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Aveva lasciato in eredità 3 milioni all’Asl: dopo anni di polemiche apre il centro di cura voluto da Vita Carrapa

Nel testamento, la benefattrice aveva indicato l’Azienda sanitaria salentina come erede universale, con una richiesta precisa: utilizzare il patrimonio di famiglia per realizzare a Maglie una struttura di cura intitolata alla memoria di “Carrapa Paolo e sorelle”.
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Era il 2019 quando fu aperto il testamento di Vita Carrapa, pugliese, morta a 95 anni, ultima di una famiglia di tre sorelle e un fratello, Paolo, in cui si leggevano le sue ultime volontà: "Tutti i suoi beni sarebbero stati devoluti per costruire un ospedale in nome di suo fratello". Dopo un iter lungo e piuttosto complicato scandito nel tempo da intoppi e polemiche continue sulla destinazione d'uso, gli oltre 3 milioni di euro lasciati in eredità alla Asl di Lecce oggi hanno finalmente preso forma, con l’inaugurazione prevista per lunedì 27 aprile a Maglie di una struttura di cura intitolata alla memoria di “Carrapa Paolo e sorelle". A partire dal primo maggio, invece, il Pta (Presidio riabilitativo ad alta tecnologia e robotica) aprirà le porte ai primi pazienti.

Ma quella "nobile volontà" della benefattrice  ha attraversato tante difficoltà: la donna, grazie al commercio del marmo di sua cognata, aveva messo da parte una discreta somma e nel 2009 decise di redigere testamento con cui esprimeva il desiderio di utilizzare l’intero patrimonio rappresentato da una casa, titoli per un milione e 800mila euro e circa 970mila euro di risparmi, “per aiutare chi ne aveva più bisogno”, ricordando i tempi difficili della sua giovinezza.

Le sue volontà prevedevano una richiesta precisa: utilizzare il patrimonio di famiglia per realizzare a Maglie una struttura di cura, chiedendo esplicitamente che un ospedale nel Basso Salento dovesse essere realizzato entro cinque anni dalla data di apertura del testamento avvenuta l’11 settembre 2019.

Considerato che già alla stesura del testamento, l’idea del nuovo ospedale era troppo vaga, l’anziana aveva usato una formula generica, chiedendo "una struttura di cura e assistenza".

C'era una clausola: nel caso in cui la Asl non avesse seguito le ultime volontà dell’anziana nei primi cinque anni, il lascito doveva passare all’Ispe: l’Istituto per i servizi alla persona per l’Europa "che gestisce la casa di riposo per anziani di Maglie o per crearne una nuova". In sintesi Carrapa voleva un centro dedicato agli anziani.

Negli anni a farsi portavoce di questa volontà è stato l'ex Consigliere Comunale di Maglie Antonio Giannuzzi, amico e consulente finanziario di Vita Carrapa, intervistato da Fanpage.it ha dichiarato: "Conoscevo da tempo la signora Vita, lei proveniva da una famiglia molto umile, aveva tre sorelle e un fratello, Paolo, che aveva ereditato una somma cospicua dalla moglie defunta proprietaria di una cava di marmo. Sua sorella Vita alla sua morte ereditò tutto e non avendo eredi, decise di donare le sue ricchezze in memoria della famiglia. Lei diceva che voleva lasciare tutto ai suoi concittadini perché all'epoca (parliamo del 2012) non c'era ancora la delibera per il nuovo Ospedale di Maglie che è stato realizzato solo dopo."

Entrando nel dettaglio, in merito alle volontà della donna ci fa sapere che: "Il suo sogno era costruire una casa di riposo a Maglie, se non fosse stato realizzato un ospedale entro cinque anni il progetto successivo sarebbe stato quello secondo le sue ultime volontà. Ma questa casa di riposo non si è mai realizzata e i soldi sono stati utilizzati per una struttura fisioterapica che si inaugurerà a breve. Purtroppo il Presidente della struttura per anziani non si è attivato per tempo per riscuotere quella somma".

L'ex assessore Giannuzzi conclude "molte cose non mi convincono, mi sembra eccessivo aver speso tre milioni di euro di macchinari per un centro di riabilitazione, comunque ho apprezzato quello che hanno fatto con la sua eredità."

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Il Commissario Straordinario Stefano Rossi Direttore Generale dell' ASL Lecce "è un risultato importante per tutto il territorio, reso possibile dal gesto di straordinaria generosità della signora Vita Carrapa che ha scelto di destinare il proprio patrimonio alla realizzazione di un’opera di cura e assistenza a beneficio della comunità. A lei, ai suoi fratelli e ai loro cari va il nostro più sentito ringraziamento."

Nel ricordare la figura della benefattrice ha aggiunto "il Centro che porta il loro nome è oggi un simbolo concreto di solidarietà e amore per il prossimo". Lo spazio adibito, i cui locali sono stati completamente ristrutturati, si appresta dunque a diventare un punto di riferimento regionale per il trattamento delle patologie neurologiche e neurodegenerative.

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