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Biella, diffonde foto hot dell’amica: lei le mandava con una visualizzazione, lui le fotografava con un altro cellulare

Un minorenne a Biella avrebbe convinto l’amica 15enne a mandare foto di nudo con la funzione “Visualizza una volta”, ma lui le fotografava con un secondo smartphone. Indagato lui e altri ragazzi, indagini in corso.
A cura di Susanna Picone
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immagine di repertorio
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Lei si era fatta convincere a inviare scatti hot, sicura che nessuno a parte il suo amico li avrebbe potute vedere dato che usava la funzione “Visualizza una volta”, lui però aveva trovato il modo di far girare lo stesso quelle foto di nudo tra i suoi amici in rete. Quelle foto che la ragazzina inviava con la funzione “Visualizza una volta” sparivano su Whatsapp dopo una prima visualizzazione ma il ragazzo che le riceveva era pronto a fotografarle con un altro cellulare e a salvarle.

A riportare l’accaduto è il quotidiano La Stampa: siamo a Biella, in Piemonte, e la vittima è una ragazzina di quindici anni che quando ha capito di essere finita in trappola ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori e poi a denunciare alla polizia postale.

Il ragazzo che avrebbe fatto girare le sue foto ha solo un anno in più di lei: a quanto ricostruito, la giovane era stata convinta dal compagno di scuola a inviare immagini intime convinta di essere al sicuro per aver utilizzato quella funzione di WhatsApp che fa sparire le foto dopo una prima visualizzazione. Ma è emerso che il ragazzo, appunto, usava un altro cellulare per salvare quelle foto. Dopodiché avrebbe fatto girare in rete quelle immagini.

Il sedicenne è attualmente indagato per diffusione di materiale pedopornografico ma anche per istigazione al suicidio. La giovane ha avuto un crollo quando ha capito perché veniva accolta a scuola con battutine e sorrisini: le foto che lei credeva cancellate stavano in realtà passando da un cellulare all'altro. Oltre al ragazzo a cui lei aveva inviato le foto sono indagati anche altri sette ragazzi di diversi istituti che avrebbero contribuito a diffondere le immagini intime della vittima.

Solo pochi giorni fa questi ragazzi sono stati raggiunti in classe dagli agenti di polizia e sottoposti a una perquisizione, anche dei loro dispositivi elettronici. Attualmente sono in corso verifiche per capire se quelle foto siano state messe in vendita.

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