
Le notizie del 20 marzo sulla crisi in Iran: nuova notte di raid. L'esercito israeliano ha annunciato di aver avviato una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture del governo iraniano a Teheran. Attacco iraniano in Kuwait: i droni hanno bombardato nuovamente la raffineria di petrolio di Mina Al-Ahmadi provocando incendi in diverse unità. Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si preparano a studiare un piano per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato la morte del loro portavoce Ali Mohammad Naini nei raid israelo-americani sul Paese.
Iran: "Non abbiamo eccedenze di greggio per i mercati globali"
L'Iran ha dichiarato di non avere eccedenze di petrolio greggio da offrire ai mercati internazionali dopo che il segretario al Tesoro Usa ha affermato che Washington potrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano in transito in mare. "La dichiarazione del segretario al Tesoro statunitense ha il solo scopo di dare speranza agli acquirenti", ha sottolineato il portavoce del ministero del Petrolio iraniano su X.
Teheran minaccia Abu Dhabi: "Colpiremo Ras al Khaimah se attaccati"
L'Iran ha minacciato di colpire la città di Ras al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, qualora le isole iraniane nel Golfo Persico venissero nuovamente attaccate da lì. Lo hanno riportato i media iraniani.
Centcom: "232 militari Usa feriti da inizio guerra, 10 sono gravi"
Duecentotrentadue militari americani sono rimasti feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran iniziata il 28 febbraio. Lo ha dichiarato un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti alla Cbs News precisando che 207 militari sono tornati in servizio e 10 sono rimasti gravemente feriti.
Media: "L'Iraq riduce la produzione di petrolio di circa il 70%"
L'Iraq ha ridotto la sua produzione di petrolio di circa il 70% rispetto ai livelli precedenti la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da una fonte del ministero del Petrolio del Paese. La chiusura riguarda sei giacimenti petroliferi a Bassora, nel sud del Paese, ha aggiunto la fonte.
Trump: "Quando sarò pronto a finire la guerra in Iran lo sarà anche Israele"
Donald Trump si è detto fiducioso che quando gli Stati Uniti saranno pronti a finire la guerra lo sarà anche Israele. "Credo di sì", ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Trump: "Stretto di Hormuz a un certo punto si riaprirà da solo"
Lo Stretto di Hormuz "a un certo punto, si riaprirà da solo". Lo ha detto Donald Trump, affermando che "sarebbe bello" se Cina e Giappone contribuissero a mettere in sicurezza lo Stretto. "Noi non lo utilizziamo. A un certo punto, si riaprirà da solo", ha affermato il presidente parlando con i giornalisti, prima di lasciare la Casa Bianca.
Trump: "Israele finirà guerra insieme a noi? Credo di sì"
"Credo di sì". Così Donald Trump ha risposto ai giornalisti che chiedevano se Israele metterà fine alla guerra contestualmente agli Stati Uniti. Il rapporto tra i due Paesi è "ottimo", ha detto il presidente Usa prima di lasciare la Casa Bianca. "Più o meno, vogliamo le stesse cose. Vogliamo la vittoria, entrambi, ed è proprio ciò che abbiamo ottenuto", ha aggiunto. Alla domanda sul significato delle sue parole quando ha affermato che la guerra in Iran era stata vinta militarmente, Trump ha risposto che gli Stati Uniti si muovono "in totale libertà" all'interno dell'Iran e che, sul piano militare, "loro hanno finito".
Trump: "Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran"
Il presidente americano Donald Trump ha detto di ritenere che gli Stati Uniti abbiano "vinto" la guerra contro l'Iran. "Penso che abbiamo vinto", ha detto il presidente ai giornalisti mentre lasciava la Casa Bianca. "Abbiamo messo fuori combattimento la loro marina, la loro aeronautica, abbiamo messo fuori combattimento la loro difesa antiaerea, abbiamo messo fuori combattimento tutto", ha affermato. "Noi siamo liberi di muoverci", ha aggiunto pur riconoscendo che l'Iran continua a "intasare" lo Stretto di Hormuz. "Ma dal punto di vista militare, sono finiti", ha sostenuto.
Trump esclude cessate il fuoco con Teheran
Il presidente USA Donald Trump esclude cessate il fuoco con Teheran dopo l'inizio delle ostilità il 28 febbraio scorso.
