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Referendum sulla giustizia 2026

Referendum, Schlein: “Batteremo Meloni alle politiche, in gioco la Costituzione”

Meloni, ospite di Fedez, ha ribadito che non sarà un voto su di lei. Le opposizioni – da Pd a M5s – incalzano chiedendo di chiarire il caso Delmastro prima del referendum.

20 Marzo 2026, 06:00 ULTIMO AGGIORNAMENTO 21 MARZO 2026 - 08:15
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La campagna elettorale è al rush finale. Ieri la presidente del Consiglio, ospite del podcast di Fedez e Mr Marra, ha ribadito che "non si vota sulla Meloni, ma sulla giustizia". Le opposizioni incalzano, chiedendo di chiarire il caso Delmastro prima del referendum. Il sottosegretario alla Giustizia "si deve assolutamente dimettere", ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

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22:00

Referendum, Schlein: "Batteremo Meloni alle politiche, qui in gioco la Costituzione"

"Noi batteremo Meloni alle prossime elezioni politiche, noi non abbiamo politicizzato questo referendum, abbiamo fatto una battaglia sul merito della riforma", ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein, chiudendo a Milano la campagna per il No. "Qui è in gioco la Costituzione, l’equilibrio dei poteri che i costituenti hanno scritto. La Costituzione non è una questione di destra o sinistra, è di tutti", ha aggiunto.

Schlein ha poi sottolineato che "anche tra gli elettori di Giorgia Meloni ci sono persone che hanno a cuore la Costituzione e che voteranno No per difenderla", ricordando infine che la premier "ha già detto che non se ne andrà" in caso di vittoria del No.

A cura di Francesca Moriero
21:55

Referendum, Conte: "Governo di incapaci racconta bufale"

"Sono stato presidente del Consiglio, ho avuto tante indagini, Corte dei Conti e non sempre mi hanno dato ragione. Non mi avete mai sentito dire che la magistratura mi impediva di lavorare per gli italiani". Lo ha dichiarato il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, concludendo a Roma la manifestazione di chiusura della campagna del M5S per il No al Referendum costituzionale. "Siete incapaci, raccontate bufale", ha aggiunto rivolgendosi al Governo.

A cura di Francesca Moriero
21:45

Referendum, Bignami: "Se vince il No si perde un’occasione, stop riforma per anni"

"Se dovesse vincere il No, per il governo rimane tutto così com'è, ma vorrebbe dire perdere un'occasione, perché poi per tanti anni non si potrebbe più mettere mano alla riforma della giustizia, che invece in tanti, comprese le sinistre, ancora oggi indicano come necessaria". A dirlo è stato Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, a margine di un evento a Pesaro a sostegno del Sì al referendum.

A cura di Francesca Moriero
21:30

Referendum, Nordio: "La sinistra perde un’occasione, riforma rafforza imparzialità"

"Oggi l'atmosfera si è esasperata, ma quando vincerà il Sì, e sono molto ottimista, dimostreremo che le accuse sono infondate. Apriremo subito un tavolo di confronto per le leggi attuative", ha detto il ministro della Giustizia Nordio, intervistato per il programma "Linea di confine Digital". "Credo che la sinistra stia perdendo una grande occasione: nel tentativo di colpire il governo Meloni finisce per smentire la propria storia. Questa riforma nasce dal codice Vassalli ed è, in un certo senso, una riforma di sinistra", ha aggiunto. Nordio ha poi respinto le accuse di chiusura: "Non è vero che abbiamo presentato una riforma blindata. Dopo la presentazione abbiamo trovato un’opposizione totale, anche da parte dell’Associazione nazionale magistrati, e in Parlamento si è discusso solo a condizione di ritirare il testo. In Commissione c'è stato ostruzionismo".

Il ministro ha poi sottolineato che, con il Sì, i cittadini avranno "un giudice terzo e imparziale", evidenziando come oggi "sia difficile accedere agli incarichi direttivi senza un aggancio correntizio". "Con la riforma i magistrati saranno più liberi", ha concluso, spiegando che il sorteggio nel Csm servirebbe a "evitare rapporti di riconoscenza che possono compromettere l'imparzialità".

