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Andrea, operato di tumore al cervello grazie alle donazioni web. La compagna: “Grazie di cuore”

Andrea, 35enne salentino, vive a Londra con la fidanzata ed è riuscito ad operarsi grazie ai 60mila euro raccolti proprio su iniziata della ragazza. “E’ stato un primo grande passo ma la strada da percorrere é ancora lunga” dice ora Giovanna.
A cura di Biagio Chiariello
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Andrea Vincenti è un ragazzo di 35 anni colpito da tumore al cervello. Grazie alle donazione del web è riuscito a sottoporsi ad una fondamentale operazione all'International Neuroscience Institute di Hannover, in Germania. A raccontare la sua storia è la sua compagna, salentina come lei; i due sono originari di Corigliano e Maglie. “È tardo pomeriggio quando lamenta un forte mal di testa – ricorda la compagna Giovanna Epifani – Al mal di testa segue la nausea, alla nausea il vomito, al vomito le crisi epilettiche. Andrea non soffre di epilessia ed io penso si tratti di un infarto. Urlo e chiedo aiuto al nostro vicino che sapevo essere un medico. Il dottor Uvaise interviene tempestivamente con delle manovre che salvano la vita di Andrea, e lo fa per ben tre volte”. Poi l’amara scoperta: cancro al cervello. Inizialmente gli dicono che non c’è nulla da fare, ma Giovanna non si perde d’animo e trova un centro specializzato in Germania.

Ma se Andrea ho potuto sottoporsi a quell’intervento è solo  grazie alle donazioni arrivate dal web: quasi 2mila persone, che hanno aderito alla raccolta fondi lanciata il 22 aprile da Giovanna per coprire le importanti spese mediche per l’operazione all’Ini. Già superato l’obiettivo dei 60mila euro richiesti (al momento il counter recita 63.692 euro).

L’operazione al momento è andata bene e ci sono due importanti notizie: “La prima è che i medici hanno potuto rimuovere più di quanto ci si aspettava – scrive Giovanna Epifani – e la seconda è che il primo esame istologico ci dice che si tratta di un tumore benigno”. Ci sono però delle tracce sul lato sinistro che richiedono di agire con terapie, la cui natura verrà valutata dai medici che lo hanno in cura solo dopo aver avuto i risultati dell’esame istologico definitivo. “È in ottime mani – assicura – ma bisognerà aspettare per saperne di più, visto che causa coronavirus non sono ammesse visite in ospedale. Sto vivendo questa vicenda dal mio divano di casa, cercando in tutti i modi di far percepire la mia presenza ad Andrea”.

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