8 Settembre 2021
11:05

Attentato al Bataclan, inizia il maxiprocesso. La mamma di Valeria Solesin: “Terroristi? Non ho paura”

Un processo i cui numeri sono già un record: 1800 parti civili tra feriti e parenti delle vittime, 542 tomi giudiziari e 330 avvocati. Inizia oggi 8 settembre il maxiprocesso per gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi. La mamma di Valeria Solesin, la vittima italiana del Bataclan, torna a parlare di quella notte di sei anni fa. “I terroristi? Li disprezzo profondamente ma non li temo”
A cura di Gabriella Mazzeo

"Dopo quanto successo al Bataclan abbiamo cercato di essere quelli di sempre. Speriamo di esserci riusciti. Nessuno ci ha lasciati soli, dalla città alle istituzioni. Ci sono però i momenti in cui non c'è nessun altro accanto a te". Sono le parole di Luciana Milani, madre di Valeria Solesin, la vittima italiana della strage del Bataclan a Parigi. Sei anni dopo una delle notti più tragiche per la Francia, inizia il maxi processo che vede imputati i terroristi accusati dell'assalto progettato dall'Isis quel 13 novembre del 2015. "Penso che questo sarà un processo miliare, sono felice di come il Paese sta trattando questa vicenda. Si è trattato di un vero e proprio attacco al modo di viviere occidentale, un affronto all'essere cittadini e alla comunità. Il processi lascerà questo aspetto sullo sfondo per concentrarsi poi sui fatti, io credo – spiega ancora la madre della 28enne dottoranda alla Sorbona in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Gazzettino -. I terroristi? Li disprezzo profondamente, ma non ho paura di loro".

L'imputato chiave resta l'unico sopravvissuto del gruppo di 9 attentatori: Salah Abdeslam. Sarà al banco degli imputati per un processo i cui numeri sono da record: 1800 parti civili tra parenti delle vittime, feriti e sopravvissuti; 330 avvocati e 4 magistrati dell'anti-terrorismo che hanno prodotto 542 tomi giudiziari. Sono più di 141 le testate accreditate per seguire il processo e per garantire l'accoglienza di familiari, avvocati e cronisti è stata costruita una gigantesca aula di tribunale nel cuore di Parigi. Il cantiere per la nuova sala Gran Procès è costato 7,5 milioni di euro e servirà anche per altri processi dello stesso tipo, come quello per l'attacco di Nizza del 2016. Abdeslam, intanto, nella sua prima deposizione ha rivendicato il suo ruolo nell'attentato: "Ho abbandonato ogni altro lavoro per diventare un combattente dell'Isis". Per assistere i familiari delle vittime e i giornalisti che seguiranno le udienze è stata organizzata un'unità di assistenza psicologica.

Sono ancora molti i punti da chiarire durante il processo. Il primo riguarda il coordinatore degli attentati, il belga-marocchino Abdelhamid Abaaoud, che ha potuto viaggiare tra Siria e Europa nonostante le varie allerte sul suo conto. Il secondo riguarda Abdeslam, che non ha mai voluto collaborare con i magistrati. L'attentatore non si è fatto esplodere come gli altri kamikaze del commando. Potrebbe inoltre esserci un undicesimo complice che avrebbe dovuto partecipare a un attentato nel diciottesimo arrondissement mai avvenuto.

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