A cura di Francesca Moriero
21:23

Referendum, Tajani: "Vogliamo casta fuori dalla magistratura, togliere potere alle correnti"

"Con la riforma della giustizia si vuole che la casta, cioè la politica, sia fuori dalla magistratura, togliendo potere alle correnti" ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo nella trasmissione "4 di sera" su Retequattro. "I magistrati devono essere indipendenti, la toga deve essere sacra", ha aggiunto. "Bisogna dare un taglio netto, avvicinare il sistema italiano all'Europa e allontanarlo dal sistema cinese e russo", ha concluso Tajani.

A cura di Francesca Moriero
21:15

Referendum, Ranucci: "Pericolo esecutivo forte senza ostacoli, votiamo No"

"Vedo un pericolo molto più grave di quello legato a un semplice referendum: è il tassello di un disegno più ampio, quello di un esecutivo forte che non vuole ostacoli, né nei magistrati indipendenti né nei giornalisti che fanno da cane da guardia della democrazia", ha detto il giornalista Sigfrido Ranucci, intervenendo in videocollegamento all'evento conclusivo della campagna per il No a Bari.

Ranucci ha aggiunto che "quello che il governo vuole fare con la magistratura è chiaro: lo ha già fatto con la riforma della Corte dei conti", spiegando che da un lato "è stato introdotto un salvagente per i politici", e dall'altro si è limitata l'autonomia delle procure contabili regionali. "Nulla vieta di pensare che sarà la stessa cosa anche con la magistratura ordinaria", ha concluso.

A cura di Francesca Moriero
21:00

Referendum, De Raho (M5s): "Democrazia a rischio, votiamo No"

"Dove stiamo andando, verso un autoritarismo più spietato e la democrazia che fine farà? Questa non è una riforma della giustizia ma l’appropriazione da parte della politica di un altro potere", ha detto Federico Cafiero De Raho, deputato del Movimento 5 Stelle ed ex procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, intervenendo all'evento di chiusura della campagna per il No. "Non è possibile, perché significa abolire lo Stato di diritto e rendere i cittadini sudditi", ha aggiunto, concludendo: "Per difendere la democrazia, votiamo No".

A cura di Francesca Moriero
20:45

Tajani: "Riforma dà credibilità alla magistratura, nessuno è al di sopra della legge"

"Un'alta corte indipendente può giudicare liberamente magistrati che hanno commesso errori, perché nessuno è al di sopra della legge, neanche il magistrato", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4, parlando del referendum sulla giustizia. "Come vengono giudicati giornalisti, politici, medici, poliziotti e carabinieri, anche il magistrato deve essere uguale davanti alla legge. Se sbaglia e lascia qualcuno ingiustamente in carcere per anni, deve essere sanzionato. Questa riforma va proprio in quella direzione, dando credibilità alla magistratura", ha poi  aggiunto.

A cura di Francesca Moriero
20:30

Referendum, Sisto: "Siamo a poche ore dal cambiamento storico"

"Ormai siamo a poche ore dall'appuntamento storico con la possibilità di cambiare la giustizia e compiere un salto verso un sistema davvero garantista. Il 22 e il 23 marzo il voto di ognuno sarà importante", ha detto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. "Dobbiamo fare in modo che i cittadini tornino ad avere fiducia nel nostro sistema giudiziario. E questo significa anche rafforzare il principio e l'idea di un giudice davvero terzo e imparziale. Questa riforma non mette gabbie, ma libera la giustizia da meccanismi opachi, rendendola più credibile ed efficiente. Ora è il momento della partecipazione: ai cittadini chiediamo di andare alle urne per dare forza a un cambiamento atteso da anni, da troppi anni, nell'interesse esclusivo del Paese".

