dal dottore o in farmacia. Ma lui avrebbe lasciato casa anche in altre occasioni ignorando di fatto le disposizioni del tribunale. E infatti dal mese di luglio a ottobre le forze dell'ordine hanno appurato dodici violazioni degli arresti domiciliari.

I carabinieri arrivati per portarlo in carcere lo hanno trovato a casa questa volta – I carabinieri di Bolzano lo hanno denunciato dieci volte, una volta la polizia locale e un’altra la polizia di Stato. L’uomo era ormai conosciuto dalle pattuglie dei carabinieri, della polizia e dei vigili urbani operanti nel quartiere. Non tentava neppure di nascondersi ed evitare così di farsi scoprire, e infatti alle forze dell’ordine non restava altro che verbalizzare ogni volta la violazione, riaccompagnarlo a casa, pur probabilmente sapendo che alla prima occasione sarebbe nuovamente uscito. Una situazione andata avanti fino alla dodicesima “evasione”: raggiunto questo numero, il tribunale di sorveglianza ha detto basta e ha revocato i domiciliari. E quando i militari sono andati a prenderlo sono stati anche sorpresi di trovarlo a casa tranquillo questa volta. Gli hanno quindi notificato l'ordine del giudice e lo hanno accompagnato al carcere di via Dante e lo hanno affidato alla polizia penitenziaria.