Nuove sirene d'allarme a Tel Aviv e nel centro d'Israele
Le sirene d'allarme per il lancio di missili o droni dall'Iran stanno risuonando in questi minuti a Tel Aviv e nel centro d'Israele. Lo constata l'ANSA e altre agenzie sul posto. È la decima volta da questa mattina che le sirene d'allarme risuonano.
Netanyahu: "Non ho offeso Gesù, contro me propaganda"
Benjamin Netanyahu ha respinto l'accusa di aver voluto offendere i cristiani paragonando Gesù a Gengis Khan e ha negato di aver "denigrato" Cristo. "Altre informazioni errate (questa volta) sul mio atteggiamento nei confronti dei cristiani", ha scritto su X il premier israeliano "Sia chiaro, non ho denigrato Gesu' Cristo durante la mia conferenza stampa", ma "al contrario, ho citato il grande storico americano Will Durant". Questo "fervente ammiratore di Gesù Cristo", ha precisato Netanyahu, "ha affermato che la sola moralità non basta a garantire la sopravvivenza". "Non intendevo offendere nessuno", ha insistito.
Araghchi: "Starmer mette in pericolo vite britanniche dopo ok a USA per uso basi"
‘La stragrande maggioranza del popolo britannico non vuole avere nulla a che fare con la guerra intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. Ignorando il suo popolo, Starmer sta mettendo a rischio vite britanniche permettendo che le basi del Regno Unito vengano utilizzate per l'aggressione contro l'Iran. L'Iran eserciterà il suo diritto all'autodifesa". Lo ha scritto su ‘X' il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi condannando la decisione del governo del Regno Unito di concedere agli Stati Uniti l'uso delle basi britanniche per lanciare operazioni contro obiettivi iraniani legati agli attacchi nello Stretto di Hormuz.
Merz annuncia telefonata e invito a Trump: "Ma ora ce l'ha un po' con me"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato di voler telefonare al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per invitarlo a Bad Duerkheim, in Renania-Palatinato, in settembre. Il nonno di Trump, Friedrich Trump, emigrò dalla regione del Palatinato negli Stati Uniti nel 1885. "Devo parlare con Trump questo fine settimana", ha detto Merz durante un evento elettorale in vista delle elezioni regionali nel Land. "Anche se al momento non è molto contento nei miei confronti", ha aggiunto il cancelliere, in riferimento alle divergenze con il presidente americano sulla guerra in Iran e sul dispiegamento delle navi militari nello stretto di Hormuz.
Cbs: "USA si preparano a un possibile dispiegamento di truppe"
Il Pentagono ha avviato "preparativi minuziosi" per un possibile dispiegamento di forze di terra in Iran. Lo riporta l'emittente Cbs, citando diverse fonti a conoscenza delle discussioni, secondo cui alti comandanti militari hanno presentato richieste specifiche volte a prepararsi a tale eventualità. "No, non manderò truppe da nessuna parte", ha detto ieri il presidente Donald Trump, rispondendo a una domanda diretta, aggiungendo poi: "Se lo facessi, di certo non ve lo direi".
Crosetto su Trump: "Atteggiamento Alleati aiuta Usa"
Sì, ho letto che ha dato dei codardi a tutti gli alleati della Nato, non ho capito per quale motivo, però le devo dire, che non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno. Anzi, penso che l'atteggiamento tenuto da molti alleati della Nato sia un atteggiamento che aiuta gli americani anche in un momento diciamo di difficoltà – non degli americani in sé, ma nel cercare di uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz", ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al programma 10 minuti condotto da Nicola Porro.
Tajani: "Non vedo rischi imminenti in Italia ma bene innalzare livello sicurezza"
"La minaccia è molto vaga, certamente non va mai sottovalutata, ma le nostre forze dell'ordine, le nostre intelligence sono al lavoro da quando è scoppiata la guerra e quindi i controlli sono aumentati, il lavoro di verifica è aumentato" perché "i rischi sono molteplici, abbiamo visto il rischio anarchico e il rischio di fondamentalismo di matrice iraniana". Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Tg4, commentando le parole della Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, il quale ha fatto sapere che nessuno sarà al sicuro, nemmeno i centri turistici del mondo.