A cura di Francesca Moriero
20:17

Referendum, Comitato No: "Difendere la Costituzione e l'indipendenza dei magistrati"

"Non ci eravamo mai confrontati davvero con il desiderio di far partecipare le persone a un percorso nel quale spiegare come funziona la giustizia, ma anche come potrebbe non funzionare più, nel senso di giustizia e di eguaglianza. Abbiamo capito che ci dobbiamo aprire a difendere la Costituzione in tutti i posti, con tutte le persone, ovunque, e lo dobbiamo fare perché altrimenti non ci potremmo poi lamentare di nulla", ha detto Antonio Diella, presidente esecutivo nazionale del comitato ‘Giusto dire no', intervenendo all'evento conclusivo della campagna per il No al referendum, in corso al teatro AncheCinema di Bari.

"La prima cosa da difendere, oltre alla nostra libertà, è proprio il fatto che la legge sia uguale per tutti e che lo sia soprattutto per i più deboli. Chi entra in un'aula deve trovare una magistratura pronta a fare giustizia senza guardare in faccia nessuno", ha aggiunto. Successivamente, in un messaggio video, Enrico Grosso, presidente onorario del comitato, ha sottolineato: "I cittadini hanno capito che in gioco c'è la tenuta pratica di un principio costituzionale fondamentale, l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Non è un principio che serve ai magistrati, ma ai cittadini, per garantire la tutela dei loro diritti. I cittadini devono poter contare su giudici liberi, che nelle loro decisioni non abbiano paura delle conseguenze personali e professionali".

A cura di Francesca Moriero
20:15

Delmastro, Patuanelli (M5S): "Deve dimettersi, quella voglia di impunità lega il caso al referendum"

"Delmastro deve dimettersi immediatamente, da un punto di vista dell'etica. Anche se ci fosse la buona fede non sarebbe in grado di giudicare le persone di cui si circonda. Se si ritiene che va tutto bene così, allora si sente impunito: questo è ciò che lega la vicenda al referendum", ha detto Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, parlando a margine della manifestazione per il No al referendum costituzionale all'Eur. Ha definito il caso che riguarda il sottosegretario alla giustizia Delmastro "un colpo di scena triste e pericoloso".

A cura di Francesca Moriero
20:00

Referendum, Foti: "Loro non sono riusciti a realizzarla, ora dicono no perché l'ha fatta il nostro governo"

Il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, intervenendo a TgCom24, ha dichiarato: "Loro non sono riusciti a concretizzarla mai. Il tema della separazione delle carriere attraversa gli ultimi trent'anni di lavori parlamentari, perché, sistematicamente e a turno, tutti si sono dichiarati favorevoli a realizzarla. L'unica contrarietà oggi viene dall'opposizione, solo perché a realizzarla è un governo di centrodestra, mentre a sinistra si era riusciti unicamente a preconizzarla, senza però concretizzarla mai. Ora dicono no, per ‘la ragion che non consente contraddizione'".

A cura di Francesca Moriero
19:40

Referendum, Bernini: "Separazione delle carriere principio di civiltà, non va polarizzato sul governo"

Anna Maria Bernini, ministra dell'Università e della Ricerca, ha dichiarato che "perché il potere punitivo della spada possa agire, i piatti della bilancia devono essere perfettamente allineati. La riforma della giustizia di cui si parla, che ha visto impegnati tutti i partiti politici dell'arco istituzionale e che ha alla base la separazione delle carriere, rappresenta un principio basico di civiltà per evitare che il 50% delle persone vengano assolte". La ministra ha poi aggiunto che in questa campagna elettorale ha trovato "molto sbagliato polarizzare sul governo un tema così importante per tutti, dal momento che ciascuno di noi può essere vittima di un errore giudiziario e subire le conseguenze di una giustizia che, se non è equilibrata, diventa iniqua anche solo per il fatto di essere troppo lunga. Poi ha sottolineato che "la terzietà è un elemento imprescindibile, e per tutelarla va eliminato ogni possibile conflitto di interesse".

