È stata sequestrata in casa e violentata ripetutamente dal marito, che ha anche tentato di farla abortire. È questo l'incubo vissuto da una donna di 28 anni di origine nordafricana residente a Crevalcore, in provincia di Bologna, che è terminato solo nelle ultime ore con l'arresto dell'uomo, un 32enne di origine marocchina. Le accuse a suo carico sono quelle di violenza sessuale, sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Nell'inchiesta che ha portato al fermo dell'aguzzino, risultano indagati anche il padre e il fratello di lui, rispettivamente di 64 e 36 anni.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, quest'ultimi avrebbero aiutato l'uomo a mettere in scena il suo teatro dell'orrore. La moglie doveva assecondare tutti i suoi desideri senza fare capricci: spesso la violentava, fino a tre volte al giorno, e la picchiava fino a tentare di farla abortire costringendola a bere un infuso abortivo a base di curcuma e curry, il tutto sempre tra le quattro mura della loro abitazione, dove lei viveva segregata. La giovane aveva già denunciato le violenze ai carabinieri a fine giugno ed era stata quindi affidata a una struttura protetta. Poi però, forse costretta, secondo gli investigatori, era tornata a casa e aveva ritrattato tutte le accuse, salvo poi riconfermale qualche mese dopo. Ora la 28enne è tornata libera, anche se momentaneamente affidata sempre ad una struttura protetta. Il marito è finito in carcere  con un provvedimento di custodia cautelare, mentre al cognato e al suocero è stato imposto il divieto di avvicinamento ai luoghi da lei frequentati.