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Angelo Onorato trovato morto in auto a Palermo, gip respinge l’archiviazione e ordina altri 6 mesi di indagine

Sono stati ordinati altri 6 mesi di indagini per capire cosa sia accaduto all’imprenditore Angelo Onorato, trovato morto nella sua auto nel maggio del 2024. La Procura aveva chiesto la chiusura del caso, ma la gip ha ritenuto che vi fossero elementi non debitamente analizzati.
A cura di Gabriella Mazzeo
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La gip di Palermo Giuseppa Zampino ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per la morte di Angelo Onorato, l'imprenditore trovato senza vita nella sua auto con una fascetta da elettricista stretta al collo nel maggio del 2024. L'uomo è stato trovato morto nella zona industriale della città e per la gip è necessario compiere ulteriori accertamenti sull'accaduto. Da qui, la richiesta di proroga per le indagini: sulla fascetta, la camicia, la cintura e il poggiatesta della vettura, infatti, non sono state effettuate le analisi biostatistiche integrate sui picchi allelici, utili per interpretare le tracce di Dna trovate nella vettura. Per il gip, anche la lettera scritta a mano da Onorato prima di morire sarebbe un segnale di allarme che non va ignorato. Insieme al messaggio, anche alcune chat whatsapp dell'imprenditore sarebbero da considerare come una richiesta di aiuto per proteggere la propria incolumità.

Secondo l'avvocato che segue la famiglia di Onorato, Vincenzo Lo Re, si tratta di segnali oggettivi di allarme non adeguatamente approfonditi nella fase di indagine. Per il gip che ha chiesto ulteriori accertamenti, il legale della famiglia Onorato ha presentato una serie di elementi fattuali non integralmente verificati, tra i quali anche l'apertura dello sportello posteriore destro della macchina, registrata dalla centralina alle ore 11.07, senza una successiva chiusura.

Lo sportello era stato trovato semiaperto dalla prima volante e sui tappetini posteriori erano stati trovati aghi di pino. Da spiegare anche l'assenza delle impronte digitali sulla fascetta trovata al collo dell'imprenditore e su quella rinvenuta sull'asfalto. Secondo il gip, sono da verificare anche alcune incongruenze temporali tra le comunicazioni telefoniche prima del decesso e l'ipotesi di un gesto autolesivo in solitaria.

Per approfondire questi aspetti, sono stati disposti altri 6 mesi di indagini, anche se la Procura aveva ritenuto di non poter arrivare a individuare in maniera certa il reato (in questo caso l'ipotesi di omicidio) con gli elementi raccolti e per questo aveva chiesto la chiusura del caso.

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