A cura di Francesca Moriero
19:34

Delmastro, Schlein: "Già ieri Meloni doveva chiedere dimissioni"

"Riflettere sul modo in cui sceglie i sottosegretari", ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la registrazione dello speciale "Sì o No" sul referendum in onda su La7. "Ieri Giorgia Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni di Delmastro, ma ha detto di averlo appreso dai giornali. Questo dovrebbe far riflettere sul suo modo di scegliere i sottosegretari alla giustizia", ha aggiunto. Schlein ha ricordato che Delmastro "era già stato condannato per aver rivelato informazioni segrete in aula e ha continuato a frequentare locali legati a persone condannate per mafia, fondando una società con la figlia diciottenne di un uomo già condannato".

A cura di Francesca Moriero
19:29

Referendum, l'appello del Pd a Bologna: "Qui vincerà il No"

"Siamo sicuri che a Bologna vincerà il No, ci siamo impegnati per questo", ha dichiarato Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd, aggiungendo che "mancano davvero poche ore alla fine della campagna referendaria. Siamo molto contenti del lavoro fatto insieme alle tante associazioni, partiti, realtà del mondo del lavoro e realtà cattoliche che ci hanno accompagnato in questo percorso. Siamo dichiaratamente e ostinatamente per il No a questo referendum e a questa riforma, dove non c'è nessun miglioramento per i cittadini ma si toccano sette articoli della Costituzione senza alcuna discussione condivisa". Il segretario regionale Tosiani ha poi sottolineato: "La riforma voluta dal Governo Meloni altera in maniera molto forte gli equilibri tra i poteri, mina l'indipendenza e l'autonomia della magistratura. Siamo convinti che l'Emilia-Romagna possa dare un contributo importante al No nel panorama nazionale e ci sentiamo responsabili di indicare questa strada anche al Paese. Nei momenti più difficili, questa terra può essere un riferimento per la difesa della democrazia e degli equilibri tra i poteri previsti dalla Costituzione". Tosiani ha poi infine aggiunto che "mai come questa volta il Partito Democratico è stato unito nel voto dei gruppi parlamentari nei quattro passaggi tra Camera e Senato e negli organismi dirigenti, ed è unito in Emilia-Romagna nel schierare la comunità convintamente sul No. Oltre a provare a fare da traino, pensiamo sia stata anche una bella prova di unità e comunità per il Partito Democratico".

A cura di Francesca Moriero
19:26

Meloni: "Nessuna riforma come questa può migliorare l'efficienza della giustizia"

"Quali sono i presupposti dell'efficienza? Responsabilità e meritocrazia", ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Cinque minuti su Rai1. "Quanto incide sull'efficienza della giustizia il fatto che un giudice negligente continui tranquillamente a fare carriera? Quanto incide che la carriera non dipenda da merito e valore ma dalla corrente a cui appartiene? Purtroppo li abbiamo visti: magistrati che dimenticavano detenuti in carcere, che depositavano sentenze con quattro anni di ritardo, che condannavano persone innocenti senza dover rispondere delle proprie azioni". Meloni ha poi aggiunto: "Sono convinta che un'Alta corte disciplinare con magistrati sorteggiati e non selezionati dalle correnti produca giudizi più giusti ed efficaci. Attualmente, il controllore è scelto dai controllati: svincolando i giudici dai meccanismi delle correnti, saranno più liberi di decidere in coscienza".

A cura di Francesca Moriero
19:15

Referendum, Wanda Ferro (FdI): "Troppo fake news dal fronte del No, la riforma garantisce giustizia giusta e libera"

