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Morto per una fuga di gas a Savigliano, chiesta condanna per l’idraulico che ispezionò la casa 3 mesi prima

La Procura di Cuneo ha chiesto un anno di reclusione per un idraulico accusato di non aver effettuato controlli approfonditi dopo la segnalazione di un odore di gas nella casa di Renato Bocchiola, 66enne di Savigliano. Due mesi dopo l’uomo morì a seguito di un’esplosione causata da una fuga di gas GPL.
immagine di repertorio
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A quasi quattro anni da quella tragedia che costò la vita a un pensionato di Savigliano, in provincia di Cuneo, la vicenda approda alla fase decisiva in tribunale. Al centro del procedimento c'è il lavoro svolto da un idraulico del posto: secondo la Procura non avrebbe effettuato controlli sufficientemente approfonditi dopo la segnalazione di una possibile fuga di gas nell'abitazione della vittima.

I fatti risalgono all'estate del 2021. Alla fine di luglio, il signor Renato Bocchiola, 66 anni, preoccupato per un persistente odore di gas avvertito nella propria casa, chiese l'intervento di un tecnico per verificare l'impianto. Durante il sopralluogo venne utilizzato un cercafughe, il cosiddetto "naso elettronico", uno strumento impiegato per individuare eventuali perdite. L'ispezione, tuttavia, non evidenziò anomalie e non furono riscontrati problemi tali da richiedere ulteriori interventi.

Secondo la ricostruzione della dell'accusa, proprio in quella fase sarebbe stata sottovalutata una situazione potenzialmente pericolosa. Per la Procura di Cuneo, infatti, la segnalazione di un odore di gas così persistente avrebbe dovuto indurre l'esperto a eseguire verifiche più approfondite rispetto a quelle effettuate. In particolare, il pubblico ministero Attilio Offman sostiene che sarebbe stato necessario procedere con una prova di tenuta dell'impianto attraverso la verifica della caduta di pressione oppure con controlli al contatore, anziché limitarsi all'utilizzo del cercafughe.

Ad ogni modo, poco più di due mesi dopo, era la notte tra il 3 e il 4 ottobre 2021, si verificò la tragedia: all'interno della cucina dell'abitazione esplose una violenta fuga di gas GPL che provocò un devastante scoppio. Bocchiola rimase gravemente ferito e venne trasportato d'urgenza in ospedale. Le ustioni riportate risultarono però troppo gravi: dopo oltre tre settimane di ricovero, il 27 ottobre, il cuore del 66enne smise di battere.

Stando alla ricostruzione della rappresentante dell'accusa, esiste un collegamento diretto tra quel primo intervento e l'esplosione avvenuta mesi dopo. La tesi sostenuta in aula è che la perdita fosse già presente durante l'estate e che un controllo più accurato avrebbe potuto individuarla per tempo, evitando conseguenze fatali. Da qui la richiesta di condanna a un anno di reclusione per l'idraulico imputato.

Di tutt'altro avviso la difesa, che respinge la ricostruzione della Procura e punta soprattutto sull'elemento temporale. Gli avvocati evidenziano come tra il sopralluogo effettuato a fine luglio e l'esplosione trascorsero circa settanta giorni, un intervallo considerato troppo ampio per poter affermare con certezza che la fuga responsabile dello scoppio fosse già presente al momento del controllo. Secondo questa linea difensiva, la dispersione di gas potrebbe essersi verificata successivamente, quando l'intervento del tecnico era ormai lontano nel tempo.

Sarà ora il giudice a stabilire se vi sia stata effettivamente un'omissione professionale e se questa possa essere collegata alla morte del pensionato. La decisione è attesa per il prossimo 9 luglio, data in cui verrà pronunciata la sentenza.

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