"Questo però non ci deve neanche costringere a essere spaventati di tutto, perché al momento io non vedo rischi imminenti di cose nel nostro paese – aggiunge -, però è giusto che si innalzi il livello di sicurezza proprio perché la prevenzione è fondamentale. Quindi bene controllare e bene le riunioni che organizza il ministro Piantedosi nel quale ripongo la massima fiducia perché sta facendo molto bene. Tutte le azioni delle nostre forze dell'ordine vanno nella direzione di tutelare i nostri cittadini, ma anche dei cittadini stranieri che vengono a passare le loro vacanze in Italia".
Casa Bianca: "Possiamo conquistare isola di Kharg in qualsiasi momento"
Gli Stati Uniti potrebbero "conquistare" l'isola iraniana di Kharg in qualsiasi momento. Lo ha dichiarato la Casa Bianca, dopo l'articolo di Axios secondo cui l'Amministrazione Trump starebbe valutando piani per occupare l'importante snodo petrolifero. "Le forze armate statunitensi possono conquistare l'isola di Kharg in qualsiasi momento se il presidente dà l'ordine", ha dichiarato all'Afp la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly.
Ministro Energia Qatar: "Avevo avvertito Usa su rischi attacchi"
Il ministro dell'Energia del Qatar e amministratore delegato di QatarEnergy, Saad bin Sherida al-Kaabi, ha detto oggi che Doha aveva avvertito gli Stati Uniti sulle conseguenze di eventuali attacchi agli impianti energetici iraniani. "Ho sempre messo in guardia, parlando con i dirigenti delle aziende petrolifere e del gas con cui collaboriamo, e con il segretario all'Energia degli Stati Uniti, su queste conseguenze e sul fatto che avrebbe potuto essere dannoso per noi", ha detto Saad al-Kaabi in un'intervista alla Reuters.
GB autorizza uso basi per raid a stretto di Hormuz
Il governo del Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare basi britanniche per lanciare operazioni contro obiettivi iraniani legati agli attacchi nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito da fonti di Downing Street, citate dalla Bbc, la decisione è stata presa durante una riunione dei ministri, ampliando il precedente via libera concesso a Washington, inizialmente limitato a operazioni per prevenire minacce dirette a interessi o vite britanniche. L'autorizzazione riguarda ora anche operazioni "difensive" statunitensi volte a colpire capacità utilizzate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per il traffico energetico globale. Londra ha comunque precisato che non sarà direttamente coinvolta nei raid e che "i principi alla base dell'approccio britannico al conflitto restano invariati".
Kuwait: "Missile balistico intercettato e distrutto"
Nelle ultime 24 ore, il sistema di difesa aerea del Kuwait ha rilevato un missile balistico, che è stato intercettato e distrutto. Inoltre, sono stati rilevati 25 droni ostili nello spazio aereo kuwaitiano e i sistemi di difesa aerea ne hanno distrutti 15. Lo riferisce il portavoce ufficiale del ministero della Difesa, Colonnello Saud Abdulaziz Al-Atwan. Due droni hanno preso di mira un impianto di una raffineria appartenente alla Kuwait Petroleum Corporation, provocando un incendio che è stato domato da squadre specializzate. "Fortunatamente, non ci sono stati feriti", ha precisato. "Otto droni sono precipitati al di fuori della zona di minaccia senza rappresentare alcun pericolo".
Il Pentagono invia altre tre navi da guerra in Medio Oriente e migliaia di marines
Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.
Bloomberg: "Teheran non riaprirà Hormuz finché sotto attacco"
L'Iran non è interessato a discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz finché sarà sotto attacco da parte di Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato a Bloomberg una fonte che ha contatti diretti di alto livello con l'Iran. Bloomberg ha sottolineato che la preoccupazione è che, se l'Iran distruggesse le infrastrutture energetiche nel Golfo, anche la riapertura dello stretto avrebbe scarso impatto fino a quando le infrastrutture non saranno riparate.
Frammenti di un missile balistico lanciato dall'Iran caduti a Gerusalemme
Frammenti di un missile balistico lanciato dall'Iran e intercettato dalla difesa aerea israeliana sono caduti sulla Città Vecchia di Gerusalemme. Lo ha riferito il sito di Haaretz, precisando che i frammenti hanno colpito un'area distante alcune centinaia di metri dalla Spianata delle Moschee e del complesso della Moschea di al-Aqsa nel giorno in cui la maggior parte dei musulmani celebra l'Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan.