Wanda Ferro, sottosegretaria all'Interno, ha dichiarato: "Questa campagna referendaria è stata tra le più brutte in termini di toni e caratterizzata da troppe fake news. Stiamo concludendo questo tour spiegando ai cittadini questa riforma, che è per una giustizia giusta e libera, che tuteli i cittadini e ripristini la fiducia verso il sistema giudiziario, ormai persa. L'obiettivo è anche tutelare i tanti magistrati, professionisti che spesso lavorano in condizioni difficili, ma che restano ai margini perché non si riconoscono in quella che è stata una vera degenerazione del correntismo". Ferro ha poi aggiunto: "Devo dire che il fronte del No si è sottratto al confronto nelle sedi opportune, evitando di entrare nel merito. Le fake news circolate, dal ritorno al fascismo, alla P2, fino al presunto assalto alla Costituzione, sono frutto di un dibattito rimasto in superficie. Molte volte abbiamo teso la mano per cercare confronto, ma non c'è stata disponibilità. Inoltre, una parte della sinistra ha sposato il Sì in reazione a quella che, come dicevo, è stata una pessima campagna elettorale, sia per i toni che per la scarsa aderenza ai reali contenuti della riforma".

A cura di Francesca Moriero
19:05

Referendum, Maurizio Gasparri (FI): "Ex Guardasigilli da brividi, magistratura occupata dalla sinistra"

Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, ha dichiarato: "Orlando del Pd ci spieghi come mai i vertici della magistratura vengono occupati dai collaboratori di ministri inadeguati ma di sinistra. Il nostro Paese deve essere liberato dall’invasione degli apparati giudiziari da parte della sinistra". Poi ha aggiunto: "Pensare che in Italia si sia passati da ministri della Giustizia come Vassalli a figure come Orlando o Bonafede fa venire i brividi. Del resto, questi qua propongono come loro opinion leader sulla giustizia Ficarra e Picone. Dal Diritto, all'avanspettacolo".

A cura di Francesca Moriero
19:03

Meloni: "Stop emendamenti, opposizione voleva non-riforma"

La riforma della giustizia "è una legge costituzionale che ha fatto quattro passaggi parlamentari", ha spiegato la premier Meloni, intervistata durante lo speciale Referendum del Tg La7: "Gli emendamenti dell'opposizione avevano l'obiettivo di stravolgere la riforma tale da renderla una non riforma, quindi credo che sia stato giusto averli bocciati", ha poi aggiunto, rispondendo alla domanda sul fatto che il testo non ha subito modifiche rispetto a quanto licenziato dal Cdm.

A cura di Francesca Moriero
18:58

Meloni sul caso Delmastro: "Leggero, ma cittadini valuteranno eventuale manina"

"Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente… Se c'è stata una manina che ha detto ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum', gli italiani valuteranno", ha dichiarato la premier Giorgia Meloni nell'edizione speciale del Tg La7 Sì o no dedicata al referendum sulla giustizia. "Però", ha aggiunto, "non c'entra niente con il referendum sulla giustizia".

A cura di Francesca Moriero
18:55

Referendum, Carlo Nordio: "Dopo il Sì tavolo di confronto per leggi attuative"

Carlo Nordio, ministro della Giustizia, ha dichiarato che "oggi l'atmosfera si è esasperata, ma quando vincerà il Sì, e sono molto ottimista, dimostreremo che le accuse sono infondate. Apriremo subito un tavolo di confronto per le leggi attuative e mostreremo piena disponibilità al dialogo per ricomporre questo momento difficile". L'intervista è stata rilasciata al programma Linea di Confine Digital, in onda stasera su RaiPlay.

A cura di Francesca Moriero
18:40

Referendum, Galeazzo Bignami: "Il governo andrà avanti anche se vince il No"

Galeazzo Bignami, deputato e capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, ha detto che "chi condivide la riforma ma vota No solo per colpire il governo commette due errori: il governo proseguirà comunque e il cittadino si terrà una giustizia che ritiene inadeguata alle proprie esigenze, non facendo certo un affare". Bignami ha precisato che "la magistratura continuerà ovviamente a essere autonoma e indipendente, un principio doveroso e sacrosanto ribadito dall'articolo 104 della riforma. Tuttavia, si introduce anche il principio per cui i magistrati che assumono decisioni errate dovranno risponderne sul piano professionale. Ciò implica che per sentenze inficiate da difetti come, ad esempio, ritardi di oltre quattro anni nei depositi in materia di diritto di famiglia, il magistrato responsabile sarà chiamato a rispondere dei propri errori". Il capogruppo FdI ha aggiunto che "purtroppo una parte politica ha cercato di politicizzare il referendum evocando la spallata al governo. Tuttavia, ha ragione la presidente del Consiglio Meloni affermando che questo Esecutivo andrà avanti comunque".

A cura di Francesca Moriero
18:30

Referendum, Alfredo Mantovano: "La riforma garantisce responsabilità e fiducia nella magistratura"

Alfredo Mantovano, deputato e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha dichiarato che "ci sono stati casi di magistrati che hanno dimenticato in carcere l'imputato anche per oltre un anno, nonostante dovesse essere scarcerato prima, e questo non ha inciso sulla loro carriera. La gran parte delle sanzioni disciplinari sono semplici censure, che non producono effetti concreti". Mantovano ha spiegato che "la censura assomiglia a quando nella partita di calcio l'arbitro guarda negli occhi il calciatore che ha commesso un fallo e gli dice ‘non lo fare più'. Non è neanche un cartellino giallo, è un quasi-giallo, un annuncio di giallo futuro che non incide". "La riforma serve proprio a cambiare questi meccanismi", ha aggiunto, "per ridare fiducia nella magistratura, per ridare certezza nei cittadini, per far sì che la giustizia non sia una parola vana".

A cura di Francesca Moriero
18:26

Referendum, Bernini: "Sbagliato polarizzare sul governo, separazione delle carriere principio di civiltà"

"Quando si dà un potere così forte a un soggetto, dev'essere equilibrato e non contaminato da un conflitto di interesse", ha dichiarato la ministra Bernini, intervenendo al Festival Euromediterraneo dell'Economia a Napoli: "Su questo ci siamo sempre trovati tutti, centro, destra e sinistra. Ora qualcuno ha abiurato a questo concetto, trasformando un principio elementare di civiltà giuridica in uno strumento di propaganda politica". "Ho trovato molto sbagliato polarizzare sul governo un tema così importante per tutti", ha poi aggiunto Bernini. "La riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere, rappresenta un principio basico di civiltà, perché garantisce che il potere punitivo della spada possa agire in modo equilibrato e che la terzietà dei giudici sia tutelata eliminando ogni possibile conflitto di interesse".

A cura di Francesca Moriero
18:15

Referendum, Nicola Fratoianni (Avs): "Se vince il Sì, democrazia più fragile"

Nicola Fratoianni, deputato e leader di Alleanza Verdi e Sinistra, ha dichiarato che "la scelta del referendum è semplice: vogliamo un Paese in cui tutti, anche chi governa, siano sottoposti al controllo di legalità, oppure un Paese in cui chi vince non ha limiti nell'esercizio del potere? La destra vuole la seconda opzione, noi la prima". Secondo Fratoianni, votare No significa garantire che anche il più debole possa trovare giustizia, anche contro chi è più forte: "Se ci fosse buona fede, il governo potrebbe intervenire subito su ciò che serve davvero: risorse, personale, stabilizzazione dei precari, digitalizzazione dei fascicoli, tempi più rapidi. I problemi della giustizia si risolvono così, non cambiando sette articoli della Costituzione", ha aggiunto. Il parlamentare di Avs ha poi sottolineato come l'inasprimento dei toni da parte della destra negli ultimi giorni dimostri nervosismo di fronte alla crescita dell'onda del No: "Hanno un vero odio verso chi esercita autonomamente il potere di controllo. Questo è il punto", ha concluso, ribadendo che se vincerà il Sì, la democrazia sarà più fragile, mentre con il No la Costituzione resta solida, influenzando anche il clima politico in vista delle elezioni future.