Media: "Droni contro sede diplomatica Usa vicino Baghdad"
Droni hanno preso di mira una sede diplomatica americana vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Lo riporta l'emittente al-Arabiya su X citando fonti di sicurezza. L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha segnalato forti esplosioni vicino all'aeroporto di Baghdad.
Leader Forza Quds: "Fronte resistenza continuerà a combattere"
Il comandante della Forza Quds dei Guardiani della rivoluzione iraniana, Esmail Qaani, ha dichiarato che le forze del Fronte di Resistenza continueranno a lanciare operazioni contro Stati Uniti e Israele, sottolineando che "sono entrate in guerra in modo indipendente". In un messaggio riportato dall'agenzia Irna, Qaani ha ringraziato i combattenti, quindi ha sottolineato che "l'unità" di queste forze è "l'incubo dell'arroganza globale e del sionismo". "Questo fronte continuerà a combattere i nemici dell'Islam e dell'umanità con maggiore forza e determinazione, e presto assisteremo alla loro vergognosa sconfitta", ha concluso Qaani nella sua prima dichiarazione dall'inizio della guerra, il 28 febbraio scorso.
La Russia smentisce Politico su proposta agli Usa: "Falso"
Kirill Dmitriev, inviato russo del Cremlino, ha definito "un falso" le indiscrezioni del giornale Politico in cui si rappresentava una sua proposta in cui avrebbe proposto agli Stati Uniti un patto secondo il quale il Cremlino sarebbe pronto a smettere di condividere informazioni di intelligence con l'Iran, come le coordinate precise delle basi militari statunitensi in Medio Oriente, se Washington cessa di fornire all'Ucraina informazioni di intelligence sulla Russia. Secondo Politico, tale proposta sarebbe stata trasmessa agli inviati dell'amministrazione Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, durante il loro incontro della scorsa settimana a Miami.
Piantedosi convoca comitato antiterrorismo domani al Viminale
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi presiederà domani al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa). La riunione, alla quale partecipano i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence, è in programma alle 12.
Forze Israele: "Bombardate decine di siti militari a Teheran e nel centro del Paese"
In due ondate di attacchi aerei su Teheran e nell'Iran centrale, durante la notte e questa mattina, l'Aeronautica militare israeliana ha bombardato decine di siti militari iraniani. Lo hanno riferito le Forze di difesa d'Israele (Idf) precisando che, a Teheran, sono state colpite diverse fabbriche di armi, insieme a siti utilizzati per sviluppare componenti per missili balistici. A est di Teheran, l'Aeronautica ha colpito strutture dove erano immagazzinati missili balistici in cui erano operativi, al momento dell'attacco, dei militari iraniani, secondo quanto dichiarato dalle Idf. Infine, le Idf hanno affermato che, nei giorni scorsi, e' stato determinato che l'Iran sta lanciando missili balistici contro Israele dal centro del Paese, dopo che Israele ha "degradato la maggior parte delle capacita' del regime di lanciare dal Iran occidentale"
Tajani: "Su Hormuz disponibili se da Onu azione garanzia traffico marittimo"
"Si è presa una posizione politica per garantire nel prossimo futuro il traffico marittimo commerciale, un impegno affinché Hormuz sia uno stretto dove si possa sviluppare il libero commercio senza essere affondati, poi qualora ci fosse il ‘cessate fuoco' oppure le Nazioni Unite volessero avviare operazione di garanzia per il traffico marittimo, potremmo essere disponibili assieme a India o Cina". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in video collegamento con il Feuromed, a Napoli, a proposito del piano di riapertura di sei Paesi, compreso l'Italia, sullo Stretto di Hormuz. Sui tempi del conflitto in Iran, Tajani ha aggiunto: "Mi pare che gli americani vogliano continuare a difendere la libertà di navigazione con la forza contro gli iraniani, non so se Trump voglia inviare soldati di terra sul territorio iraniano, vedremo, certamente non è una guerra che finisce entro qualche giorno".
In Libano 1.021 morti da inizio guerra
In Libano dal 2 marzo si contano 1.021 morti, compresi 118 minori. È questo il nuovo bilancio ufficiale diffuso dal ministero della Salute di Beirut e riportato dai media del Paese dei Cedri mentre proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah. I feriti sono in totale 2.641. Beirut denuncia come solo nelle ultime 24 ore si siano registrati 20 morti e 57 feriti.