A cura di Francesca Moriero
18:08

Referendum, Conte: "Il No ha un connotato politico e morale, tutti uguali davanti alla legge"

"È evidente che il No ha un connotato politico, noi rimaniamo al tecnico, ma andiamo anche al politico e saliamo al contenuto morale", ha detto Giuseppe Conte all'evento conclusivo della campagna referendaria "La risposta è No" in corso al Palazzo dei Congressi di Roma: "Vogliamo rivendicare il fondamento del nostro Stato democratico: se siamo cittadini siamo tutti sullo stesso livello", ha aggiunto, invitando a rispondere "con un motivato e forte No al tentativo di questa classe di governo che vuole il controllo della magistratura per mettere al riparo se stessa dalle inchieste".

A cura di Francesca Moriero
18:03

Referendum, Conte: "Non possiamo permettere che la Costituzione venga riscritta da un ministro indagato"

"Non possiamo permettere che questi articoli della Costituzione elaborati dopo lunghe discussioni da personalità fortissime come Calamandrei, sulle macerie del Paese dopo la guerra mondiale, siano modificati da un ministro di Giustizia indagato per il caso Almasri e scudato dal Parlamento", ha dichiarato Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, parlando a Roma alla manifestazione di chiusura della campagna del M5S per il No al referendum costituzionale.

A cura di Francesca Moriero
18:00

Referendum, Urzì (FdI): "Un Sì per garantire agli italiani un giusto processo"

Alessandro Urzì, deputato e capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Affari Costituzionali, ha dichiarato che "gli italiani avranno domenica e lunedì l'opportunità di scegliere se confermare una riforma costituzionale della giustizia di buon senso o restare con il sistema della lottizzazione politica e delle correnti ideologizzate". Poi ha aggiunto che la riforma non appartiene né alla destra né alla sinistra, ma mira a separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, introdurre il sorteggio per la composizione dell'organo di alta amministrazione del CSM e rafforzare l'alta corte disciplinare per responsabilizzare i magistrati: "Sinora lo Stato ha pagato un miliardo di euro per ingiuste detenzioni, ma tra il 2017 e il 2024 c'è stato solo un caso di trasferimento disciplinare. È un orrore che va sanato", ha concluso Urzì, ribadendo che la riforma è una garanzia per i cittadini e per un sistema giudiziario più equo.

A cura di Francesca Moriero
17:45

Referendum, Valente (Pd): "Oltre 3.600 donne e femministe unite per il No"

"Abbiamo raccolto oltre 3.600 firme in pochi giorni, segno evidente dell'interesse delle donne e delle femministe per il No al referendum sulla riforma della giustizia" ha detto Valentina Valente, senatrice del Partito Democratico e promotrice dell'appello "Perché da donne e femministe votiamo No alla riforma della Costituzione", a cui hanno aderito costituzionaliste, avvocate, giornaliste, docenti universitarie, magistrate e parlamentari del centrosinistra. Valente ha aggiunto che la riforma, "spacciata per separazione delle carriere, punta a minare l'equilibrio tra i poteri e a compromettere l'autonomia della magistratura". Una magistratura meno libera, sottolinea la senatrice, rischia di non garantire adeguatamente i diritti delle categorie più vulnerabili, in particolare delle donne, "non certo al centro dell'agenda politica. Andiamo avanti convinte: votiamo No".

A cura di Francesca Moriero
17:30

Referendum, Grimaldi (Avs): "Pensando a Gobetti e ai costituenti, diciamo No"

"Gobetti ci ha insegnato che la democrazia significa dissentire contro la ‘democrazia dell'armonia', che cerca unanimità e sottomissione alla legge del più forte, contro i pieni poteri senza equilibrio, bilanciamento o controlli" ha detto Marco Grimaldi, vicecapogruppo dei deputati di Alleanza Verdi e Sinistra,  ricordando che la Costituzione italiana è stata pensata da figure come Calamandrei, Pertini, De Gasperi, Iotti e Di Vittorio per garantire l'autonomia della magistratura e sottrarla a pressioni e controlli dell’esecutivo: "Non quella di Nordio, Meloni, Delmastro e Santanché, che vorrebbero abbattere quell'indipendenza per sdoganare un potere al di sopra della legge. Noi non ci stiamo. Ecco perché diciamo No".

A cura di Francesca Moriero
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